
Pensate se addirittura foste sposati con un uomo che viaggia nel tempo, che scompare all’improvviso e che può ricomparire nudo dopo pochi minuti o dopo molti mesi, avendo vissuto avanti e indietro sulla linea temporale mentre voi magari bevevate un caffè o mandavate avanti la vostra vita senza di lui.
Partiamo dalla genesi di questa serie, per evitare almeno a noi troppi salti temporali: The Time Traveler’s Wife nasce per dare vita in televisione alle pagine fantascientifiche scritte nel 2003 dalla scrittrice statunitense Audrey Niffenegger. La storia ha come protagonista Clare che, all’età di sei anni, incontra uno strano uomo nudo nel bosco, Henry, che le racconta di essere un viaggiatore del tempo: questo è il primo incontro della coppia che, nel futuro (della donna) addirittura si sposerà. Henry viaggia nel tempo per un difetto genetico incontrollabile: ad un certo punto scompare e riappare nudo in un punto diverso del tempo, ma sempre all’interno degli anni che coprono la sua vita – quindi, per rispondere anche a una delle prime domande che gli pone Clare, per esempio, non ha mai visto i dinosauri.

Dal punto di vista della scrittura della serie si può, almeno all’apparenza, dormire sonni tranquilli: la serie è stata scritta da Steven Moffat, che molti di voi ricorderanno soprattutto per Sherlock e Doctor Who. Soprattutto il secondo show si avvicina alle tematiche di questo The Time Traveler’s Wife, e già dai primi cinquanta minuti si intravede la mano dello sceneggiatore scozzese. I continui sfasamenti temporali che deve vivere Henry sono sicuramente il cuore della serie HBO, ma anche l’elemento che può davvero metterne in difficoltà la comprensione finale: per questo, ogni volta che Henry si presenta ai nostri occhi con un diverso viso, un diverso taglio di capelli, una scritta in sovraimpressione ci aiuta a capire quanti anni ha il personaggio in quel momento, e soprattutto quanti ne ha Clare, così da raccapezzarci sul periodo in cui ci troviamo.
Man mano che si andrà avanti probabilmente diventerà sempre più complesso tenere le fila, ed è per questo che la prima puntata ci dà la speranza che la trama possa essere abbastanza chiara e intuibile da seguirne il percorso, anche perché Moffat sembra avere trovato il modo (complici le scelte di montaggio) di non complicare troppo la vita allo spettatore.
Ma, oltre la parte puramente sci-fi, c’è quella delle emozioni e delle riflessioni sull’amore e sul matrimonio, sul pensiero del futuro e un po’ di filosofia sulla vita in generale, su come anche il ripensare al nostro passato possa incidere in maniera decisiva sul nostro futuro. Già da questi primi minuti si intuisce la portata della morale di tutta l’operazione, ovvero quella di un pensiero critico sulle relazioni amorose e sulla consapevolezza di noi stessi.

Sul tema della consapevolezza di noi stessi è molto interessante il fatto che qui non vale la regola di Ritorno al Futuro, ovvero che è assolutamente vietato incontrare il se stesso passato/futuro per evitare di determinare in maniera decisiva gli eventi: qui succede spesso con Henry, che parla a se stesso come un flusso di coscienza, ed è un cortocircuito veramente interessante su cui concentrarsi, perché non tocca solo la sfera morale della questione, ma anche quella fascinazione puramente sci-fi per cui ci chiediamo se la sua vita sia un perfetto uroboro, dove non esiste un inizio e una fine, ma solo un cerchio eterno in cui si ripetono sempre le stesse cose. E non è forse l’incubo di ognuno di noi, pensare che la vita sia fatta solo di demoralizzanti ripetizioni?
The Time Traveler’s Wife è sicuramente iniziato con il piglio giusto, immergendoci fin da subito nel cuore del racconto, cercando di costruirlo nella maniera più leggibile possibile, anche se il materiale a disposizione è quanto di più complicato ci possa essere.
La firma di Steven Moffat è garanzia di qualità, specialmente per racconti di questo genere dove l’alchimia tra i personaggi e la trama squisitamente sci-fi fanno da padroni della scena. Il pilot invoglia sicuramente la visione dell’intera stagione – composta per altro da soli sei episodi – e ci fa già riflettere sui temi che abbiamo elencato poco fa: con soli cinquanta minuti a disposizione, questo è sicuramente un bene.
Voto: 7

Ciao Ste…bella rece…sono arrivato al 4o ep…serie carina e simpatica…