
La strategia di Netflix, ormai da qualche anno, è molto cambiata rispetto a quella con la quale s’era fatta conoscere: alla qualità è stata preferita la quantità, producendo o comprando numerosissime serie internazionali, nella speranza che qualcuna di quelle prenda il largo ed abbia il successo sperato. È accaduto alla spagnola La Casa de Papel, o alla tedesca Dark, che in tre stagioni ha avuto un ottimo ritorno di immagine. È dai produttori di quest’ultima che arriva anche Tribes of Europa, una serie tedesca in sei episodi, che abbraccia in pieno la fantascienza per portarci in un futuro non lontanissimo – siamo nel 2074 – ma in cui ciò che conosciamo del mondo è completamente cambiato.
In seguito ad una serie di catastrofi non bene identificate (ma che sembra saranno meglio spiegate in futuro), l’Europa si è divisa in una serie di tribù, ciascuna guidata da un certo ideale. Abbiamo gli Origines, che hanno abbandonato la società in favore di un’esistenza ai margini, lontana dalle lotte per il potere; i Crow, il gruppo violento e desideroso di conquistare il controllo; la Crimson Republic, il cui obiettivo è proteggere le tribù minori, e gli Atlantian, i quali non solo non hanno abbandonato la tecnologia, ma sembrano possederne un modello molto avanzato. La storia dello show inizia quando un oggetto non meglio identificato finisce tra i boschi nei pressi degli Origines. I tre fratelli Liv, Kiano ed Elja assistono alla scena e spingono il padre—nonché capo della tribù—a scoprire qualcosa di più: da questo momento in poi una serie di eventi si scateneranno legati alla ricerca del Cubo, intorno al cui ritrovamento si muovono gli interessi dei Crow.

Un’ambientazione di questo tipo, tra l’altro, ricorda da vicino (anche per un’attenzione ad un pubblico young adult) altre serie americane di maggiore o minore successo. Si intravede, ad esempio, un richiamo a The 100, ma anche a Revolution o al post apocalittico in generale (si respira soprattutto Mad Max). Se però un’idea di un mondo distrutto da cui ripartire potrebbe avere tantissimo da dire se sfruttato a dovere (lo sa bene chi ha giocato al bellissimo Horizon Zero Dawn), qui si ha l’impressione che la serie non abbia alcuna intenzione di distaccarsi dal tipo di narrazione finora intrapresa. La serie, poi, non si prende i giusti tempi: la voglia di aumentare la tensione è costante e non c’è un attimo di respiro che possa davvero permetterci di inquadrare meglio la storia e i propri personaggi. La traccia musicale, per questa ragione, non funziona: cerca continuamente di creare tensione, anche più delle scene che starebbe accompagnando, con il risultato di affollare il ritmo e provocare l’effetto contrario.

Dal punto di vista visivo, la serie parte bene e si lascia guardare: la commistione di elementi di contemporaneità e di altri decadenti e abbandonati ha dei guizzi artistici interessanti e potrà essere in futuro sfruttata ancora meglio. Pur tenendo conto che le scene di questo pilot si svolgono per lo più nella natura, alcuni segmenti fanno presupporre un’occasione troppo ghiotta per non sfruttarla a dovere negli episodi successivi.
Con i pilot non bisognerebbe mai essere troppo severi, perché hanno il compito di attirare lo spettatore, gettare le basi per una narrazione di ampio respiro, e presentare dei personaggi con i quali dovremmo al più presto creare una certa sintonia. Pochi sono i pilot davvero memorabili, ed è per questo che di solito si consiglia di guardare qualche episodio prima di convincersi se proseguire con la visione o meno – tanto più in casi come questi, con una serie di soli sei episodi. Nel caso di Tribes of Europa, però, non ce la sentiamo di convincere nessuno a proseguire: Tribes of Europa si presenta con un brutto pilot che non lascia prefigurare niente di buono (o quasi) per gli episodi a venire. Può interessare lo spettatore che voglia spegnere il cervello, a patto però che si accetti di convivere con la costante sensazione di già visto, con la pochezza di certe trovate narrative, e soprattutto con la consapevolezza che si possa guardare decisamente di meglio.
Voto: 4
