“It’s just that sometimes, goodbyes are a bitch”.
Le parole pronunciate da Jim sono la perfetta sintesi di “Goodbye, Michael”, puntata che, come lascia intendere il titolo, racconta gli ultimi momenti a Scranton dello storico regional manager della Dunder Mifflin. Vediamo in breve cosa è accaduto nell’ultimo episodio, ma prima di farlo un piccolo consiglio per tutti quelli che non l’hanno ancora visto: preparate i fazzoletti.
E’ il penultimo giorno di lavoro per Michael. Il party planning comittee (il dream team Phillys, Angela, Pam più Meredith) sta cercando di organizzare una festa di addio per il regional manager, e sappiamo tutti che quando si tratta di feste Michael è parecchio rigido su quello che deve o non deve esserci, ma questa volta si dimostra aperto a qualche cambiamento, dando perfino l’opportunità alle quattro di scegliere quello che piace a loro.

Andy verrà poi aiutato da Deangelo a provare a non perdere i clienti e scoprirà che alla fine non è poi così male come salesman, mentre il suo compagno di avventura entrerà in una spirale di autodistruzione che preannuncia il suo vicinissimo addio.
All’ora di pranzo, Michael ha un momentaneo crollo e non è più sicuro di voler partire. Decide di chiamare Holly per dirle che non può venire, ma gli basta sentire la voce della sua costante per riprendersi. Scopriamo durante la telefonata che Michael partirà il giorno stesso, a differenza di quello che ci aveva fatto credere.
Nel suo tour di saluti, si ferma anche da Toby, che gli comunica la terribile notizia che nella cittadina in Colorado dove sta per trasferirsi abitasuo fratello. È da ammirare lo sforzo di Michael che cerca di nascondere dietro un sorriso fasullo tutto l’odio coltivato nei confronti dell’HR.
Salutati i ragazzi del magazzino, che a stento lo notano, Michael scambia due parole con Erin, che rivela il suo amore per Andy, e dà una lettera di raccomandazione a Dwight, notevolmente sorpreso dopo essersi sentito dimenticato nelle ultime puntate dall’ammiratissimo capo. Inoltre Michael decide di offrirgli l’opportunità di fare una piccola partita di paintball nel parcheggio, ed è qui che le prime lacrime iniziano a scendere, perché si sente che sono gli sgoccioli del rapporto fatto di odi et amo tra i due.
Non può ovviamente mancare un ultimo incontro nella conference room, dove Michael permette anche al suo personaggio Ping di salutare tutti, con sommo piacere di Kevin. Jim però capisce che c’è qualcosa che non va, e chiede al capo di parlargli nel suo ufficio. “You’re not leaving tomorrow…”. Jim comprende che Michael sta per andarsene, e in quell’ufficio dove spesso lo ha criticato o fermato dal fare qualcosa di stupido, i due si dicono addio.

Credo che non avrebbero potuto trovare un modo migliore per salutare Michael. In questi trentacinque minuti si rivivono praticamente sette stagioni di The Office, grazie a piccole chicche come la citazione della sigla in cui Michael mette a posto il suo Dundie sulla scrivania, e si capisce che il vuoto lasciato dal signor Scott sarà difficilmente colmato.

Grazie Micheal, sei entrato in ognuno di noi. That’s what she said.
Voto: 10








