
La nuova serie di AppleTV+ parte da una base narrativa abbastanza consolidata, ovvero un luogo ameno, isolato, con pochi abitanti e una storia oscura alle spalle, di quelle che appartengono a tanti paesini americani, fatto di racconti di pescatori, caccia alle streghe e maledizioni secolari. Widow’s Bay è il classico paesino costiero del New England (e più costiero di così non si può, visto che si trova su un’isola che è poco più che uno scoglio), abitato da poche persone e dove sostanzialmente si conoscono tutti. Un posto dove gli anziani conoscono i segreti dell’isola e cercano di mettere in guardia gli scettici, dove gli scettici non cambiano idea nemmeno di fronte all’evidenza e dove i giovani non vedono l’ora di andarsene per sconfiggere la noia ma, per un motivo o per l’altro, non possono farlo.
Ma questa ambientazione che fa da scheletro a tante storie horror raccontate anche di recente – basti pensare all’ottimo Midnight Mass, per citarne uno per tutti – viene sostenuto da una scrittura altamente brillante, che rende i personaggi, i dialoghi e le situazioni in cui si trovano altamente veritiere, riconoscibili a colpo d’occhio se si è cresciuti o si vive in una città di modeste dimensioni. Ma soprattutto questo lato comedy del racconto sostanzia e rende ancora più inquietante la controparte horror: se è vero infatti che quello che vediamo in queste prime tre puntate non ci fa certo guardare la tv con la mano sugli occhi – basti pensare a come viene descritta la pena inflitta dal fantasma di una strega, a dir poco ironico – è anche vero che però la regia è capace quantomeno di farci passare da una sana risata a un brividino lungo la schiena.

A proposito dei personaggi secondari di Widow’s Bay, anche se definirli così si farebbe loro un torto, ne segnaliamo due. Patricia, interpretata da Kate O’Flynn, è la spalla del Sindaco, ossessionata dalla sua età e molto probabilmente infatuata del suo capo. La sua particolarità è sicuramente il modo di vestire e il modo di porsi: non può essere passato inosservato a tutti i fan di Stephen King (o di Stanley Kubrick), visto che Patricia assomiglia in modo inquietante al personaggio di Wendy Torrance di Shining, allora interpretata dalla mitica Shelley Duvall.
Il secondo personaggio da segnalare è senza dubbio quello dell’anziano Wyck, interpretato da Stephen Root, che sostanzialmente funge da impersonificazione della storia dell’isola, colui che sa quello che sta per succedere e che si danna l’anima per convincere il Sindaco a stare sull’attenti. Un personaggio che non ha mezzi termini e che di certo non le manda a dire, sicuramente quello che ha alcuni dei migliori dialoghi di questi primi episodi.

In definitiva, la creatura nata dalla fantasia della sceneggiatrice Katie Dippold (che tra gli altri ha scritto anche qualche episodio di Parks and Recreation) sembra funzionare a meraviglia. La parte comica si interseca perfettamente con quella horror, creando un mix di disagio ironico e inquietudine visiva che rendono i quaranta minuti di ogni puntata un viaggio su una piccola isola remota del New England, tra fari, pescherecci, gente semplice e maledizioni di ogni sorta che fa esattamente quello che dovrebbe fare: intrattenerci.
Voto 1×01 “Welcome to Widow’s Bay”: 7½
Voto 1×02 “Lodging”: 8
Voto 1×03 “The Inaugural Swim”: 7½
