Castle 4×01 – Rise


Castle 4x01 – RiseLunedì 19 settembre è andato in onda il primo episodio della quarta stagione di Castle. Un episodio che, contrariamente alle previsioni, è stato insolitamente corale, con una forte presenza di ogni membro del cast in momenti fondamentali della vita di Kate e Richard.

Il tutto ricomincia esattamente dove era terminata la terza stagione: Kate viene colpita da un misterioso cecchino e Richard si è dichiarato, finalmente, a lei.


«I lied before. I remember everything.»


Castle 4x01 – RiseLa corsa all’ospedale è frenetica fino alla sala operatoria, dove ad iniziare la difficile operazione per tenerla in vita troviamo il suo fidanzato, Josh. Mentre Ryan ed Esposito cercano di rintracciare l’attentatore, Richard e famiglia (compreso il padre della poliziotta) attendono l’esito dell’operazione d’emergenza. Per quanto sia ovviamente immaginabile che Kate sopravviva al colpo di fucile, registicamente questo momento è impeccabile, con una recitazione straordinaria e mai sopra le righe da parte di ogni membro del cast (sono praticamente presenti tutti i principali). Anche lo scontro tra Josh e Castle (il primo accusa il secondo di esserne il responsabile morale, per averla spinta ad inseguire gli assassini della madre) è molto violento e ben recitato. Il pathos è forte e la risoluzione, per quanto prevedibile, non suona di già visto.

Dopo l’operazione, Castle torna al distretto con Ryan ed Esposito per cercare di rintracciare il cecchino che, però, sembra essersi volatizzato nel nulla. Proprio quando sembrava che con la morte del capitano Montgomery il pericolo che incombeva su Kate fosse sparito, diventa evidente che vi sono in gioco anche molte altre persone decise a far cadere il tutto sotto silenzio.

Il giorno seguente, mantenendo un ritmo elevato ed un tono insolitamente cupo, Richard va a trovare Kate all’ospedale, scoprendo non solo che la detective non ricorda nulla degli ultimi momenti prima dello sparo – con annessa dichiarazione dello scrittore – ma anche che ancora accusa Castle per non averle permesso di salvare la vita al capitano.

A questo punto, l’episodio fa un salto avanti di tre mesi, direttamente al ritorno di Kate al distretto. Un po’ di cose sono cambiate, nel frattempo: in primis, l’arrivo di un nuovo capitano soprannominato Iron Gates, una donna forte che ha fatto la gavetta negli Affari Interni (notoriamente un gruppo piuttosto odiato dai poliziotti americani) e che ha chiuso l’investigazione sul tentato omicidio ai danni della detective. Il nuovo personaggio funziona, nel suo essere così diametralmente opposto al predecessore e per la sua intenzione di placare quella forte libertà che Montgomery permetteva al gruppo di Beckett. È evidente che Gates ha un forte potenziale, ma bisognerà attendere qualche episodio prima di rendersi conto effettivamente di gli autori intenderanno giocarsela.

Castle 4x01 – Rise

Si scopre, così, che Kate non ha mai chiamato Castle in questi tre mesi, nonostante l’uomo abbia collaborato con Ryan ed Esposito per riuscire a scoprire disperatamente sia il mandante, sia l’attentatore.

Questo è forse uno dei momenti deboli della storia tra i due protagonisti. Era chiaro un po’ a tutti che di certo gli autori non avrebbero operato un forte avvicinamento dei due (che sembrano temere come la morte, nell’idea spesso rivelatasi giusta che una tale mossa avrebbe fatto perdere molta della chimica del telefilm stesso), ma risulta abbastanza incredibile che la donna abbia deliberatamente scelto di non sentirlo. E quel che è peggio, è che si presenta alla porta dello scrittore esclusivamente perché ha bisogno di informazioni sul caso della madre che sono in possesso di Castle. Verrebbe quindi naturale chiedersi: l’avrebbe altrimenti mai richiamato?

L’incontro tra i due ricalca quanto mestamente già avvenuto nell’ultimo episodio della scorsa stagione: non c’è brio, non c’è divertimento, ma una forte malinconia e tristezza di fondo che, per quanto realizzato superbamente, un po’ stona con il naturale tono della serie tv (e a cui, pare, torneranno già dal prossimo episodio).

Il problema, però, rispetto alle stagioni precedenti, è più squisitamente mentale, piuttosto che basato su nuovi equivoci: Kate ha costruito un “muro” dentro di sé, a seguito dell’assassinio della madre e dell’uccisione di tutti coloro i quali si trovano intorno a lei. Nulla di eccezionalmente originale, ma funzionale alla storia, questo è certo. In pochi attimi un po’ del ritmo del passato ritorna, soprattutto quando ci si ricorda delle amicizie altolocate di Castle (il sindaco, infatti, obbliga Gates a far tornare lo scrittore al distretto).

