
Le prime notizie che abbiamo su questo show sono del 2019, quando fu confermato il progetto direttamente dal profilo Twitter ufficiale di quello che sarebbe stato il suo produttore esecutivo: Taika Waititi. Il regista, autore e produttore neozelandese – nonché attore e comedian – è noto per i suoi lavori per il cinema (Jojo Rabbit, Thor: Ragnarok, Thor: Love and Thunder) e per la televisione (The Mandalorian, What We Do in the Shadows) che lo hanno portato ad essere nominato per diversi award, tra cui gli Academy, i Golden Globe e gli Emmy tra il 2020 e il 2021. In questo progetto Taika Waititi ha lavorato al fianco del filmmaker nativo americano Sterlin Harjo, non un neofita nel campo, ma forse al suo progetto più importante. Ordinata ufficialmente nel dicembre 2020, questa dramedy ha visto la fine delle riprese della sua prima stagione nel luglio del 2021, e la messa in onda negli Stati Uniti il 9 agosto su FX per Hulu – nei mercati internazionali, e quindi anche in Italia, sarà disponibile nella sezione Star di Disney+.

Il titolo dello show Reservation Dogs si rifà a Reservoir Dogs di Quentin Tarantino (Le Iene, 1992), non perché lo show di Taika Waititi si ispiri o ricordi in qualche modo le atmosfere del film, ma per l’intenzione dei quattro teenager protagonisti di creare un gruppo di fuorilegge a quel livello, che possa garantire loro un futuro migliore. I ragazzi infatti non hanno particolari velleità criminali, ma oltrepassano spesso quella riga che separa ciò che è lecito da ciò che non lo è perché pensano sia l’unico modo per lasciarsi alle spalle l’Oklahoma e puntare ad un posto dove ogni sogno è possibile, come Los Angeles. In certi momenti i protagonisti dello show scimmiottano Mr. White e company e proprio in queste scene vediamo la loro voglia di evadere da una vita che non li rende felici e che probabilmente non riuscirebbe mai a farlo.
Il contesto in cui è ambientata la storia è l’ultimo punto di forza dello show: oltre ad essere un racconto di formazione per un target non giovane – non siamo davanti ad una storia di ragazzini per ragazzini – caratterizzata da una narrazione poco rumorosa e attenta ai dettagli, è molto interessante vedere raccontata la vita di una minoranza che raramente viene rappresentata in televisione, quella dei nativi americani; Bear, Elora, Willie Jack e Cheese proveranno ad essere fieri e rispettosi delle loro origini in una società che tende a isolarli e trascurare i loro bisogni in quanto minoranza.
È chiaro che Reservation Dogs sia uno show da tenere d’occhio e che i sei episodi che formeranno questa prima annata hanno il grande onere di non buttare in fumo quella che sembra essere una storia che abbiamo il bisogno di sentire, introdotta da un pilot che supera ogni aspettativa.
Voto: 8
