
Così, dopo quasi due anni di attesa, The Expanse trasloca e si ripresenta al pubblico in una nuova veste, quella di uno show con maggiore libertà espressiva e forte della fiducia di chi ha deciso di dargli una seconda possibilità con persino un anticipatissimo rinnovo per una quinta stagione. Per chi ancora non fosse familiare con l’universo della serie, The Expanse è l’adattamento dell’omonima saga fantascientifica che vanta all’attivo otto libri (e un nono conclusivo in arrivo quest’anno). Il quarto romanzo, Cibula Burns, è al centro di questa nuova stagione, con lo showrunner Naren Shankar alla prese con l’arduo compito di rilanciare la serie su Amazon rivolgendosi al libro meno amato della saga, perché più lontano dal plot principale e perché accantona molti dei personaggi più amati dai lettori per introdurne di nuovi.
Il romanzo si concentra infatti per la sua interezza sulla colonizzazione/conquista di uno dei pianeti abitabili cui l’apertura dei vari portali ha dato accesso. È meno movimentato dei precedenti capitoli, maggiormente basato sul concetto di frontiera e concepito quasi come un western, tra esplorazione e rivendicazioni identitarie e scontri su un terreno selvaggio e inospitale ancora tutto da scoprire. Al centro di tutto ci sono le ripercussioni di questa nuova “gold rush” sugli equilibri della principali fazioni: cosa significa la scoperta di nuove terre abitabili per Marte, che per decenni aveva costruito la propria identità sugli sforzi di un intero popolo per costruire una vita su un pianeta che non la poteva ospitare? Cosa significa tutto questo per i Belters, cresciuti da sempre nello spazio e da sempre privati di un luogo da poter chiamare Casa? E cosa significa, infine, per i terrestri, da sempre in una posizione di privilegio e potere proprio per le risorse finora uniche del luogo in cui hanno sempre vissuto?

La serie sopperisce infatti alla lentezza e singolarità del libro mantenendo invece la presenza di personaggi che sulla pagina scritta scomparivano, attraverso l’aggiunta di storyline prese dal successivo romanzo o da altri racconti sparsi scritti per la saga. La serie si assicura così di tenere la continuità con le stagioni precedenti e la presenza di personaggi amatissimi dal pubblico come Chrisjen Avasarala, Bobbie Draper, Drummer e Ashford (un immenso trascinatore David Strathairn), dando una visione globale (che mancava nel libro) di come lentamente la scoperta di nuovi pianeti abitabili apra una caccia all’oro che rimette in discussione le gerarchie e costringe i protagonisti a confrontarsi con nuove lotte al potere, complotti, paure, campagne elettorali e lo sviluppo di una nuova e più potente forma di terrorismo che non ha nessun interesse nella tregua firmata dalle varie parti.
Se la terza stagione aveva beneficiato dal convergere di tutti i protagonisti in uno stesso luogo, la dispersività della quarta stagione (con personaggi isolati nelle loro singole storyline) appariva come un grossissimo rischio, soprattutto per il ritmo narrativo cui la serie ci aveva abituati e che rischiava un brutale rallentamento (vedasi Game of Thrones). Ma è qui che si vede l’eccellente lavoro fatto nelle precedenti stagioni sui protagonisti, ormai tutti cosi ben caratterizzati da rendere questa frammentarietà una risorsa più che un problema, con la possibilità di esplorare facce della stessa medaglia e mantenere altissimo il ritmo anche quando il main focus è lontano da quello principale dell’esplorazione e colonizzazione del pianeta Ilus.

Chi si aspettava dunque un grande cambiamento ora che la serie è sbarcata su Amazon, deve ricredersi: c’è sicuramente maggior libertà espressiva e di linguaggio (che si vede soprattutto nel respiro quasi cinematografico di alcune sequenze), ma la lunghezza degli episodi rimane quasi identica e la serie non stravolge affatto il suo stile e il suo ritmo narrativo. Insomma, se si pensava che il cambio di network avrebbe snaturato la serie, o che l’adattamento del libro meno amato potesse minare il tentativo di rilancio della stessa, ci si sbagliava di grosso. La serie è quella che il pubblico ha imparato ad apprezzare nel tempo, e la stagione in sé forse persino la migliore. Con la quinta (e più attesa dagli amanti della saga) in arrivo probabilmente alla fine del 2020, non possiamo fare altro che inserire The Expanse tra le scommesse più rischiose e meglio vinte di Amazon Prime.
Voto: 9