Come in tutti gli episodi, anche qui si sviluppa un caso del giorno, che obiettivamente, però, è piuttosto amorfo. È evidente che hanno prestato poca attenzione a questo momento, preferendo piuttosto utilizzarlo per mostrare i punti di forza e di debolezza di Kate. Quando, infatti, si precipitano ad arrestare il principale sospettato (il fidanzato della ragazza uccisa), Kate si trova ad avere una pistola puntata contro, immobilizzandosi dal terrore e non riuscendo a reagire.

La ricerca del mandante dello sparo al cimitero ritorna, con la scoperta fatta da Castle che il magazzino dove erano contenute le registrazioni bancarie dei poliziotti corrotti è andato a fuoco: prima Kate si scontra violentemente con chi ha stilato il rapporto dell’incendio – giudicato casuale – poi in lacrime dichiara allo scrittore la sua necessità di andare avanti a tutti i costi nelle indagini. Sono momenti molto intensi, gestiti dalla Katic con un’ottima interpretazione. Forse per la prima volta sembra diventare davvero lei la protagonista del telefilm, e quantomeno lo è certamente dell’episodio.

Un’improvvisa telefonata da parte di un “amico di Roy Montgomery” (ma che gli spettatori possono almeno collocare sotto il nome di “Smith”, posto sulla cassetta della posta) informa Castle che può proteggere la detective solo a costo che lei smetta di indagare. Lo scontro tra Castle e la figlia Alexis, poi, serve a dare ulteriormente dramma alla vicenda. Se gli spoiler iniziali avevano fatto presagire una diffidenza della ragazza nei confronti di Beckett (e la cosa sarebbe stata probabilmente insensata), in realtà Alexis mostra una maturità persino superiore sia alla nonna che al padre, ricordandogli che, qualora lui non se ne fosse accorto, era solamente uno scrittore e che stava rischiando fortemente la vita. Un bel momento, che lascia passare in sordina quello che sembrava essere un buco narrativo, ossia come la famiglia lo appoggiasse indiscriminatamente sul suo “gioco” alla Sherlock Holmes.

È forse soprattutto dopo la conversazione con la figlia che Castle decide di averne un’altra con Beckett, riuscendo a convincerla ad abbandonare temporaneamente le indagini sulla morte della madre e concentrarsi su quello che lei riesce a fare meglio: risolvere casi e dar pace alle famiglie delle vittime. Così risolvono rapidamente il debolissimo caso della giornata, concentrandosi, piuttosto, sulla scoperta del vero assassino ed il suo arresto: questo è uno dei momenti che piacerà maggiormente agli interessati alla relazione amorosa tra Castle e Beckett; mentre la donna è nuovamente di fronte ad una pistola, riesce a reagire grazie soprattutto ai sussurri d’incoraggiamento dell’uomo.

Siamo arrivati alla fine, con una doppia scoperta: se Castle ha detto a Kate di lasciar perdere le indagini sulla madre, è Castle stesso a casa sua a continuarle. Inoltre, e forse con ancor maggiore enfasi, il colloquio tra Beckett ed il suo psicologo mostra la realtà dei fatti: Kate si ricorda ogni cosa.

Finisce così un episodio di Castle assolutamente fuori dagli abituali schemi, un episodio cupo e malinconico, a tratti persino sofferente. Non ci sono veri momenti della solita intesa che i due protagonisti hanno mostrato in altri istanti, ma è anche evidente che Fillion e Katic funzionano straordinariamente bene insieme anche nelle fasi più concitate e drammatiche. L’evoluzione di Castle è notevole (il momento in cui firma gli autografi per i suoi libri è solo una pallida imitazione di quanto facesse istrionicamente durante la prima stagione) grazie ad una una maturità nuova e sicuramente interessante. Crea qualche perplessità, invece, la posizione di Beckett che pur ricordandosi tutto – compresa, quindi, la dichiarazione d’amore di Castle – ha posto un freno enorme tra i due. C’è da capire se lo abbia fatto per paura di ferirlo o per qualche altra imprecisata ragione. D’altronde si deve ammettere che se inizialmente era accettabile non aver fiducia in un personaggio come Castle, diventa adesso meno ragionevole, considerando l’evoluzione che esso ha avuto in questi tre anni.

Insomma, come antipasto alla quarta stagione forse ci si sarebbe aspettato qualcosa di più, ma sembra piuttosto che gli autori abbiano preferito sospendere nuovamente la trama orizzontale per concentrarsi sugli episodi autoconclusivi e rimandare, ancora, l’avvento di una relazione seria. A questo punto, però, l’unico interrogativo importante è quello basato sull’idea che, forse, tirarla per le lunghe potrebbe avere il medesimo effetto temuto da un eventuale rapporto: la gente, si sa, tende a stufarsi facilmente e la tendenza al cambiare canale è spesso forte (per quanto, ad esser fiscali, gli ascolti sono stati ottimi). A questo punto è doveroso, però, ricordarci che siamo ancora all’inizio. Vedremo come intenderanno far evolvere la situazione durante l’intera stagione.

Voto 7,5

[rps]

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

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