Washington Black – 1×01 The Flying Man and The Musician


Washington Black - 1x01 The Flying Man and The MusicianTratta dall’omonimo romanzo della scrittrice canadese Esi Edugyan, Washington Black è una nuova miniserie Hulu (disponibile su Disney+) ideata da Selwyn Seyfu Hinds: lo show in otto puntate racconta il coming of age di un ragazzo di inizio Ottocento, dai suoi primi anni vissuti come schiavo alle Barbados, fino all’età adulta come lavoratore nei porti di Halifax, Nova Scotia. Questa storia, che si propone di raccontare l’epoca dello schiavismo attraverso delle lenti particolari, ha subito attirato l’attenzione di 20th Television e poco dopo di Hulu e di Sterling K. Brown (This Is Us), qui alle prese con un personaggio ma anche nelle vesti di produttore.

Tuttavia, a differenza del romanzo che procede in ordine cronologico con la vita di George Washington Black dagli undici anni in poi, la serie si muove sotto un altro profilo, presentandoci da subito l’ormai adulto protagonista (Ernest Kingsley Jr.), che si fa chiamare Jack Crawford, e illustrandoci il suo passato un pezzo alla volta, attraverso accurati flashback.
“The Flying Man and The Musician”, il pilot della serie, parte quindi dalla storia di un giovane uomo che nel 1837 si trova ad Halifax – ultima tappa della celebre Underground Railroad, cioè la galleria sotterranea attraverso la quale tanti schiavi afroamericani trovarono la salvezza – a lavorare come tuttofare al porto.
La sua vicenda viene introdotta dalla voce narrante di Medwin Harris (Sterling K. Brown), padrone della pensione in cui George/Jack si trova a vivere: è da lui che apprendiamo quanto la vita di questo giovane uomo sia speciale, non solo per il suo passato ma anche per il suo futuro, che, scopriamo da subito, pare essere destinato alla scienza. Lo troviamo infatti ad attendere una risposta dalla Royal Science League per aver proposto un’invenzione con la quale vuole vincere il World Expo. Ma come è arrivato fino a lì? Come ha sviluppato questa passione e soprattutto questa capacità di lavorare in maniera ingegneristica?

Washington Black - 1x01 The Flying Man and The MusicianÈ da qui che cominciano a inserirsi i flashback: il piccolo George (Eddie Karanja), da tutti chiamato Wash, lavora come schiavo nella piantagione di zucchero di Erasmus Wilde, senza genitori ma seguito con amore da una donna che condivide con lui lo stesso terribile destino, Big Kit. Sarà l’arrivo di un fratello di Erasmus, Christopher detto “Titch” (Tom Ellis), a cambiare per sempre la vita del piccolo George. Titch è infatti un inventore nonché abolizionista: riconoscendo nel ragazzino un’insolita capacità di osservazione, deciderà di farlo lavorare con lui per sviluppare la Cloud Cutter, ovvero una macchina volante. Dovrà fare i conti con la gelosia del terzo fratello, Philip, tornato alla tenuta Wilde dopo diversi anni passati in un manicomio: ma nell’alternanza tra presente e passato, vediamo esattamente come e quando la vita di George è cambiata, almeno per la prima volta. La sua sopravvivenza nei campi non sarebbe stata affatto garantita, mentre la strana coppia Titch-Wash rischia di mettere in piedi dei progetti scientificamente impensabili per il 1829.

Questa è la prima grande innovazione nel racconto dello schiavismo di quegli anni, grazie soprattutto alla tecnica del flashback: lo spettatore infatti parte dalla certezza che George si salverà, diventerà un lavoratore al sicuro ad Halifax e che soprattutto sarà un appassionato di scienza al punto da investire tutti i suoi soldi in progetti più o meno impegnativi. Si potrebbe pensare che questo tipo di approccio renda la visione più spensierata, perché alleggerisce qualunque ipotesi di pericolo si veda nei flashback, e in parte è vero, ma c’è di più: mostrare la storia con un presente simile e la tragedia della schiavitù nel passato ci permette di porre l’attenzione su un aspetto che spesso viene sottovalutato in questo genere di racconti. Se è vero infatti che la cosa più importante a cui dobbiamo pensare in termini di schiavitù è a quante vite sono state perse, quante sfruttate, quante torturate, davanti all’enormità di questi temi spesso ci dimentichiamo di rammentare quelli più sottili, solo all’apparenza meno importanti: quanti talenti abbiamo perso durante gli anni dello schiavismo? Quante menti geniali, quanti inventori, quante scienziate avremmo potuto avere se i colonialisti bianchi non avessero deciso che la loro vita valeva di più di quella di chi aveva la pelle più scura?

