
Un requisito delle commedie è la presenza di risate viscerali, mentre un requisito del genere horror è un disagio profondo e già è difficile evocare uno o l’altro, ancora di più lo è evocare entrambi contemporaneamente; i primi due episodi della nuova serie di STARZPLAY dal titolo Shining Vale non sono riusciti ad essere efficaci su nessuno dei due fronti. Questa nuova comedy, che oltre a note horror ha un sottofondo fortemente satirico, racconta la storia della famiglia Phelps che lascia Brooklyn e si trasferisce nella periferia del Connecticut dopo che Pat, protagonista e madre della famiglia – nonché ex tossicodipendente e autrice di un bestseller di narrativa erotica – ha avuto una breve relazione extraconiugale con il suo idraulico; l’unico modo in cui Terry riesce a perdonare la moglie è prendere nettamente le distanze dal passato e dai ricordi che lo perseguitano. La figlia adolescente Gaynor, che ha ereditato tante caratteristiche della madre, è la tipica giovane in crisi adolescenziale, mentre il fratello Jake, gamer sempre immerso nel suo mondo, a malapena si è accorto del cambiamento.
Terry ha ottenuto un ottimo affare sulla casa, composta da tante stanze – di cui diverse nascoste – e da una spaziosa soffitta, infestata da quello che sembra essere il fantasma di una casalinga che abitava la casa del 1950, entità che solo Pat può vedere. Sulla carta non solo la trama, ma anche il cast e i creatori di questa nuova comedy hanno fatto puntare l’attenzione a questo progetto: lo show è co-creato da Jeff Astrof (Trial and Error) e Sharon Horgan (Catastrophe), nei panni di Pat invece troviamo Courteney Cox, attrice che da sempre ci ha dimostrato la sua capacità di trasformare qualsiasi cosa in un momento comico, Greg Kinnear nei panni del marito Terry, uomo volenteroso ma senza grandi speranze, Merrin Dungey nel ruolo della spinosa agente della protagonista, e nei panni dei figli adolescenti di Pat e Terry troviamo Gus Birney e Dylan Gage, due giovani attori che hanno partecipato ad altre comedy di qualità nel passato recente (rispettivamente Dickinson e Pen15).

Ciò che è certo è che l’avanzamento della parte comica è portata avanti dal dipanarsi di quella horror e viceversa: sembra che le due storyline siano l’una il carburante dell’altra; la produttività editoriale di Pat aumenta grazie a quello che sembra un mix di farmaci e possessioni di entità misteriose, che la fanno andare avanti nella scrittura del sequel del suo unico romanzo di successo. Mentre Pat scende più a fondo nella scrittura del romanzo, compiendo un percorso attraverso la sua stessa paranoia, lo show fa lo stesso, addentrandosi nei generi comedy e horror, in un viaggio che non ci sembra proficuo quanto vorrebbe essere. Nonostante i frequenti blackout di Pat e nonostante il fatto che le sue visioni siano supportate da precise scelte registiche – che fanno fare folli movimenti alle telecamere, che giocano con l’illuminazione e ci fanno fare movimenti illimitati tra le varie stanze della casa –, niente è mai davvero inquietante. Ci sono un sacco di jump cut, di persone che appaiono negli specchi e riflessi di cose che in realtà non ci sono, ma anche questo porta poca tensione narrativa agli episodi.

L’unico momento in cui Shining Vale diventa interessante è quando Pat inizia a cambiare, sconfiggendo il blocco della scrittrice e perdendo la presa sulla sua sanità mentale. Lo show non esita a esplorare le storie di donne con malattie mentali che lottano per capire se stesse o farsi capire dagli altri – Pat in primo luogo, ma anche sua madre, che in questi primi due episodi conosciamo solo tramite i racconti della figlia. La casa stregata viene utilizzata come metafora per le donne che si sentono intrappolate e in conflitto interiore come Pat, in modo palese ma allo stesso tempo efficace, almeno sulla carta. Ciò che interessa non è quindi se Pat sia veramente posseduta dai fantasmi o se tutto ciò sia la manifestazione della sua depressione: quello che conta è il viaggio della donna, che in questi primi due episodi vede la costruzione delle basi di quello che sarà un percorso a lungo termine.
Buone idee di fondo, insomma, ma una realizzazione non convincente: è quindi troppo affrettato dare un giudizio tranchant in base a quello che ci è stato mostrato, anche se è difficile non rimanere tiepidi di fronte a Chapter One – Welcome to Casa De Phelps e Chapter Two – She Comes At Night. La speranza è che un prodotto molto forte sulla carta riesca a esserlo poi anche nella pratica, e per scoprirlo non ci resta che seguire gli otto episodi di questa prima annata, in onda ogni settimana su STARZPLAY.
Voto 1×01: 5
Voto 1×02: 5
