Supernatural – 7×04 Defending your life


Supernatural - 7x04 Defending your lifeArrivati ad appena il quarto episodio, si può ormai ben dire che questa settima stagione continua a colpire nel segno, riuscendo a recuperare parte del suo smalto precedente. Anzi, questo appuntamento con i fratelli Winchester ha un sapore di antico, richiamando addirittura le prime stagioni. Il “caso” della puntata, infatti, è a tratti allucinante, ma ha solamente la necessità di piegarsi alle dinamiche dell’analisi psicologica. La scorsa volta è toccata a Sam, adesso è il turno di Dean.

Tutto inizia con una serie di morti piuttosto bizzarre: un uomo “investito” da un’auto al 10° piano di un edificio, un cane “invisibile” e spettri del passato. Sin dalle prime battute, si nota come Dean stia vivendo male ciò che ha fatto nella scorsa puntata, l’aver ucciso la Kitsune Amy nonostante Sam gli avesse chiesto di non farlo. In più – e questo è evidente nel suo sfogo con la bella barista – è anche costretto a non poterlo dire al fratello, per non mostrare di non fidarsi minimamente di lui.

È proprio sul senso di colpa che si muove Osiride, il Dio egizio della Morte e dell’Oltretomba, che organizza per le sue vittime un vero e proprio processo in cui si analizza ciò che si è fatto. Eppure, in realtà, non è Osiride a stabilire la colpevolezza o meno, ma si tratta dello stesso senso di colpa che si agita nell’anima del malcapitato: così come viene ucciso da un’auto l’uomo che, ubriaco, aveva molti anni prima investito i due che lo elimineranno, così viene stabilito il processo ai danni di Dean Winchester. Il primo “testimone” ad essere richiamato alla sbarra è Jo (un graditissimo ritorno) che nella sua forma spettrale riesce anche a difendere in parte la posizione di Dean. Quindi è la volta di Sam stesso (che si era prestato a fare l’avvocato difensore del fratello). Attraverso una serie di rapidi quanto efficaci flashback, vengono mostrate immagini della primissima stagione (che hanno un alone di reperto archeologico) e del fatto che tutto è partito da quando Dean è andato a richiamare Sam in battaglia.

Supernatural - 7x04 Defending your life

L’analisi psicologica che viene qui effettuata è di grande forza. Dean è il cacciatore da sempre, è l’uomo che non ha mai avuto un’infanzia, che non si è mai sentito veramente libero dal suo lavoro e che adesso, forse, inizia a risentirne mentalmente quanto mai in precedenza. Lo si era già visto negli episodi precedenti: adesso è Dean che sta cadendo nel baratro, è lui che non riesce più a star sereno. Anche il suo auto-convincimento e l’ansia che lo coglie poco prima di uscire con una donna rendono evidente come il Dean Winchester delle prime stagioni, quello tutto donne e sciocchezze, è in realtà defunto da tempo.

A sorpresa, perché l’impostazione dell’episodio mi aveva indotto a pensarlo, non si viene già a sapere di Amy, seppure lo spettatore e Dean siano continuamente rimandati col pensiero a quel momento. Evidentemente lo si vuole esplorare con più efficacia in futuro.

Per quanto riguarda Sam, invece, è evidente che la questione Lucifero non si è affatto chiusa: anche se per noi è possibile notare la voce del demone solo una volta, da quanto detto dal giovane Winchester è chiaro che in realtà egli sia molto più presente del previsto. Sam si è lanciato in tutto e per tutto nel lavoro, di nuovo, abbracciando le sue ricerche (e in questo senso ritorna anche Bobby in versione Wikipedia) e muovendosi per eliminare il problema. Ottima l’intuizione di far sì che Sam sia “l’avvocato” del fratello, per ricordare che il ragazzo studiava per la facoltà di legge (e non posso non apprezzare particolarmente la citazione a “The Good Wife”) prima che tutto si mettesse in moto.

Supernatural - 7x04 Defending your lifeCome dicevo all’inizio, i riferimenti alle prime stagioni si fanno sentire. Tra tanti, ma potrà sembrare di poco conto, mi ha fatto davvero piacere rivedere il sale, grande amico dei cacciatori nelle loro guerre con fantasmi e creature del genere, che a rivederle adesso sembrano davvero una passeggiata. Nulla a che vedere, però, con la solita scena finale che ormai da un po’ non si vedeva: i due fratelli fanno il punto della situazione (si parla dell’espiazione del senso di colpa di Sam all’inferno) in piena natura, con l’intramontabile macchina al loro fianco.

Insomma, in definitiva Supernatural prosegue ancora senza perdere il ritmo, confezionando un altro episodio di grande livello, che riesce ad evitare un affondamento della serie che, dobbiamo comunque ricordarlo, è alla sua settima stagione. Un piccolo miracolo.

Voto: 8

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

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