The Upshaws – 1×01 Birthday B.S.


The Upshaws – 1×01 Birthday B.S.Sono pochi quei creatori di contenuti originali online capaci di catalizzare l’attenzione su ogni prodotto che viene proposto al pubblico; uno di questi è senza dubbio Netflix, che è stato capace di rivoluzionare lo streaming online e cambiare radicalmente il mondo dei prodotti audiovisivi. L’intuizione che per avere successo Netflix avrebbe dovuto puntare su show all’avanguardia che creassero un punto di rottura con il passato televisivo  – caratteristica su cui si basa il brand Netflix dagli anni ’10 del 2000 in poi – però sembra che sia stata messa in secondo piano da qualche anno a questa parte.

Ne è un esempio The Upshaws, nuova sitcom creata da Wanda Sykes e Regina Y. Hicks, disponibile su Netflix dal 12 maggio. Lo show racconta la storia della famiglia Upshaw che gravita intono a Bernard Upshaw, patriarca e meccanico cinquantenne che divide la sua vita tra il lavoro, la moglie Regina, la sua baby mama Tasha e i figli che ha avuto con le due donne. Il suo essere un padre poco attento ed empatico lo porta a mettersi spesso nei guai, soprattutto con le due donne della sua vita, che non vanno d’accordo e impediscono ai figli di vivere come fratelli. Bernard non ci viene mostrato solo in ambito familiare, ma lo vediamo spesso anche sul posto di lavoro, officina frequentata non solo da clienti, ma anche dai suoi amici e dalla cognata, co-proprietaria del garage insieme a Bernard stesso.

The Upshaws – 1×01 Birthday B.S.The Upshaws segue le regole classiche della sitcom made in USA: ha un plot molto semplice basato sulla rappresentazione dell’interazione emotiva e sociale di un ristretto gruppo di persone, rappresenta un contesto familiare e grossomodo ordinario, e tratta temi di vita quotidiana su cui basa la sua comicità. Anche l’estetica dello show ricalca quella classica delle situation comedy: camera fissa e ambientazioni chiuse, ricorrenti e molto riconoscibili. Questo pilot ci mostra chiaramente che le creatrici non abbiano nessuna velleità di rivoluzionare le regole di questo genere televisivo, ma non è detto che un prodotto classico non possa essere vincente; per capire se The Upshaws abbia valore, bisogna dare un’occhiata ai temi che vengono trattati.

Wanda Sykes e Regina Y. Hicks, produttrici e autrici afro-discendenti, mettono in scena la vita di una famiglia afro-discendente in un episodio che è chiaramente introduttivo e per questo entra poco in profondità nelle vite dei protagonisti. La vita e la famiglia di Bernard Upshaw sembrano seguire un po’ troppo gli stereotipi sulle famiglie di colore a cui la televisione ci ha abituati; per questo, a prima vista, è difficile rimanere colpiti in modo particolare dalle dinamiche e dai temi della puntata. Bernard ci viene mostrato come il classico padre poco presente – e che non si rende conto di esserlo –, simpatico e leggero, mai pronto a prendersi le sue responsabilità, che però alla fine la spunta sempre; è un personaggio visto in decine di altri rappresentazioni di famiglie afroamericane, e che per il momento non mostra le potenzialità per essere nient’altro. Neanche gli altri personaggi si distaccano dai cliché a cui siamo abituati: Regina, la moglie di Bernard, è la classica moglie gelosa e apprensiva, che viene trattata dal marito più come madre che come compagna e Tasha rappresenta la donna del ghetto cresciuta sulla strada, divertente, poco avvezza a fare la madre e capace di servire brownies alla marijuana al compleanno del figlio.

The Upshaws – 1×01 Birthday B.S.Se quello che ci viene raccontato e come ci viene raccontato è così anonimo all’interno di un panorama televisivo sempre pronto a sperimentare con forme e temi, quali sono i motivi per guardare il pilot di The Upshaws e seguire i dieci episodi di questa prima annata? Uno solo: la speranza che lo show migliori episodio dopo episodio. Può sembrare un giudizio affrettato dopo aver visto solo il pilot di questo nuovo show, però non possiamo ignorare il confronto con altri dello stesso tipo, e da cui esce perdente The Upshaws sotto ogni punto di vista. Restando in casa Netflix è impossibile non menzionare One Day at a Time, sit-com a cui è facile paragonare The Upshaws (entrambi raccontano la vita di una famiglia appartenente ad una minoranza etnica), e proprio facendo il confronto tra i due si capisce lo spessore dello show di Gloria Calderon Kellett e Mike Royce rispetto alla nuova serie di Wanda Sykes e Regina Y. Hicks. È pur vero che ODAAT ha avuto a disposizione quattro annate per parlare di temi come razzismo, minoranze etniche, omosessualità, problemi dei veterani di guerra e molto altro ancora; The Upshaws, però, non sembra avere neanche le potenzialità per colpire alla radice alcuni temi sociali e parlarne in modo profondo e onesto. Per questi motivi non possiamo che bocciare l’episodio pilota di The Upshaws e sperare che non vengano prodotti altri show di questo genere.

Voto: 4

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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