Pluribus – 1×01/02 We Is Us & Pirate Lady 1


Pluribus – 1x01/02 We Is Us & Pirate LadyVince Gilligan non ha certo bisogno di presentazioni: entrato nel mondo della tv come sceneggiatore di The X-Files, si è poi affermato come autore soprattutto grazie al suo capolavoro Breaking Bad e, successivamente, lo spin-off Better Call Saul, entrambi grandi successi di pubblico e critica capaci di fargli vincere numerosi premi. Era naturale quindi che Pluribus, il suo nuovo show per AppleTV, fosse tanto atteso, anche perché la piattaforma ha mantenuto quanto più mistero possibile intorno alla sua trama.

Se Breaking Bad era una serie drammatica ambientata nel mondo del commercio di stupefacenti e Better Call Saul una dramedy con protagonisti degli avvocati, qui siamo di fronte a tutt’altro genere e tipo di prodotto: Pluribus si vende come una serie di fantascienza, ma si capisce ben presto che non si tratta di un hard sci-fi, bensì uno show che utilizza una premessa fantascientifica per voler parlare di altro, un po’ come fa Severance – tra l’altro anch’essa show di AppleTV. La premessa della serie è tanto semplice quanto singolare: una base di ricerca riceve un misterioso messaggio dallo spazio che, dopo essere stato decifrato, si rivela essere una formula per una sorta di virus che, pian piano, contagia tutta l’umanità; le persone infettate non muoiono ma si trasformano in una coscienza collettiva, un’unica entità che le collega tutte attraverso una mente alveare. L’unica persona, apparentemente, che rimane se stessa ed è immune al contagio è Carol, interpretata da Rhea Seehorn, una scrittrice di romanzi fantasy di serie B in crisi che rifiuta categoricamente di essere assimilata dal mondo che la circonda.

Pluribus – 1x01/02 We Is Us & Pirate LadyÈ chiaro che il tema portante dello show vuole essere la decisa opposizione di Carol a omologarsi alla “massa” che la circonda, il suo modo rivoluzionario di non voler pensare come gli altri, comportarsi come gli altri e, in fin dei conti, perdere se stessa. La premessa di Pluribus è ancora più interessante poiché la grande coscienza collettiva che è diventata il genere umano non è una creatura ostile nei confronti della protagonista o dell’umanità, tutt’altro. Gilligan spiega fin da subito che l’obiettivo principale di questa uni-mente è quello di preservare il genere umano e tutte le forme di vita esistenti: non uccide nessuno, nemmeno gli animali – perlomeno non di proposito – e si preoccupa di trattare Carol come la persona più importante della Terra cercando di farle capire quanto è pacifico il mondo che hanno creato. Questa particolarità rende l’opposizione della donna, per quanto pienamente sensata e condivisibile dagli spettatori, molto complessa da accettare per la protagonista che, invece, è convinta di dover salvare a tutti i costi l’umanità da questo “virus della felicità”. La domanda che sorge spontanea è: vale la pena perdere la propria umanità e il proprio libero arbitrio per vivere in uno stato di eterna felicità e unione con il resto del mondo?

A rendere ancora più complesso il quadro etico dipinto dagli autori dello show vi è la caratterizzazione particolare di Carol, rappresentata in modo egregio dalla bravura di Rhea Seehorn, perfettamente calata nel ruolo e per nulla intimorita dal dover reggere gran parte della riuscita della serie solo sulle sue spalle. Si tratta, infatti, di un prodotto che si basa moltissimo sullo spessore del suo personaggio principale proprio per le caratteristiche della sua trama: Carol è l’unica persona che pensa con la propria testa e che, quindi, esprime delle emozioni vere e genuine che passano dallo spaesamento alla rabbia, dalla disillusione all’improvvisa presa di iniziativa e di coraggio. Il punto di partenza del suo personaggio è quello, come si è già accennato, di una crisi personale profonda, dovuta soprattutto al disamore verso il suo lavoro e la sua scrittura. All’inizio dello show Carol affronta una lettura di un suo vecchio libro di fronte ad un pubblico adorante con la stessa felicità con la quale si deve adempiere ad un lavoro noiosissimo; non prova piacere e pensa di star sprecando il suo tempo, oltre l’essere bloccata nella scrittura del suo prossimo romanzo. Il giorno della fine dell’umanità arriva quindi nel momento peggiore della sua vita e da un giorno all’altro si trova ad essere la persona che riceve più attenzioni – totalmente indesiderate – sulla faccia della Terra.

