
Parto col dire che Wallflower mi è piaciuta abbastanza: il caso-Fringe della settimana non è stato male, e mi ha un po’ ricordato le puntate della prima stagione. E’ inutile parlare ancora di filler o non filler, perché ormai credo che Fringe sia totalmente avulso da questo discorso, avendo avuto una prima stagione completamente filler, se proprio dobbiamo usare questo metro di giudizio. Certo, considerando che fra una quindicina di puntate tutto dovrebbe finire, ci si sarebbe aspettati una bella puntatona di chiarificazione, e invece l’ormai famosa trama orizzontale si vede negli ultimi trenta secondi.

Olivia però ha paura, per assurdo, proprio di questa situazione: non riesce a capire come mai il suo animo non venga nemmeno scalfito dalle situazioni al limite del pensabile che vive quotidianamente. La bionda si sente anormale rispetto agli altri, e questa situazione l’ha sempre portata a fuggire le complicazioni sentimentali che una relazione con “l’altro” avrebbero irrimediabilmente implicato. L’incontro con “l’altro” avviene quando capisce che anche Lincoln prova – seppure in maniera differente, quasi antitetica – lo stesso suo tormento interiore. Lincoln è talmente sconvolto dal suo nuovo lavoro che si ritrova alle tre del mattino in un bar a mangiare e a fare le parole crociate. Olivia vede nel collega un’ancora di salvezza: lo vede talmente disarmato ed indifeso che con lui, forse per la prima volta in questo universo giallo, si sente davvero a suo agio.

Tutto questo riconduce ancora una volta a quel sentimento che tante volte in Fringe ha sconfitto la scienza e il destino di tutti, ovvero l’amore. Eugene sa che cercando di diventare “visibile” agli occhi della ragazza di cui è innamorato andrà incontro alla morte. Ma è proprio quello che rende struggente la sua storia: Eugene sa di non avere nessuna possibilità di vivere una vita quantomeno normale, figuriamoci una vita felice. La felicità del ragazzo sta tutta nel farsi almeno notare. Quando Julie gli rivolge la parola e finalmente si accorge della sua esistenza, il ragazzo potrà finalmente morire felice.

A proposito di questo personaggio, gli autori sembrano esserselo completamente dimenticato, così come tutti quelli del vecchio universo rosso. Ricompariranno, certo, ma non capisco perché in sette puntate non si siano praticamente mai visti.
Come mid-season finale non è sicuramente all’altezza di puntate del genere di altri show, ma è probabile che quando l’episodio fu scritto e girato non dovesse affatto essere l’ultimo prima della pausa. Dovremo quindi aspettare metà gennaio per vedere come la storia evolverà, ma sinceramente l’attesa sarà più che sopportabile (se non fosse per questo TRAILER qui, però…). Purtroppo Fringe ha perso l’appeal che l’aveva caratterizzato per i primi tre anni, e questo è ovviamente un peccato a cui spero gli autori rimedieranno nella seconda parte di stagione.
VOTO: 6/7
Note:
- Come vi avevamo anticipato, il nostro Ivan era stato sul set proprio di questa puntata: le immagini riguardano il momento in cui Olivia passa davanti al bar dove si trova Lincoln.
- La 4×08 andrà in onda il 13 gennaio prossimo.
- I glifi formano la parola DAVID.
- L’Osservatore è qui.

Io non capisco tutta questa negatività nei confronti di questa serie. Io credo che sia stata molto sfortunata quest’anno, ma non per questo che gli alti livelli della passata stagione siano impossibili da recuperare. E soprattutto, perché una recensione dove si parla come se questa fosse effettivamente l’ultima stagione? E’ chiaro che sarà dura averne un’altra, ma ancora non è detta l’ultima parola. Anche l’anno scorso non si pensava di arrivare ad una quarta.
Sì Ale, ma l’anno scorso qualche spiraglio di rinnovo c’era, anche perchè il problema degli ascolti si è fatto vivo verso la fine. Qui si è partiti già di venerdì e già con ascolti non consoni per un prodotto come Fringe. Calcola che hanno deciso di mandare la 4×08 a gennaio solo un paio di settimane fa, questo doveva essere un episodio come gli altri. Quindi una quinta stagione credo proprio sia praticamente impossibile, a meno che qualche produttore non voglia buttare dei soldi.
La negatività nasce dal fatto che le puntate oggettivamente non sono più come quelle di una volta, anche solo come quelle di un anno fa. Io spero che allungando questa pausa riscrivano bene in finale perchè mi dispiacerebbe vedere Fringe “non” finire.
Bè, già erano pronti a farla finire con l’ultima della terza, non penso che per loro sia un problema scrivere anche una sceneggiatura alternativa nel caso di chiusura. Speriamo in bene. Comunque il trailer del prossimo episodio fa ben sperare, dai 🙂