
La serie è composta da 6 episodi da circa 50 minuti ciascuno ed è ambientata a Roma, nella cornice degli anni ’60, anni di rivoluzione e dinamismo. Le protagoniste sono Nora Marini (Simona Tabasco) e Rosa Gabrielli (Lia Grieco), due ragazze all’apparenza opposte: la prima è una scaltra giostraia, mentre la seconda una viziata aspirante scrittrice.
Accanto a loro la parte giovane del cast è formata per lo più da attori poco noti o ignoti, e per il momento – a parte Simona Tabasco che fa un po’ meglio degli altri – non ci sono particolari plausi. Tra i personaggi più adulti si riportano invece alcuni interpreti di calibro del panorama italiano: si annoverano infatti nomi come quello di Paolo Calabresi (Tullio Gabrielli) e Milvia Marigliano (nel ruolo della nonna Miranda), ma anche Ludovica Martino (Skam Italia), che interpreta Stella, madre di Nora.
Luna Park racconta le vicende personali di Nora e Rosa, ma anche delle rispettive famiglie e degli ambienti che rappresentano, attraverso cui si snoda la storia: da una parte ci si immerge nell’atmosfera del Luna Park e dall’altro si entra nel mondo della “Roma bene”. In entrambi gli scenari si viaggia tra cliché, dinamiche criminali, sotterfugi e raccomandazioni di imprenditori; già dalla scelta delle ambientazioni si può intuire che le premesse non siano eccezionali, infatti non ci sono elementi particolarmente innovativi o in grado di incuriosire. L’incontro tra le due ragazze – che cambierà la vita di entrambe – avviene nel corso di una serata al Luna Park, per uno “strano” gioco del destino.

La storia infatti, basandosi sulla visione del pilot, risulta già fin troppo chiara; gli unici elementi che potrebbero destare curiosità derivano dai retroscena legati alla reale identità di Nora – che reggeranno probabilmente i restanti episodi – e dall’identificazione dei reali antagonisti della vicenda.

Un elemento positivo (che differenzia Luna Park da altri prodotti simili) è il tema della lettura delle carte, più volte riproposto nel pilot e che sarebbe interessante veder portare avanti – in primis perché è il motivo dell’incontro tra le due ragazze e l’escamotage utilizzato per svelare il segreto, ma anche perché proprio le carte vengono inserite come elemento fondante della figura di Nora. Quella delle carte è una tematica particolare e l’auspicio è che questo elemento venga mantenuto, andando a rappresentare una sorta di fil rouge nella trama: non perché sia particolarmente innovativo, ma perché potrebbe portare un po’ di magia e destare un briciolo di curiosità all’interno di una storia poco esaltante.
Nel complesso il pilot di Luna Park preannuncia l’ennesima serie TV nostrana che conserva in pieno un certo stile italiano: nei temi classici, nei personaggi piatti e in un messaggio con poca forza. Luna Park è un prodotto che non spicca, ha puntate troppo lunghe per essere considerato leggero, e narra una storia sul filo della banalità. Se fosse stato uno show destinato a un pubblico di mezza età e trasmesso su altri canali sarebbe stato perfetto, ma così non è; è più probabile invece che sia l’ennesimo tentativo nostrano di toccare un pubblico giovane a finire nel calderone dei fallimenti.
Voto: 4
