Con il grande successo del teen drama mistery Riverdale è chiaro che The CW voglia continuare a battere il ferro finchè è caldo, sia per sfruttare la nuova wave delle serie adolescenziali, sia per esplorare nuove strade ed espandere il proprio multiverso narrativo. Katy Keene è, infatti, la terza serie tratta dai fumetti della Archie Comics, dopo la già citata Riverdale e Chilling Adventures Of Sabrina.
Il personaggio di Katy Keene nasce dalla mente di Bill Woggon nel 1945 e viene introdotta sulle pagine di Wilbur Comics, “Archie”, “Jughead”, “Betty And Veronica” e “Ginger” fino ad ottenere nel 1949 un fumetto tutto dedicato a lei. La serie va avanti per dodici anni, viene interrotta e ripresa poi negli anni Ottanta e nel 2005, con vari aggiornamenti e riedizioni del personaggio; la sua iterazione più recente è quella che più si avvicina alla Katy televisiva, anche se Roberto Aguirre-Sacasa e Michael Grassi hanno lavorato su un adattamento ancora diverso per avvicinarsi alle esigenze contemporanee e per dare una continuità stilistica che si avvicinasse al glamour patinato già molto spiccato in Riverdale.
Oh, no, Katy, I am from Riverdale. It is the murder capital of the world. I’ll be fine.
A interpretare la protagonista Katy troviamo Lucy Hale (Pretty Little Liars), un’aspirante stilista che lavora in uno dei marchi di moda più famosi di New York come assistente alle vendite; insieme al suo gruppo di pari insegue il proprio sogno nella Grande Mela, scontrandosi con le difficoltà e le sfide che la vita le mette di fronte. Il collegamento con la serie madre è garantito da Josie McCoy (Ashleigh Murray), la giovane popstar ex membro delle Pussycat e personaggio ricorrente di Riverdale; anche lei giunge a New York con aspettative di successo, esaltate dall’essere il più grande talento della propria città natale e convinta di potersi imporre a livelli più alti. A nutrire il cast ci sono altri volti noti al pubblico televisivo: da Katherine LaNasa (Three Sisters, Truth Be Told) a Julia Chan (Saving Hope) e Lucien Laviscount (Scream Queens).
Katy Keene è, in tutto e per tutto, una teen comedy musicale pregna di buoni sentimenti e intrisa di messaggi sociali, che vuole essere lo specchio di una generazione progressista e multiculturale. Il pilot concede molto spazio a tutti i protagonisti e ne evidenzia le caratteristiche: dal grande talento di Katy che viene visto quasi come una minaccia dalla sua direttrice all’ingenuo ottimismo di Josie; per non parlare del discorso di affermazione di Jorge (Jonny Beauchamp) che può essere considerato un esempio pratico della volontà di lanciare anche messaggi politici importanti in tema di diritti non riconosciuti e di lotta ad ogni tipo di discriminazione.
Look, I can tell you’re upset, but life isn’t A Star is Born.
Nonostante le buone intenzioni, tuttavia, “Once Upon A Time In New York” non sembra, per ora, offrire nulla di davvero innovativo – ma non è neanche detto voglia farlo: si presume che seguiremo il percorso di carriera di Katy e degli altri protagonisti attraverso un mondo certamente meno dark e opprimente di Riverdale ma ancora molto simile per stile e personaggi, ancorati ad alcune caratteristiche che li rendono riconoscibili e con il timore che possano non essere davvero esplorati a 360 gradi, lasciandoli piatti e bidimensionali. La grande città è un’ambientazione stimolante e dovrebbe offrire un contraltare importante rispetto ad un paesino di provincia fuori dal tempo ma, d’altro canto, è anche uno dei setting più sfruttati dal cinema e dalla tv; la speranza è che gli autori possano trovare il giusto equilibrio per sfruttare al meglio le potenzialità narrative dei grandi spazi cittadini e coniugarli con il tono leggero e scanzonato che pervade lo show, esaltando le fatiche che dei giovani talentuosi affrontano per emergere in una megalopoli che rischia di fagocitarli e abbattere ogni loro ambizione.
Katy Keene può, dunque, essere descritto come una “favola moderna” che incrocia Fame con Il diavolo veste Prada – ma qualcuno parla addirittura di echi da Sex And the City; insomma, è decisamente una serie derivativa con un target di pubblico molto settoriale e dichiarato ma che fa della sua appartenenza all’Archieverse un traino importante per traghettare gli spettatori degli altri show di The CW. Il tono è decisamente più leggero – non ci sono omicidi, misteri o streghe – e punta ad esprimere la storia classica della ricerca del successo personale attraverso gli strumenti della commedia e del musical.
Il blog Seriangolo.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione; le informazioni acquisite vengono utilizzate da parti terze che si occupano di analizzare i nostri dati web, pubblicità e social media. Proseguendo la navigazione, si autorizza il loro uso.AccettoCookie Policy
Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
Ti piace Seriangolo? Seguici sulle nostre pagine Facebook e Twitter!