
Creata a più mani dagli editor Sana Amanat e Stephen Wacker, la scrittrice G. Willow Wilson e gli artisti Adrian Alphona e Jamie McKelvie, Ms. Marvel – Kamala Khan quando non veste i panni di supereroina – ha visto la sua prima apparizione nei fumetti quasi nove anni fa nel numero 14 di Captain Marvel, prima di ottenere la propria serie pochi mesi più tardi e diventando da subito un successo di pubblico e critica, tant’è che il primo volume ha vinto un Hugo Award. Il fumetto rientrava nel tentativo della Marvel di costruire un cast di eroi più inclusivi e che rappresentasse maggiormente le sfaccettature etniche di una nazione come gli Stati Uniti, un processo che ha visto arrivare anche un altro personaggio amatissimo, cioè Miles Morales.
Era quindi solo questione di tempo prima che anche Kamala Khan facesse il salto dal fumetto al live action, un annuncio arrivato durante il D23 del 2019. Lo show vede nel ruolo di head writer Bisha K. Ali – già sceneggiatrice di Loki –, con il duo Adil El Arbi e Bilall Fallah (Bad Boys for Life) in cabina di regia del pilot e la debuttatante Iman Vellani nel ruolo di protagonista, che tornerà a ricoprire i panni di Kamala nel film in uscita l’anno prossimo The Marvels.

Questa prima puntata, chiamata “Generation Why”, segue in maniera abbastanza fedele gli eventi del fumetto, con alcune battute che vengono riprese pari passo, divergendo soprattutto per quanto riguarda il modo in cui Kamala ottiene i suoi poteri, dimenticando tutta la questione del rilascio della nebbia Terrigena e offrendo una nuova versione che sembra molto più legata a quelle che sono le origini della protagonista della serie.
Gli ingredienti per un buon prodotto c’erano tutti e, fortunatamente, Ms. Marvel non delude, una boccata di aria fresca necessaria nell’MCU dopo i semi passi falsi del già citato Moon Knight e del secondo capitolo cinematografico di Doctor Strange, Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Quello che colpisce fin da subito è l’enorme lavoro che è stato fatto a livello visivo: spesso – e giustamente – i prodotti legati a questo grande universo narrativo, nonostante i molteplici pregi, vengono criticati per la patina grigia che sembra accomunare buona parte delle serie e dei film, andando a depotenziare l’impatto estetico di qualcosa che, vista l’origine fumettistica, dovrebbe essere una festa per gli occhi.
Ms. Marvel invece non perde un attimo a rassicurarci su questo fronte, riuscendo così a trasmettere in maniera perfetta non solo quanto visto su carta, ma a dare da subito la sensazione di quello che accade nella testa iperattiva ed estremamente creativa di Kamala Khan. Adil El Arbi e Bilall Fallah meritano dunque un grande plauso per il modo in cui hanno impostato l’estetica della serie, coadiuvata nel suo tentativo di caratterizzare Kamala e trasmettere il suo essere fuori dal comune dall’utilizzo molto dinamico della macchina da presa e del montaggio serrato.

Molto apprezzabile è anche tutto il lavoro che viene fatto per far emergere l’importanza delle origini pakistane di Kamala nella vita di tutti i giorni, qualcosa che difficilmente sarebbe potuto risultare così autentico senza il contributo della head writer Bisha K. Ali. Per quanto riguarda gli antagonisti, invece, forse ad alcuni potrà dare fastidio l’assenza di un accenno a quello che potrebbe essere il villain della stagione, ma dopo tutti questi anni in cui conosciamo a memoria la formula che guida i film e le serie supereroistiche, ben venga qualcosa che non segue tutti i paletti pedissequamente.
Con questa prima puntata Ms. Marvel offre qualcosa di molto originale nel panorama dell’MCU che sotto certi punti di vista si avvicina molto alla recente e ottima Hawkeye; visivamente splendida e scritta con grande abilità, la serie promette molto e fa ben sperare per il futuro, togliendo ogni dubbio a quelli che temevano arrivasse un nuovo mezzo passo falso.
Voto: 7½
