
La sfida per il nuovo DCU si è rivelata da subito complessa: riprendere i personaggi della DC Comics, negli ultimi anni costruiti intorno ai film di Zack Snyder, e infondere loro un nuovo tono e una nuova vitalità. Il progetto, ancora nella fase denominata “Chapter One”, ha avuto il suo momento di maggiore rilevanza finora con Superman, il film del 2025 in cui David Corenswet ha dato vita a una versione dell’omonimo supereroe più carismatico e vecchio stampo rispetto al serio e imponente Henry Cavill. A quattro anni da questo nuovo corso, Gunn e Safran hanno stabilito un nuovo universo narrativo con risultati altalenanti. Se, infatti, il film successivo è stato lo sfortunato Supergirl, più successo hanno avuto le serie TV, in particolare Peacemaker (con due stagioni) e quest’ultimo prodotto dedicato alle Lanterne Verdi. Un rapido ripasso: le Lanterne Verdi sono dei custodi del cosmo al servizio più o meno diretto di una razza aliena nota come i Guardiani, e per loro conto utilizzano un anello capace di varie abilità. Nel caso delle lanterne verdi (perché nel mondo dei fumetti ci sono molte più varietà di lanterne, distinte da vari colori), è la forza di volontà a determinare la complessità delle loro creazioni con l’anello. Lanterns non rappresenta il primo tentativo di portare sullo schermo le vicende di Hal Jordan: molti ricorderanno il brutto Green Lantern con Ryan Reynolds del 2011, che aveva optato per una visione fumettistica e un grande uso della CGI. Forse memori dell’insuccesso del primo tentativo, la DC ci riprova muovendosi in tutt’altra direzione.

La narrazione parte proprio da qui: c’è il mistero da scoprire sulla morte di Hal, il quale è a sua volta impegnato a rivelare cos’è accaduto in una silenziosa cittadina rurale e perché l’uomo è certo che ci sia un pericolo cosmico da evitare. Siamo, d’altronde, in pieno Nebraska, e l’ambientazione gioca un ruolo fondamentale in vari momenti della storia raccontata, soprattutto nel senso di isolamento e di conseguenza di comunità che si forma intorno a Zoe, e le difficoltà a ricominciare dopo la sua morte.

Si diceva anche, però, dell’ottima forza di Chandler e Pierre, capaci di reggere insieme e separatamente il racconto con un’ammirevole abilità. I loro due personaggi non potrebbero essere più distanti tra loro: Hal è uno sbruffone, insopportabile, dalla parlantina sempre pronta e da un intuito abilissimo nel riconoscere le persone e la loro natura. Consapevole che il suo comportamento è sempre più mal digerito dai Guardiani con l’ossessione per l’obbedienza, capisce subito sia il ruolo di John nel prenderne il posto, sia il fatto che in effetti l’uomo lo merita decisamente di più. D’altro canto, John ha speso l’intera vita a prepararsi per un ruolo che forse non avrebbe voluto davvero: eppure nel momento in cui il sogno è a un passo, vi rinuncia finché non potrà farlo secondo i propri parametri. In uno stile tipico dei buddy cop in salsa intergalattica, Hal e John devono scontrarsi per ritrovarsi e per superare ciascuno i traumi della propria infanzia. L’uno non ha mai elaborato davvero il suicidio del padre (e del nonno prima di lui), e l’altro il comportamento abusivo dei genitori. Questi due aspetti verranno al pettine negli ultimi episodi della serie, solo quando John avrà il suo anello, il proprio giuramento indipendente, e potrà dunque servire la Terra secondo i propri ideali.

Rispetto a Superman, Lanterns ha dunque decisamente un tono più drammatico, senza però abbandonare (e qui Chandler davvero brilla) una comicità che trova i propri ritmi giusti, rifiutando gli eccessi di altri prodotti del genere. Funzionano molto bene anche i pochi minuti in cui Nathan Fillion riprende i panni di Guy Gardner, l’ultima Lanterna Verde in ordine di tempo (ma in realtà l’unico che era apparso finora nella nuova DCU, dato che aveva avuto un ruolo anche importante in Superman). Se nel film diretto da Gunn è la spalla comica, in questa serie, complice anche la brevità delle sue apparizioni, si rivela quale contraltare perfetto per le altre due lanterne: è pieno di sé, perfettamente a proprio agio con la fama che il ruolo gli procura, e al contempo preda di un senso di inferiorità nei confronti degli altri due che lo hanno preceduto. Il suo Guy Gardner si conferma un personaggio assurdo ma per questo altrettanto interessante, soprattutto quando ci si domanda come sia potuto diventare lui il successore di Hal Jordan.
A una serie così ben fatta si perdonano delle pecche (come l’inutile sottotrama del ricatto, ad esempio). Certo, chi avrebbe voluto una serie di supereroi più tradizionale ne sarà rimasto deluso; eppure, Lanterns è una serie ben riuscita, dalla durata perfetta e dalla trama semplice ma appassionante. Per una storia di alieni e persone che ricaricano un anello magico grazie a una lanterna, ha decisamente molto cuore e sono proprio i personaggi, nella loro infima umanità, a rappresentare il meglio di questo racconto. La conferma di una seconda stagione ancora non è arrivata, ma sappiamo per certo che le avventure di John Stewart continueranno. Speriamo solo che con sé porterà non solo la magia ma anche lo “sporco” della terra.
Voto Stagione: 8
