
Dico questo perché Dexter nasce come ragazzo in preda ad istinti per lui ingestibili e diventati in seguito controllabili grazie al Codice di Harry, un insieme di regole ferree che lo aiutavano a stare dentro ad uno schema ben delineato e in grado di definire e dividere quasi col righello ciò che si può fare da ciò che non si può. Crescere con delle regole ben precise è ciò che aiuta un bambino a capire la differenza tra il bene e il male ed è ciò che gli consente in seconda istanza di seguire il proprio libero arbitrio senza cadere in errori fatali. Per Dexter le regole sono state d’aiuto per molto tempo – fatta eccezione per qualche dubbio comunque placato nel giro di una stagione – ma ora qualcosa è cambiato: c’è Harrison, fonte di un amore per lui inevitabile, e c’è la crisi che da tutto questo consegue. Sarò adatto a fare il padre? Sarò adatto, come padre, a continuare a fare il serial killer? Ecco, non c’è niente di più forte dell’ignoto e dell’inspiegabile per mettere in crisi una serie di questioni che, fino a qualche anno prima, il nostro caro Dexter avrebbe classificato come delle vere e proprie certezze, in ordine e in fila come erano un tempo i suoi vetrini.
“I do believe I do not have all the answers.”

Fratello Sam è un ottimo inserimento in questo senso: lui arriva dove nessun altro potrebbe, proprio perché non impone la sua visione delle cose e non giudica il prossimo solo perché non riesce ad accettare l’esistenza di qualcosa di superiore.
Si limita a porre le giuste domande e osservazioni e anche una frase scontata come “You may say I can’t prove that God exists, but, uh… You can’t prove he doesn’t” riesce a scuotere il granitico Dexter. Non dimentichiamo, inoltre, che, grazie al racconto di Sam, veniamo a conoscenza di un dettaglio importantissimo per il nostro protagonista: anche il suo nuovo amico, in qualche modo, è nato nel sangue; proprio in questo episodio ci viene offerto il racconto dell’infanzia di Sam e quel suo sottolineare “il sangue dappertutto… sulla sua maglietta di Superman” (simbolo dell’infanzia) e il conseguente “No surprise I ended up in prison”, manifesta ancor più apertamente il collegamento tra i due. L’unica differenza tra Sam e Dexter è che quest’ultimo ha avuto Harry come padre e questo lo ha salvato.

Ben più utile, invece, è il caso dell’Apocalisse e la riflessione di Dexter che, sebbene sottolinei la sua estraneità al concetto di fede, evidenzia un genere di dubbio che non è mai stato sollevato fino ad ora: ci sono cose che nemmeno la scienza può spiegare e benché lui non sia in grado di vedere una mano invisibile dietro ad una situazione – nemmeno quella che per coincidenza, o forse no, gli sottopone un caso del genere proprio in questo momento – è più che certo di non avere tutte le risposte.
Insomma, non è un’ammissione di fede, ma certo non è una negazione: è un dubbio, la consapevolezza di non sapere tutto. E trovo che questa sia, almeno per ora, la scelta migliore che si potesse operare.
“…but this is a horse of a different color”

Certo, il fatto che una scena del genere sia stata totalmente rovinata dalle locuste – seriously? – è un vero peccato, innanzitutto perché altamente prevedibili (nessuno ha pensato ad un alveare, vero?) e poi perché, diciamolo, sono state rese graficamente male.

In chiusura, vediamo come se la sono cavata le storie di contorno.
– Deb-LaGuerta-Matthews: non so quanto Deb sia consapevole di essere stata tirata in mezzo in qualcosa di più grande di lei, in ogni caso ce la sta mettendo tutta per essere all’altezza del ruolo e personalmente la supporto in pieno. Non farle perdere le sua caratteristiche predominanti (la schiettezza e il suo linguaggio da scaricatrice di porto) è la scelta giusta, così come premiarla per questo: avere qualcuno che davanti alle telecamere è esattamente come nella vita di tutti i giorni non è cosa da poco. In compenso, LaGuerta si sta facendo odiare tantissimo, ed è una cosa positiva: il suo personaggio è disegnato per funzionare bene da stronza, non da amica che si fa le trecce con Deb o da moglie di Batista (fortunatamente un caso chiuso).
– Vince e Ryan: spero caldamente che la questione della mano rubata non si concluda così. Tirare di nuovo in ballo l’Ice Truck Killer solo per una banale storia di soldi e affitti non fa onore alla prima stagione e a tutta la storia di Brian. Ma confido nella nuova assistente di Masouka e nel fatto che ritirare fuori i vecchi casi avrà qualche conseguenza nel rapporto Deb-Dexter.
– Quinn-Batista: seriamente? Era necessaria la pausa cannetta?
Voto: 7/8

Concordo pienamente sul discorso macchinetta del caffè. qui se non si sta attenti si finisce per fare un patto con Dio anche pagando la spesa alla cassa del supermercato 🙂
Sbaglio o questo è stato il primo episodio in cui Dex non uccide nessuno?
sì, per quanto riguarda questa stagione è il primo episodio senza vittime!
Non avevo pensato che Adama…ehm…volevo dire Gellar potesse essere solo un personaggio creato dalla mente del ragazzo. L’ipotesi è molto suggestiva.
Molto bella l’ipotesi su Gellar! 😉
Personalmente adoro il personaggio di Brother Sam…una buona intepretazione di Mos Def (che già avevo apprezzato in Be Kind Rewind).
Spero di leggere presto le recensioni delle nuove puntate.
Bel sito! 🙂
Ciao Claudio e benvenuto!
Mi fa piacere che ti sia piaciuta la mia recensione, se vuoi leggere quella della puntata 6×05 la trovi qui https://www.seriangolo.it/2011/11/03/dexter-6×05-the-angel-of-death/
a presto!
😀