The Gray House – 1×01 Nothin’ Like the Fourth of July


The Gray House – 1x01 Nothin’ Like the Fourth of JulySull’onda dello spirito di celebrazione nazionale che coinvolge gli USA in occasione dei 250 anni dalla dichiarazione d’indipendenza, in un Paese sempre più polarizzato, arriva su Prime Video la nuova serie storica The Gray House.

Negli Stati Uniti, ci sono stati due grandi eventi storici che evidenziano molto bene le contraddizioni e i punti di forza di questa nazione: da un lato la guerra d’indipendenza e dall’altro quella civile. Se la prima è elogiata in quanto momento di grande orgoglio nazionale, in cui si sono fatti prevalere gli ideali di democrazia e libertà (dimenticando spesso che si è trattata anch’essa di una guerra intestina), l’altra è ancor oggi fonte di grandi tensioni tra il Nord e il Sud degli USA. Questo conflitto e le sue radici sono ancora al centro del dibattito politico e culturale, in parte anche perché è sempre più accostato agli ideali liberali o conservatori di alcune parti politiche che ne hanno fatto proprie alcune posizioni. A causa di quell’incapacità di distinguere le sfumature che accomuna molte discussioni contemporanee, trattare della guerra civile significa anche necessariamente prepararsi a toccare argomenti difficili e spesso dolorosissimi, data la centralità della questione della schiavitù.

È in questo panorama che arriva The Gray House, prodotta da Kevin Costner e Morgan Freeman. Basata liberamente su una storia vera, la serie si incentra su una rete sotterranea di donne che lavorano a Richmond come spie, occupandosi della liberazione degli schiavi e lavorando per l’Unione (ovvero i nordisti di Lincoln) contro i Confederati, che proprio nella capitale della Virginia creano le basi per il nuovo stato separatista; the Gray House è in effetti la sede del Presidente della Confederazione.

The Gray House – 1x01 Nothin’ Like the Fourth of JulyQuesta premessa, bisogna dire, non appare granché nel primo episodio, che invece ci presenta la situazione qualche mese prima dello scoppio della guerra civile che dividerà gli USA per i successivi quattro anni, a partire proprio dalle celebrazioni del 4 luglio. L’episodio pilota, infatti, si presta a presentarci i personaggi principali, in particolare Elizabeth Van Lew (Daisy Head) e sua madre Eliza (Mary-Louise Parker). Le due donne, estremamente ricche e influenti in città, sono fondamentali tasselli dell’Underground Railroad (già narrata nella serie omonima), una rete segreta di supporto per schiavi in fuga. Le loro posizioni ideologiche, mantenute private con molta difficoltà in un panorama maschile molto più a favore della schiavitù e del suo mantenimento nell’economia della Virginia, le porteranno inevitabilmente a schierarsi con il Nord (la Virginia invece si separerà dall’Unione). Accanto a loro ci sono vari personaggi la cui centralità, si immagina, aumenterà in futuro: Mary Jane (Amethyst Davis), ex schiava che ha provato la via del ‘ritorno’ in Africa, accorgendosi però di non identificarsi con quelle terre; Clara (Hannah James), che al momento ci viene presentata come probabile spia/prostituta intenta a carpire segreti da uomini politici in città; e Stokely Reeves (Paul Anderson), la cui figura si staglia come principale villain della serie. Tra gli altri vari personaggi storici c’è anche lo stesso Jefferson Davis (Sam Trammell), presidente della Confederazione, intorno a cui si svilupperà la trama nascosta.

Il fatto che gli otto episodi siano già disponibili è probabilmente positivo, perché basandosi solo sul pilot ci si forma un’idea non proprio positiva di quello che si vede. I temi, a onor del vero, sono molto interessanti: non solo perché si tratta di una vera rete di spie attive durante la guerra, ma anche perché mostrano ancora una volta la situazione disperata e difficile in cui vivevano gli afroamericani e persino i bianchi che li supportavano al Sud. Il problema principale è che questo primo episodio, decisamente troppo lungo per quello che vuole dire, ha troppi problemi per risultare efficace e stimolare grande interesse per quello che seguirà.

The Gray House – 1x01 Nothin’ Like the Fourth of JulyPrima di tutto, questo episodio non ha idea di cosa vuole mettere al centro del proprio racconto, e si articola in tre parti: l’aspetto politico (le divergenze di idee), l’aspetto sociale (la schiavitù) e il feuilleton (le difficoltà amorose tra Elizabeth e Arsenault). Quest’ultimo è decisamente quello più debole, sia per la totale assenza di chimica tra i due attori, sia soprattutto perché non si capisce mai in questo pilot quale sia l’ostacolo effettivo che non permette loro di stare insieme. O meglio, lo si può intuire sapendo la trama generale, ma dai loro dialoghi si può capirne poco; l’impedimento sembra piuttosto testardaggine, o meglio un bisogno di creare dramma e desiderio per stimolare il pubblico. Più interessante è il lato sociale, quello che si concentra sulla questione della schiavitù e ne mette in luce tutte le crudeltà e nefandezze. Ma anche qui il pericolo della pornografia del dolore è molto vicino, in un equilibrio che soltanto una precisa ed efficace scrittura può evitare. Questo, ad ora, non si vede e anche il passaggio più drammatico e teso dell’episodio ha dei tratti eccessivi da melodramma.

L’altro grosso problema, infatti, è che è tutto troppo: i personaggi sono spesso caricature di come ci si immagina la gente di quell’epoca negli Stati del Sud. Il grande pasticcio è proprio quanto siano ridicoli i dialoghi, quanto certi personaggi, tra accenti esagerati e vezzi civettuoli, appaiano caricaturali e, di conseguenza, come non ci si riesca davvero a interessare alle loro vicende. Oltre a essere numerosissimi, i personaggi della serie sembrano rappresentare archetipi, piuttosto che avere una profondità tale da farceli percepire come reali. È vero che si tratta solo di un pilot, per quanto molto denso, ma si sarebbe potuto fare un lavoro decisamente più discreto a riguardo. Non c’è naturalezza in questi personaggi, è tutto affettazione ed eccesso; il che va bene se si vuole sviluppare un racconto melodrammatico, ma non uno puramente storico.

Se dovessimo basarci esclusivamente su questo pilot, The Gray House sarebbe da giudicare come una serie dimenticabile e già dimenticata, che interesserà solo chi ha già una curiosità nei confronti del racconto storico e di quello americano in particolare. Anche se The Gray House si occupa di un racconto meno noto al grande pubblico, non ha abbastanza forza per mantenere vivo l’interesse, piagato da una lunghezza inspiegabile e da momenti involontariamente ridicoli.

Voto: 4


Informazioni su Mario Sassi

Ormai da anni ho capito che il modo migliore per trascorrere le ore in aereo è il binge watching di serie TV. Poche cose battono guardare LOST mentre si è sull'oceano.

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