The Killing: 1×05 – Super 8


The Killing: 1x05 - Super 8Quinta puntata per The Killing, che si avvia così verso metà stagione. Se la quarta puntata mi aveva entusiasmato, non posso dire altrettanto di questa. Il livello non si è abbassato, sia chiaro, ma più ci avviciniamo alla fine della stagione e più mi aspetto qualche significativo colpo di scena, che in questa 1×05 non c’è stato. Diciamo che si mantiene tutto abbastanza piatto, con l’aggiunta di qualche nuovo indizio, ma sostanzialmente sembra ancora una puntata di transizione, in attesa di sorprenderci di più verso il finale. Entriamo nel dettaglio, quindi, di questa nuova puntata, dal titolo “Super 8”.

Il professor Ahmed ammette di essersi scambiato lettere con Rosie, ma nega di averla uccisa. I detective quindi scoprono, da un breve colloquio con la Preside, che la moglie di Ahmed è una sua ex studentessa. Interrogata anche quest’ultima, l’alibi che il professore si era creato per quel fatidico venerdì sera non regge più. I sospetti su di lui si infittiscono quando si scopre che alcuni solventi che ha in casa sono stati ritrovati sul corpo di Rosie. Nel frattempo, il consigliere Richmond scopre chi è la talpa e che è stata Ruth Yitanes a infiltrarla, in modo da creare qualche situazione scomoda così da aumentare il bisogno che Richmond aveva di lei in vista delle elezioni. La famiglia di Rosie, nel frattempo, continua a elaborare difficilmente il lutto.

Come probabilmente già saprete, il titolo si riferisce ad un particolare formato cinematografico, che nacque a metà degli anni ’60 con l’esplosione della moda dei filmini fatti in casa. Il più famoso filmato girato in 8mm è quello dell’assassinio di J.F. Kennedy: che sia una voluta citazione? Il Super 8 in questione, però, si riferisce al filmato che Ahmed consegna ai nostri detective, girato qualche tempo prima da Rosie. Ce lo fanno vedere tutto: non si riesce a notare niente di rilevante, ma probabilmente dentro quei fotogrammi ci sarà qualcosa che darà una svolta alle indagini. Che la Larsen abbia filmato qualcosa di scomodo? Sembrerebbe scontato, meno scontato appare però il cosa.
Questa volta la parte riservata ai politici diviene un attimino movimentata, con la scoperta (finalmente!) della talpa e di chi la copriva. Sembra ancora lontano il momento in cui la parte politica e la storia di Rosie collimeranno, ma sicuramente l’amicizia di Ahmed con Richmond è qualcosa che puzza a miglia di distanza – anche se sinceramente lo vedo come uno specchietto per le allodole.

Ancora una volta sopra le righe l’interpretazione della madre di Rosie: l’attrice riesce a mantenere quell’espressione stanca e triste davvero convincente. Ogni volta che parla o che sta in silenzio (pesantissimo silenzio) mi si scioglie il cuore. Ottima anche la parte che riguarda il padre, che si lascia andare in un pianto liberatorio e nevrotico dentro il bagno di una stazione di servizio. Difficilmente potevano trovare una situazione più triste e depressiva. Credo che gli autori abbiano fatto un ottimo lavoro sulla sceneggiatura per quanto riguarda la famiglia Larsen in lutto: rendere così vero e profondo il dolore per la perdita di una figlia non è di certo facile, contando anche il fatto che in scena ci sono sempre anche i due fratellini più piccoli, che stanno subendo l’involontaria disattenzione dei due genitori distrutti dal dolore e dai ricordi.

Interessante anche le nuove semi-rivelazioni che ci vengono fatte a proposito di Holder: quei soldi ricevuti in una busta e poi lasciati in una cassetta delle lettere a qualcuno che ancora non ci è dato conoscere è un particolare che smuove l’aspetto granitico e menefreghista del giovane detective. Ormai non vi dico più nulla sulla Linden, avrete capito che è di sicuro il mio personaggio preferito di questa serie, con quella sua faccia un po’ così e quei suoi maglioni che sono addirittura peggio. L’intensità con cui guarda il filmato fatto da Rosie è da manuale, e l’unica persona con cui sorride è il suo futuro marito. Continuo a sospettare di lui, forse perché è l’unico con cui la Linden non usa le barriere di diffidenza che ha con il resto del mondo.
Tutti gli indizi ci portano a credere che Ahmed c’entri effettivamente qualcosa con la morte (o quantomeno con la scomparsa) di Rosie: troppo facile, anche se probabilmente qualcosa che non ha ancora detto lo sa di sicuro. Scommetto che quel venerdì sera fosse con la sua amante (che secondo me non era affatto Rosie), motivo di così tante bugie ai detective e alla moglie incinta. Aspetto quindi assieme a voi nuovi sviluppi, sperando che The Killing si trasformi da promessa a realtà nel giro di poche puntate.
E per gli abitanti di Seattle spero che prima o poi esca un po’ di sole.

VOTO: 7

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Informazioni su Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.

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