Washington Black - 1x01 The Flying Man and The MusicianPorre l’accento su questo non elude affatto l’importanza della vita – e non a caso la serie inizia subito con un suicidio avvenuto nella piantagione –, ma ci consente di andare oltre, in profondità, dando valore a quelle esistenze non solo in quanto tali, ma anche in quanto foriere di cultura, intelletto, talento, tutte quelle caratteristiche che schiavisti e colonialisti ritenevano impossibili in persone che reputavano a loro inferiori. La stessa taverna gestita da Angie, in cui si ritrovano tutti coloro che sono scappati dai campi e che ad Halifax hanno trovato salvezza, appare come un luogo sì di divertimento, ma soprattutto di cultura, musica, ballo e gioia nonostante tutto – nonostante ci si diverta, si beva e si mangi davanti a una parete di ritratti di tutte le persone “lost”, perse nei campi, rimaste indietro e molto probabilmente mai più ritrovate.

L’altro diverso punto di vista da cui si decide di guardare alla schiavitù è attraverso il razzismo e il concetto stesso di razza, incarnato dal personaggio di Tanna (Iola Evans): la serie infatti, poco dopo averci mostrato Wash, introduce questa giovane ragazza, figlia di un ricco scienziato, Mr. Goff, che ha avuto una figlia con una donna nera, Janessa, delle Solomon Islands. Tanna è una donna ricca, con la caratteristica di essere “white-passing”, cioè di passare per una donna bianca a causa del colore chiaro della sua pelle. Ma in lei il dissidio è lacerante, soprattutto perché è cresciuta con la madre nelle isole Solomon (anche in questo caso osserviamo la sua vita attraverso dei flashback) e non ha alcuna intenzione, come vorrebbe il padre, di rinunciare a metà della sua identità per abbracciare solo e unicamente la sua “parte europea” – dunque bianca, colonialista, e, vista la sua posizione economica, anche classista. È un modo sicuramente originale per trattare questo tema nel XIX secolo, soprattutto se unito a quello illustrato poco sopra per parlare dello schiavismo. È infatti inevitabile che i due temi si incrocino: Tanna e Wash manifestano da subito un interesse reciproco, che, al di là di una potenziale love-story nelle prossime puntate, ci interessa maggiormente per la fusione di questi due punti di vista sulle questioni della razzializzazione. Se è vero infatti che della schiavitù se ne è parlato in diversi prodotti letterari e audiovisivi, è sempre possibile utilizzare lenti di lettura a noi più vicine per rianalizzare quanto accaduto e trovare ancora qualcosa da imparare.

Washington Black - 1x01 The Flying Man and The MusicianIl pilot non può che concludersi con un cliffhanger, che per ragioni di spoiler non riveleremo, ma che manifesta in parte dei limiti: se infatti cominciamo a intravedere punti di contatto tra il passato di Wash e il presente di un uomo che ha dovuto rinunciare al suo nome, chiudere la puntata su un colpo di scena del passato quando già sappiamo chi si salverà è con ogni evidenza un falso cliffhanger che poteva di sicuro essere gestito meglio. Ciononostante, rimane il desiderio di scoprire di più della storia di questo ragazzino, che pare aver vissuto mille avventure, e di questo giovane uomo, con il suo desiderio di inventare il futuro.
“The Flying Man and The Musician” è quindi un pilot molto ben fatto, capace di introdurre una storia che salta avanti e indietro nel tempo senza per questo generare confusione. Questa differenza narrativa rispetto al romanzo certifica come il passaggio di medium sia stato colto nel miglior modo possibile, sfruttando le potenzialità del mezzo audiovisivo per far risaltare ancora di più l’approccio originale a un tema non certo nuovo, di cui però non si può smettere di parlare. È difficile prevedere come le prossime puntate gestiranno il ricongiungimento di queste due linee temporali, ma fino ad ora si può dire che l’introduzione abbia fatto un ottimo lavoro.

Voto: 8½


Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

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