
Come annuncia l’incipit di questo Gimcrack & Bunkum, la città del divertimento si prende dunque una pausa e con lei anche in parte la trama di questa stagione. Poco e nulla succede di davvero rilevante in 50 minuti, con Nucky impegnato semplicemente a definire i dettagli del suo piano per sfuggire all’arresto, e Jimmy alle prese con l’ictus del Commodoro e il suo nuovo ruolo a capo dell’organizzazione che tenta di prendere il potere nella città. Se da una parte l’episodio ha la pecca di girare quindi un po’ su se stesso, dall’altra riesce però magistralmente a mettere in risalto i dilemmi degli altri protagonisti che volenti o nolenti sono giocatori di questa partita. “Is this to be our life?” chiede Margaret a Nucky dopo averlo salvato dall’aggressione di Eli. Ecco, in questo episodio sembra che per tutti sia arrivato il momento di chiedersi quale dovrà essere d’ora in poi la propria vita, perché da ciò che si deciderà ora non si potrà più tornare indietro.
L’ineluttabilità di questa scelta ci porta lentamente nel cuore di tenebra dei vari personaggi: dalle spiagge assolate dove si tengono i vuoti discorsi di commemorazione di Nucky e Jimmy (diversi, ma entrambi di facciata), si scivola lentamente nell’oscurità più totale, che culmina con i due cruenti omicidi perpetrati uno da Eli e l’altro da Jimmy e Richard, due sequenze di violenza tanto gratuita quanto funzionale come sempre a fare da contrasto alle luci, allo sfarzo e alla lussuria dell’Atlantic City che ormai conosciamo (e bentornato al pulp in Boardwalk Empire, se ne sentiva la mancanza).

A rimanere sempre accanto a Jimmy è comunque Richard Arrow, cui l’episodio concede meritatamente uno spazio che mai prima d’ora gli era stato dato. Forse è perché la sua maschera si presta in questo caso perfettamente come emblema di una città, Atlantic City, che dietro l’apparenza nasconde le ferite, il sangue, l’orrore, i morti che un’intera nazione si lascia dietro con le sue guerre. Oppure, è forse quella sua solitudine che lo caratterizza a prestarsi come specchio di quella degli altri personaggi: quel viaggio nel bosco (che fa da magistrale contrappunto con il suo grigiore e i suoi silenzi, al caos e alle luci del boardwalk) è il percorso dentro se stessi che tutti si ritrovano a fare, alla ricerca del motivo per continuare a combattere e a fare determinate scelte.

Gimcrack & Bunkum non è forse il migliore episodio della stagione, ma grazie soprattutto allo splendido viaggio di Richard (una delle cose più belle prodotte dalla serie) dà alla storia quel pizzico di malinconia e disperazione che rende tutto più drammatico: “I was once. I saw a flying horse” racconta uno degli uomini incontrati da Richard nel bosco a proposito di Atlantic City: un’immagine quasi infantile di quella che utopicamente è vista come una città magica, felice, che tutti sognano e per la quale tutti lottano. E che la guerra per il suo possesso abbia inizio.
Voto: 8-