Pluribus – 1x01/02 We Is Us & Pirate LadyLa trama eccentrica di Pluribus si sposa, nei suoi primi due episodi, anche con lo stile di scrittura e regia che ben conosciamo di Vince Gilligan, caratterizzato anche dalla sua bravura nel creare scene dal grande impatto comunicativo e visivo con un gran numero di comparse – qui le risorse di AppleTV non hanno fatto che aumentare le sue possibilità – che sono funzionali alla trama e che solitamente avvengono come prologo alle puntate. La prima sequenza del pilot è esemplare in tal senso ma anche quella del secondo episodio non è da meno: sono scene caratterizzate da pochissimi dialoghi e da un frenetico susseguirsi di eventi che non sono da subito chiari allo spettatore ma che rivelano la loro importanza nel corso degli episodi. Il tono della serie, poi, presenta subito quel complesso equilibrio tra dramma e commedia che caratterizzava anche le opere precedenti di Gilligan – per quanto la tragicità degli eventi dal punto di vista di Carol sia ben chiara nello show. Non si ride quasi mai in Pluribus, ma non sono poche le scene che presentano situazioni grottesche che sono al limite per scivolare nel ridicolo – nel senso più alto del termine. Il secondo episodio, da questo punto di vista, è ancora più significativo poiché ambientato subito dopo la tragedia.

Nel complesso non si può che accogliere a braccia aperte il ritorno di Gilligan in tv restando stupiti da come l’autore americano sia in grado, come pochi altri, di leggere la realtà e saperla adattare al momento della televisione in cui ci troviamo. Come Breaking Bad e Better Call Saul sono stati gli show perfetti per gli anni in cui sono andati in onda, anche Pluribus pare avere le carte in regola per poter giocare nel campionato dei grandi in questa nuova era della serialità streaming. “We Is Us” e “Pirate Lady” sono due episodi che funzionano molto bene nell’introdurre la storia che vogliono raccontare, il mondo in cui è ambientata e la protagonista carismatica attraverso i cui occhi lo spettatore osserva quello che accade.
Pluribus – 1x01/02 We Is Us & Pirate LadySe volessimo individuare alcuni difetti si può dire che gli ultimi minuti del pilot risultano, a conti fatti, un po’ troppo didascalici – senza fare spoiler particolari basti sapere che c’è una sorta di spiegone a Carol di tutto quello che è accaduto fino a quel momento, sebbene fosse molto chiaro – e che il secondo episodio si perde in alcune lungaggini che potevano essere tagliate. Sono difetti strutturali – alcuni tipici delle produzioni contemporanee, vedi la lunghezza ingiustificata degli episodi – che si possono facilmente perdonare quando il livello di scrittura è così alto e attento alla storia e ai personaggi.

I primi due episodi di Pluribus rispettano in toto le attese che li anticipavano: il nuovo show di Vince Gilligan ha una premessa intrigante e originale che si sviluppa in modo inaspettato e che è sorretta da un comparto tecnico di altissimo livello, oltre che da un’attrice protagonista in grandissima forma e già in lizza per i prossimi Emmy. Gli unici dubbi rimangono su come gli autori decideranno di proseguire la storia viste le premesse e se saranno all’altezza di questa partenza folgorante. Inutile dire che non si vede l’ora di scoprirlo.

Voto 1×01: 9
Voto 1×02: 8 ½


Informazioni su Davide Tuccella

Tutto quello che c'è da sapere su di lui sta nella frase: "Man of science, Man of Faith". Ed è per risolvere questo dubbio d'identità che divora storie su storie: da libri e fumetti a serie tv e film.


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Un commento su “Pluribus – 1×01/02 We Is Us & Pirate Lady

  • Alessandro

    Regia pazzesca (Gilligan sempre una garanzia) e ben recitata. La storia per ora non annoia, fa riflettere e lascia spazio e speculazioni e teorie. Le aspettative erano alte visti i precedenti del creatore della serie, e non sono state tradite. Top.