
L’influenza del celeberrimo show ambientato nel mondo del calcio è più che evidente in questa nuova serie di Apple TV+, sia per quanto concerne l’attenzione dedicata ai personaggi e alla loro scrittura, sia per ciò che attiene alla costruzione della narrazione in relazione allo studio di psicologi, a tutti gli effetti centro nevralgico delle vicende presentate. Ma di cosa parla Shrinking? Sulla carta, la si può definire come una dramedy dalla trama piuttosto lineare: la serie si promette di raccontare la vita del terapista Jimmy (interpretato da Jason Segel), e di come stia affrontando la perdita della moglie; nel tentativo di dare una svolta alle sue giornate, egli decide di cambiare approccio anche dal punto di vista lavorativo, iniziando a rapportarsi ai suoi pazienti in modo pratico e d’impatto, offrendo loro gli stessi consigli che vorrebbe per se stesso. È chiaro come la serie voglia soffermarsi sulla decisione inconscia del protagonista di curare le proprie ferite con un strappo violento, ma il risultato è tutt’altro che scontato. Shrinking è, infatti, una serie che si pone un obiettivo di grande rilievo: riuscire a far ridere – e a far riflettere – utilizzando un argomento piuttosto delicato (si parla del codice etico di una professione tra le più peculiari al mondo), e calando in questo contesto gli stilemi tipici del racconto generazionale e della commedia.

La scelta di Apple TV+ di rilasciare due episodi in contemporanea risulta essere estremamente vincente: nel secondo episodio “Fortress of Solitude”, infatti, le buone premesse gettate nel pilot trovano ottimi spunti, al punto tale che la visione è particolarmente organica e non sembra spezzata. Sul fronte dei personaggi, Shrinking sembra aver fatto centro fin dai primi minuti: per esempio, il trio di terapisti riesce a risultare subito d’impatto grazie alle caratteristiche tipiche di ognuno di loro. Il personaggio interpretato da Harrison Ford, in particolare, non risulta stereotipato, ma calato perfettamente nella parte di un terapista schivo e riflessivo, che ha cuore la salute dei suoi amici (pur non volendolo ammettere). Un altro elemento particolarmente riuscito di questo gruppo di episodi è il focus sul rapporto tra Jimmy e la figlia Alice, trascurata dal padre in una fase particolarmente difficile – non solo quella adolescenziale, delicata in sé e per sé, ma soprattutto a causa della morte della madre, che ha colpito entrambi i personaggi in modi viscerali e diversi.

In un’epoca in cui il binge-watching continua a farla da padrone, Apple TV+ dimostra ancora una volta di potersi prendere il suo tempo, riuscendo a sfornare prodotti pensati per il suo pubblico, che ricordano un’era della televisione che, salvo poche eccezioni, sembrava dimenticata. Proprio per queste ragioni, Shrinking sembra avere tutte le carte in regola per affermarsi, dolcemente e in misura giusta, nel cuore degli spettatori: il fatto che la serie sia corredata da performance ottime, e da un Harrison Ford che è protagonista delle scene più belle del primo gruppo di episodi – anche di più di quelle di Jason Segel – non è che un’ulteriore punto a suo favore. I primi due episodi fanno dunque un lavoro ottimo nel preparare lo spettatore ad immergersi, settimana dopo settimana, nel mondo della serie, e introducono la storia in modo efficace e per nulla scontato.
Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 8
