
The Falcon And The Winter Soldier è una miniserie in sei episodi diretta interamente da Kari Skogland – regista televisiva con una solida esperienza alle spalle, da diversi episodi di The Handmaid’s Tale ad altri tra serie del calibro di Boardwalk Empire, House Of Cards, Vikings – e creata da Malcolm Spellman – principalmente produttore ma con all’attivo la sceneggiatura di diversi episodi del musical drama di successo Empire –, che figura anche come writer di questo pilot e showrunner dell’intero progetto. Inutile dire che le aspettative sullo show erano altissime, anche considerato il collegamento diretto con gli eventi dei film e la centralità dei due personaggi principali in una delle scene più emozionanti del finale del già citato Avengers: Endgame. Rispetto a WandaVision era chiaro aspettarsi uno show molto più convenzionale e simile, per struttura, tematiche e ambientazione, alle pellicole del MCU, in particolare al tono e allo stile da spy-movie di Captain America: The Winter Soldier e alle sottotrame aperte da Captain America: Civil War, entrambi diretti dai fratelli Russo e tra i film più apprezzati del grande progetto della Marvel.

I punti di contatto tra i due show, tuttavia, si fermano qui: The Falcon And The Winter Soldier non è una serie sperimentale, non vuole omaggiare la storia della televisione e di certo non propone nulla di innovativo dal punto di vista stilistico, anzi. Si potrebbe dire che, perlomeno a giudicare da questo primo episodio, ci troviamo davvero di fronte all’inizio di un canonico film Marvel: l’introduzione dei due protagonisti e il percorso personale che dovranno affrontare presumibilmente insieme, una grande dose di action con la quale Disney mostra i muscoli, una fugace introduzione al (ai) villain, un colpo di scena – qui piazzato a fine episodio – che scuote la trama. Questo non è assolutamente un difetto di per sé: è esattamente quello che ci si aspettava da uno show che si presentava con queste premesse e che partiva dalle basi di un universo narrativamente solido e ormai ben consolidato nell’immaginario collettivo; rovesciando la medaglia, però, c’è chi potrebbe vedere in questo primo atto della serie la conferma di una certa mancanza di capacità di osare, di uscire dalla comfort zone e proporre qualcosa di più radicale e innovativo.
Proprio nella tensione di questo dualismo sta la capacità di avere successo del Marvel Cinematic Universe: la sua capacità di abbracciare una fetta così ampia di pubblico ma allo stesso tempo riuscire a non scontentare i fan più puri è perfettamente rappresentata da un prodotto come The Falcon And The Winter Soldier. Nella serie per esempio assistiamo al ritorno di personaggi noti agli spettatori più occasionali, come il terrorista Batroc – interpretato nuovamente dal lottatore di MMA Georges St Pierre – e il sempre posato Don Cheadle nei panni di Jim Rhodes, ma anche diverse new entry che faranno piacere agli appassionati dei fumetti, come per esempio Joaquin Torres, interpretato da Danny Ramirez, Flag-Smasher, qui rappresentato come un collettivo ma che storicamente è stato un famoso villain antipatriottico di Captain America, e John Walker aka U.S.Agent, interpretato da Wyatt Russell.

The Falcon And The Winter Soldier si presenta come una miniserie d’azione molto solida e promette un grande intrattenimento nel più classico stile Marvel, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta; è anche chiaro il fatto che gli autori abbiano pensato a questo show come un grande film lungo sei parti, che difficilmente potrà essere giudicato in modo adeguato se non al termine della sua programmazione. Non ci resta che rimanere sintonizzati e goderci la visione.
Voto: 7


Da quel che si dice vedremo più un film diviso in sei parti piuttosto che una miniserie, ma io temo qualcos’altro. In questi ultimi anni molte voci autorevoli (Scorsese, Spielberg) hanno decretato la fine del cinema a causa dei cinecomics, tanto da spingere autori, registi e attori a migrare nella serialità televisiva garantendoci un intrattenimento alternativo, confortevole e di qualità. Ora che si stanno caricando le armi per invadere l’isola felice cosa accadrà?
Ciao Boba Fett! Guarda, non sarei così catastrofico. Il cinema non morirà e la buona tv nemmeno. Piuttosto vediamo queste nuove commistioni come una potenzialità: vedi con WandaVision per esempio che sono riusciti a unire intrattenimento e innovazione stilistica. Questo The Falcon And The Winter Soldier parte in modo più canonico rispetto ai cinecomic Marvel, certo, ed è anche chiaro che potrebbe benissimo trattarsi di un grosso film diviso in più parti, ma già in questo primo episodio sono emersi alcuni elementi che se saranno sviluppati bene potranno offrire un percorso decisamente diverso ed interessante (il ragionamento sull’importanza dei simboli, l’instabilità psicologia di Bucky ecc.).
Che poi non è che arriva il MCU sul piccolo schermo e ora siamo invasi dai supereroi, da quando c’è stato il boom al cinema anche la tv è stata piena di prodotti di genere: dai prodotti Marvel/Netflix (quelli sì che sono filmoni lunghi 13 episodi) a quelli Marvel/ABC, dall’Arrowverse a tutte le serie Hulu, per non parlare poi dei prodotti paralleli che sfruttano l’onda lunga in chiave decostruttiva (da The Umbrella Academy a The Boys).
Insomma, secondo me c’è molto meno da preoccuparsi di quanto sento dire in giro, ma vedremo come proseguirà la serie e come si evolverà la tv da qui ai prossimi 10 anni.
Me lo auguro Davide e spero si possa tornare in una sala presto… Per invasione intendevo in realtà il proliferare di un certo stile narrativo piuttosto che di supereroi; magari ce ne fossero di storie come Watchmen e The Boyz! Comunque questo inizio non mi è dispiaciuto, anzi oltre ai temi sollevati che dicevi aggiungerei la questione “come vive e si mantiene un eroe riconosciuto e decorato?”. Il tentativo di ottenere un prestito l’ho trovato geniale.