Reservation Dogs – 1×01 F*ckin’ Rez Dogs


Reservation Dogs – 1×01 F*ckin' Rez DogsChi  pensa che in estate anche la televisione vada in vacanza per qualche mese e che prodotti di un certo livello vengano rilasciati solo nei mesi più freddi, deve rivedere le proprie convinzioni; il mito che ci sia uno hiatus estivo è stato sfatato da diverso tempo e nuovi show come quello protagonista di questa recensione ne sono la prova. Nata in sordina nonostante il produttore esecutivo sia uno dei nomi di punta di questo periodo televisivo/cinematografico, questa dramedy ha le carte in regola per potersi far ricordare nel tempo ed essere apprezzata da pubblico e addetti ai lavori. Di cosa stiamo parlando? Di Reservation Dogs.

Le prime notizie che abbiamo su questo show sono del 2019, quando fu confermato il progetto direttamente dal profilo Twitter ufficiale di quello che sarebbe stato il suo produttore esecutivo: Taika Waititi. Il regista, autore e produttore neozelandese – nonché attore e comedian – è noto per i suoi lavori per il cinema (Jojo Rabbit, Thor: Ragnarok, Thor: Love and Thunder) e per la televisione (The Mandalorian, What We Do in the Shadows) che lo hanno portato ad essere nominato per diversi award, tra cui gli Academy, i Golden Globe e gli Emmy tra il 2020 e il 2021. In questo progetto Taika Waititi ha lavorato al fianco del filmmaker nativo americano Sterlin Harjo, non un neofita nel campo, ma forse al suo progetto più importante. Ordinata ufficialmente nel dicembre 2020, questa dramedy ha visto la fine delle riprese della sua prima stagione nel luglio del 2021, e la messa in onda negli Stati Uniti il 9 agosto su FX per Hulu – nei mercati internazionali, e quindi anche in Italia, sarà disponibile nella sezione Star di Disney+.

Reservation Dogs – 1×01 F*ckin' Rez DogsReservation Dogs, ambientato in una piccola cittadina in Oklahoma, racconta la storia di una gang composta da quattro amici teenager – Bear (D’Pharaoh Woon-A-Tai), Elora (Devery Jacobs), Willie Jack (Paulina Alexis), e Cheese (Lane Factor) – che cercano di capire cosa fare della propria vita. Divisi tra scuola, famiglia e attività tutt’altro che legali, i quattro protagonisti hanno un unico grande scopo in questo momento particolare delle loro vite, ossia crescere, e dai trenta minuti del pilot capiamo che saranno loro stessi a dover capire come fare. La cosa che salta subito agli occhi è la mancanza di maestri nelle loro vite, che siano genitori, insegnanti o figure adulte di qualsiasi tipo, e questo influenza molto il modo in cui i quattro ragazzi reagiscono alla vita – l’unico insegnamento, sempre che così si possa chiamare, arriva dal fantasma di un nativo americano a cavallo mentre uno dei protagonisti è in uno stato di allucinazione. Lasciati a loro stessi Bear, Elora, Willie Jack e Cheese provano a crearsi un futuro migliore, facendo giornalmente i conti con le difficoltà economiche in cui sono costretti a vivere e con un lutto che li ha colpiti nel passato recente. Il colpo di scena che scombussola le cose in quello che poteva sembrare un bel racconto di formazione è l’entrata in scena di una gang rivale, per il momento ancora avvolta nel mistero.

Il titolo dello show Reservation Dogs si rifà a Reservoir Dogs di Quentin Tarantino (Le Iene, 1992), non perché lo show di Taika Waititi si ispiri o ricordi in qualche modo le atmosfere del film, ma per l’intenzione dei quattro teenager protagonisti di creare un gruppo di fuorilegge a quel livello, che possa garantire loro un futuro migliore. I ragazzi infatti non hanno particolari velleità criminali, ma oltrepassano spesso quella riga che separa ciò che è lecito da ciò che non lo è perché pensano sia l’unico modo per lasciarsi alle spalle l’Oklahoma e puntare ad un posto dove ogni sogno è possibile, come Los Angeles. In certi momenti i protagonisti dello show scimmiottano Mr. White e company e proprio in queste scene vediamo la loro voglia di evadere da una vita che non li rende felici e che probabilmente non riuscirebbe mai a farlo.

Reservation Dogs – 1×01 F*ckin' Rez DogsIl contesto in cui è ambientata la storia è l’ultimo punto di forza dello show: oltre ad essere un racconto di formazione per un target non giovane – non siamo davanti ad una storia di ragazzini per ragazzini – caratterizzata da una narrazione poco rumorosa e attenta ai dettagli, è molto interessante  vedere raccontata la vita di una minoranza che raramente viene rappresentata in televisione, quella dei nativi americani; Bear, Elora, Willie Jack e Cheese proveranno ad essere fieri e rispettosi delle loro origini in una società che tende a isolarli e trascurare i loro bisogni in quanto minoranza.

È chiaro che Reservation Dogs sia uno show da tenere d’occhio e che i sei episodi che formeranno questa prima annata hanno il grande onere di non buttare in fumo quella che sembra essere una storia che abbiamo il bisogno di sentire, introdotta da un pilot che supera ogni aspettativa.

Voto: 8

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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