Spider-Noir – 1×01 Step Into My Office


Spider-Noir – 1x01 Step Into My OfficeNegli ultimi anni Spider-Man è diventato molto più di Peter Parker. Il successo del multiverso ha infatti permesso di introdurre versioni alternative del personaggio, alcune più riuscite di altre. Tra queste c’è Spider-Noir, nato nei fumetti Marvel nel 2009 all’interno della linea Noir, che trasportava gli eroi classici in atmosfere ispirate al cinema hard boiled degli anni Trenta.

Per molti spettatori, però, il personaggio è legato soprattutto ai due film animati dello Spider-Verse (Spider-Man: Into the Spider-Verse e Spider-Man: Across the Spider-Verse). Lì Spider-Noir compariva come una figura cupa e ironica, animata in bianco e nero, con la voce di Nicolas Cage. E proprio Cage torna a interpretare il personaggio nella serie live action Spider-Noir, prodotta e distribuita da Amazon Prime Video. Si tratta di un progetto particolare già nelle intenzioni, a partire dalla scelta di mettere a disposizione la serie sia a colori sia in bianco e nero, lasciando così al pubblico la scelta di immergersi totalmente nell’atmosfera noir dello show o di fruirlo in maniera più tradizionale.

Il primo episodio introduce Ben Reilly, un investigatore privato che lavora nella New York corrotta degli anni Trenta e che in passato ha vestito i panni del vigilante The Spider. Reilly si trascina tra piccoli incarichi e conti da pagare, perseguitato dal senso di colpa per la morte della fidanzata; un nuovo caso lo coinvolge però in una fitta trama di criminalità e corruzione, che lo porterà ad assumere nuovamente il ruolo di The Spider.

La puntata sceglie volutamente di non accelerare troppo sul fronte supereroistico: l’obiettivo principale è quello di costruire il tono del racconto e definire il personaggio. In questo senso, come è evidente già dal titolo, lo show attinge a piene mani dal genere noir: dalla costruzione della trama all’ambientazione, passando per la definizione dei personaggi. Attorno a Ben – un investigatore privato disilluso, tipico protagonista di questo genere di racconto – si muovono altre figure molto riconoscibili per il genere noir. Troviamo infatti la segretaria brillante e sarcastica (Janet Ruiz), che alleggerisce spesso i momenti più cupi; i gangster eleganti e minacciosi (Silvermane); la misteriosa femme fatale (Felicia “Cat” Hardy).

Gran parte del peso della serie ricade però inevitabilmente su Nicolas Cage. L’attore ha il carisma necessario per rendere credibile un personaggio del genere e le peculiarità che caratterizzano le sue interpretazioni si adattano molto bene al tono della serie. Il suo Ben Reilly è cinico ma al tempo stesso ironico, senza trasformarsi in caricatura. Soprattutto, l’attore riesce a dare al protagonista quella presenza scenica necessaria per reggere un racconto che gira quasi interamente attorno alla sua figura.

Anche la produzione convince più di quanto ci si potesse aspettare; pur senza avere l’impatto visivo delle grandi produzioni cinematografiche, Spider-Noir ricostruisce un’ambientazione coinvolgente. La fotografia lavora molto sulle ombre e sui contrasti, soprattutto nella versione in bianco e nero, mentre scenografie e costumi contribuiscono a creare una New York decadente, anche se forse un po’ troppo patinata.

Spider-Noir – 1x01 Step Into My OfficeIl risultato è una serie che cerca di fondere due immaginari molto diversi. Da una parte ci sono i classici elementi del noir, come il detective solitario, la corruzione della città, il cinismo. Dall’altra restano naturalmente presenti i topoi del racconto supereroistico: la presenza dell’identità nascosta, i superpoteri, il vigilante che agisce fuori dalle regole.

Come si accennava poco sopra, la componente fumettistica resta per il momento in secondo piano. I superpoteri – sia quelli di Ben, sia quelli di altri personaggi – vengono mostrati ma senza grande enfasi. Nel primo episodio Reilly agisce soprattutto come un investigatore privato: la dimensione supereroistica rimane sullo sfondo e sicuramente emergerà con maggiore forza più avanti. Si tratta di una scelta che potrebbe sorprendere chi si aspetta una serie di supereroi più tradizionale, ma che sembra coerente con l’approccio adottato dagli autori.

In questo senso, Spider-Noir chiarisce fin da subito la propria distanza dal classico Spider-Man. Ben Reilly non ha nulla in comune con Peter Parker, se non i superpoteri; non c’è il tono adolescenziale tipico delle versioni più popolari del personaggio, né quella leggerezza che è divenuta il marchio di fabbrica del Marvel Cinematic Universe. A dominare è invece un’atmosfera più cupa, più vicina al cinema noir che ai cinecomic contemporanei.

La serie appare quindi come un esperimento nato sull’onda del successo dei già citati film animati sul multiverso di Spider-Man. L’idea sembra infatti essere quella di prendere un personaggio secondario (uno dei tanti Spider-Man presenti nei film) e trasformarlo in qualcosa di autonomo, sfruttando la contaminazione tra generi diversi come elemento distintivo.

In definitiva, per gli appassionati del genere noir lo show potrebbe rappresentare una curiosa variazione sul genere, mentre, per i fan Marvel, una rilettura molto diversa del mito di Spider-Man. Per il momento il risultato è interessante più sul piano delle intenzioni che su quello dell’effettiva riuscita narrativa: solo con il procedere della visione sapremo se il personaggio sarà in grado di reggere questo passaggio e se, svanita la curiosità suscitata dalla premessa, la serie riuscirà a mantenere alto l’interesse del pubblico. In ogni caso, almeno per ora, Spider-Noir sembra avere abbastanza carattere per distinguersi nel panorama sempre più affollato delle serie tratte dai fumetti.

Voto: 7

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