
La serie è stata girata a partire da ottobre 2019 in Texas ed è ambientata a Carp, una piccola, tranquilla e anonima cittadina texana. Le vicende vedono come protagonisti i neodiplomati della città, i quali – nell’estate successiva al diploma – sono “ammessi” a partecipare al gioco Panic: una serie di sfide al limite della sopravvivenza, non solo fisica ma anche e soprattutto mentale.
Le premesse sono quelle di una serie TV non adatta ai deboli di cuore, ma questo non trova un grandissimo riscontro nella prima puntata. La serie tiene fede al romanzo e si colloca sotto il genere young adult, che si unisce al teen drama/survivor. Tali generi sono ormai tanto popolari da essere inflazionati, e questa caratteristica sottopone lo show al rischio peggiore per un prodotto di intrattenimento: cadere nella banalità. Purtroppo dalla visione del pilot emerge proprio questo lato banale e anonimo, che rende la storia di Panic tutt’altro che avvincente. Gli organizzatori e i giudici delle sfide sono ovviamente sconosciuti, e il gioco è un segreto riservato ai soli ragazzi, di cui gli adulti non dovrebbero sapere nulla. La ricompensa per partecipare alle folli sfide spontaneamente? La gloria, ma soprattutto i soldi necessari a costruirsi un futuro lontano dalla piccola cittadina: una trama non troppo originale.
La serie inizia con la cerimonia del diploma, a cui seguono i primi giorni di una spensierata estate, ricca di feste, risate e divertimento. I ragazzi se la spassano tranquillamente, ma il pensiero dell’inizio del gioco incombe, soprattutto per chi è determinato a partecipare. Tra i protagonisti è dunque costante il contrasto tra la spensieratezza adolescenziale e il senso di pericolo delle sfide potenzialmente mortali.
Nel primo episodio viene introdotta la figura di Heather, su cui ci si sofferma per il tempo necessario a rendere un’idea già ben precisa del personaggio. La protagonista non incuriosisce più di tanto, ha infatti i classici tratti caratteriali che accomunano tutti i protagonisti delle serie teen drama, nonché una storyline già vista e rivista in altri show. Si assiste quindi a una caratterizzazione fin troppo scontata: Heather è la classica brava ma sfortunata ragazza, “normale” quel tanto che basta da renderla quasi invisibile tra i suoi coetanei.
Panic sembra un po’ la copia di Hunger Games, versione soft e a partecipazione volontaria (almeno così pare dal pilot): la storia di una ragazza diligente e contraria al gioco, che in un modo o nell’altro finisce per parteciparvi. Heather incarna anche la costante del genere teen drama, il “colpo di scena” che dà un twist alla storia: un protagonista tranquillo a cui un evento scatenante fa emergere una personalità opposta (vi ricorda vagamente Clay di 13 Reasons Why, vero?). Ma questo twist in Panic avviene troppo presto, è chiaro già dal trailer e, non essendo inaspettato, rovina l’effetto sorpresa. Heather appare completamente contraria a Panic e persino al pensiero di assistervi, tuttavia si lancia nelle sfide, affrontandole con lo spirito di chi non ha nulla da perdere. Un cambio di personalità a dir poco repentino, ma la ragazza sembra immersa in una specie di trance e si fa scivolare tutto addosso.

Voto: 4

