
Lo show sviluppato per HBO dai tre autori sopracitati, tuttavia, sceglie di distanziarsi nettamente dalle atmosfere da space opera che ci si poteva aspettare: il personaggio di Green Lantern, infatti, nasce come membro di un corpo scelto di polizia interstellare – il Corpo delle Lanterne Verdi – votato a mantenere l’ordine e la pace nell’universo. Lindelof, King e Mundy, invece, portano Hal Jordan e John Stewart – questi i nomi dei due protagonisti, nonché i personaggi più celebri che hanno indossato i panni del supereroe nei fumetti – su un piano molto più terreno, in particolare in Nebraska dove, come in un vero buddy cop movie, devono indagare su un misterioso omicidio che potrebbe richiedere le loro particolari competenze.
Il pilot di Lanterns si sviluppa su tre piani temporali distinti, dal 1996 al 2026 con la maggior parte degli eventi che si svolge nel 2016; il progetto sembra indirizzato a presentare John Stewart, il personaggio più giovane della coppia di protagonisti interpretato da Aaron Pierre, come il futuro di Green Lantern nel nuovo DC Extended Universe che sta pianificando James Gunn da qualche anno a questa parte, come se lo show fosse una sorta di grande prologo o origin story del personaggio in vista del suo inserimento probabilmente su grande schermo. La scelta controintuitiva ma totalmente azzeccata) degli autori è però quella di strutturare la serie non come una classica storia delle origini ma come qualcosa di diverso che catapulta da subito lo spettatore all’interno dell’azione – la storia inizia in medias res – e punta nel frattempo a sviluppare le relazioni tra i personaggi coinvolti.

La trama del primo episodio ricalca quella delle classiche serie crime: comincia con un omicidio sulla cui scena si recano i due protagonisti, vengono presentati tutti i comprimari – dai potenziali alleati ai possibili villain – e viene svelata l’esistenza di una minaccia e un mistero più grande del previsto. Nel frattempo i due detective si scontrano con le autorità del luogo e si inizia così a costruire il mondo – inteso come spazi fisici ma anche come rete di relazioni e dinamiche di potere – nel quale si svolgerà l’indagine. L’elemento supereroistico rimane per ora molto sullo sfondo: si parla ovviamente dei grandi poteri (e delle grandi responsabilità) delle Lanterne, viene mostrato più volte l’anello e ogni tanto viene anche utilizzato – perlopiù per motivi futili, a parte il finale di episodio –, ma quello che si evince è che questa scelta serve per far capire agli spettatori che siamo di fronte a una storia prima di tutto molto umana piuttosto che soprannaturale.
Per quanto riguarda le tematiche trattate in Lanterns, oltre al rapporto mentore-allievo e alla difficoltà di accettare un passaggio di testimone imminente, a un certo punto viene anche fatto solo accenno (per ora) al tema della xenofobia e della paura del diverso, facendo intendere che possa essere la base per un discorso più ampio che si svilupperà nei prossimi episodi. Se così fosse non stupirebbe molto, considerato che una delle penne dietro allo show è Damon Lindelof e che una delle caratteristiche dei suoi prodotti è anche quella di saper parlare dei problemi del presente anche quando questi non vengono affrontati in modo diretto, si veda per esempio l’ottimo lavoro fatto con la miniserie tratta da Watchmen.

In definitiva Lanterns è un progetto interessante e in continuità con la nuova linea che James Gunn vuole dare all’universo DC: storie incentrate in primis sulle motivazioni personali degli eroi e solo in secondo luogo sulle battaglie con i superpoteri. La serie HBO non nasconde il suo essere derivativa ma, nonostante il rischio di essere troppo simile ad altri prodotti, lascia buone impressioni per il prosieguo della storia di Hal e John, specialmente per quanto riguarda l’evoluzione del loro rapporto, sicuramente una delle cose migliori di questo pilot.
Voto: 8
