
Simbolo di questa fase di focalizzazione sui protagonisti è il sistema di sorveglianza installato nel laboratorio per la felicità di Walter che paga subito le conseguenze della “bravata” dello scorso episodio. Ma Gus non si è fermato certo qui: è probabile, infatti, che nonostante la fiducia che ripone in Mike, lo voglia tenere comunque lontano da Walter e l’ha quindi rimpiazzato nella sorveglianza a domicilio. Sperando che non abbia mandato un altro messaggio, ma sarebbe eccessivo.
Ma in questo episodio il protagonista della serie è quello con un ruolo più marginale. L’attenzione è infatti posta su Skyler, Marie e Jesse.
Skyler

Skyler ha dunque completato il passaggio da “moglie moralista rompicoglioni” a “ottima alleata”. I – tanti – soldi hanno probabilmente esercitato un certo fascino su di lei che, abbandonati ora i vecchi moralismi, è più che decisa ad affrontare la cosa con realismo ed opportunismo.
Marie

In questo episodio, la sanità mentale fortemente minacciata dal comportamento di Hank, arriva ad un punto di collasso: se prima si “limita” a ricadere nel vecchio vizio dei furtarelli per scaricare la frustrazione (anche se stavolta sono talmente ben elaborati da far invidia al playbook di Barney Stinson: che siano forse sintomo di una vita che vorrebbe ma che non ha?), poi giunge a negare l’evidenza a causa di un forte spirito di auto-conservazionedifesa che, mescolato alla suddetta frustrazione, fa sfociare il suo comportamento nella pazzia.
Qui lo stile di Breaking Bad emerge in tutta la sua maestosità: da riprese sempre ricercate e mai banali – che svelano, ad uno spettatore attento, le intenzioni di Marie ben prima di essere palesate – ad un accuratissimo ritratto psicologico dei personaggi che rende perfettamente il loro stato d’animo, le loro ansie, il loro disagio e il loro essere sul punto di esplodere.
Jesse

Jesse va ai go kart per sfogarsi, torna a casa, trova gentaglia che si picchia e scopa nel suo salone. Ma non gli interessa. Se prima si divertivano e ora fanno a pugni non cambia nulla. Jesse è tremendamente solo, non può condividere le sue ansie, le sue paure con nessuno. Si tiene gente intorno per illudersi di non esserlo, ma è inutile. In casa sua ci sono extraterrestri. Fuori ci sono extraterrestri. Nessuno con cui poter parlare la stessa lingua.
Lo vediamo, infatti, trattare gli “ospiti” come animali, lanciando soldi in aria per vederli azzuffarsi per prenderli, manco fossero formiche su un pezzo di pane. Così, per distarsi.
La musica che accompagna questa sequenza con Jesse è praticamente perfetta, con un loop iniziale martellante che ci fa entrare in simbiosi con lui, riuscendo quasi a sentire i pensieri che affollano la sua mente, in modo confuso, penetrante e doloroso. Quell’urlo di sfogo è quasi aspettato, per quanto lo spettatore è immedisimato in lui. Una scena, dunque, tanto breve quanto intensa.

A questo punto è probabile che Hank chiederà l’aiuto di Walter per decifrare quegli appunti (a proposito: ma lui e Skyler non lo vanno mai a trovare?), e quest’ultimo sarà in grado di depistare le indagini, ove possibile, a suo favore.
Ma se ci fosse scritto il suo nome su quel quaderno?
Episodio bello, intenso, profondo, come Breaking Bad ci ha ben abituati negli ultimi 4 anni.
A chi si lamenta della trama ferma, dico: riguardatevi la serie da capo.
Voto: 8,5
Note
- Questo episodio ha totalizzato un rating di 0.7 corrispondente a 1.71 milioni di spettatori. In calo rispetto sia al dato della premiere (2.6 milioni) sia di quello della 4×02 (1.9 milioni).
- È possibile che la quinta stagione di Breaking Bad venga trasmessa da un altro network (ma comunque prodotta dall’AMC, che venderebbe solo il prodotto)


