
Si parte per l’appunto da questo presupposto con l’arrivo della detective Danner (Tiffany Haddish) sul luogo del delitto: la villa della vittima Xavier (Dave Franco), un giovane cantante e attore di successo, che viene ritrovato morto dopo essere caduto dal balcone a picco sulla scogliera. La Danner ci mette poco a capire che si tratta di omicidio e ha poche ore per risolvere il caso interrogando i sospetti nella villa prima che il caso venga affidato ad un collega. Il pretesto che riunisce i personaggi é, come da titolo, il party che segue la reunion di una classe di liceo; i protagonisti si incontrano nuovamente dopo molti anni, portando a galla rimorsi, rancori e non detti, cosa che emergerà man mano nel corso delle indagini. La struttura narrativa è quella di procedere per flashback, nei quali ognuno dei personaggi racconta alla detective il proprio punto di vista sulla vicenda e, così facendo, contribuisce a mettere in scena i pezzi per ricomporre il puzzle.

The Afterparty si presenta da subito una serie che vuole decostruire le regole del genere di riferimento – il giallo – facendo leva sulle caratteristiche meta-televisive della sua narrazione; non per nulla Cristopher Miller ha costruito una carriera sulla sua abilità, insieme al collega Phil Lord, di prendere una storia e sovvertirne i canoni con trame articolate e ricche di ribaltamenti, personaggi sopra le righe e, più importante di tutto, la decisa convinzione che per fare ridere non bisogna mai prendersi troppo sul serio. In The Last Man On Earth, per esempio, era il genere apocalittico ad essere preso di mira, mentre in The Lego Movie l’adattamento cinematografico della popolare azienda di mattoncini prendeva tutti i trope del genere di avventura e li sovvertiva in modo geniale. Anche lo show di AppleTV+ si pone su questa scia e promette di ripagare in termini di risate e comicità intelligente oltre che di personaggi ben caratterizzati – per quel poco che si è visto finora.
Dal punto di vista visivo pare ci sarà da divertirsi, soprattutto grazie alla già citata struttura che vedrà cambiare il proprio genere di riferimento di episodio in episodio. Se nel pilot il racconto di Aniq è una commedia romantica caratterizzata da colori brillanti, musica che si accende nei momenti giusti, stati d’animo che si trasformano in condizioni metereologiche, la classica canzone cantata dal palcoscenico e molto altro, l’idea di non sapere cosa aspettarsi dai racconti degli altri personaggi aggiunge curiosità per il resto della stagione. Gli episodi della prima annata – in totale otto – sono tutti diretti dallo stesso Chris Miller, mentre la writers’ room è molto varia – un episodio è ovviamente co-scritto da Phil Lord.

In definitiva possiamo dire che, a giudicare dal pilot, The Afterparty cattura l’attenzione di chi guarda e lo spinge a volerne conoscere di più. Più che la curiosità di scoprire chi è l’assassino (che comunque è un ottimo gancio per portare lo spettatore a proseguire la visione) ciò che attira maggiormente sono i caratteristici e pittoreschi personaggi che si sono riuniti la notte della morte di Xavier e la voglia di conoscerne il background e i punti di vista. Il finale di “Aniq”, poi, lascia intendere che la trama possa prendere due direzioni parallele, una ambientata nel “passato” – quella relativa ai racconti dei personaggi – e una nel “presente” – ovvero durante gli interrogatori.
Voto: 7
