
Anche se, e questo è paradossale, sembra quasi che per continuare a salvare l’interesse verso questo prodotto, rendendo interessante anche una puntata “slegata” dal running plot, ci sia sempre bisogno di qualche piccolo elemento di orizzontalità, anche dove risulti fuori luogo.
Che cosa me ne frega di conoscere un piccolo (ma molto piccolo) tassello del passato di Reese in un episodio come questo? Che cosa aggiunge questo flashback all’economia dell’episodio (e della serie), oltre ad avere un lievissimo collegamento (mal sottolineato, tirato fuori giusto al termine della puntata in modo sommario) con il caso della settimana? Non dico che bisogna fare come Lost, va bene, questo è impossibile: ma almeno un po’ di giudizio su certe scelte! Perché, semplificando, la storia è questa: l’assassino tedesco è un uomo che non esiste, un uomo che ha dovuto rinunciare alla sua vera identità, e quindi al suo nome, per poter compiere un lavoro pericoloso, esattamente come Reese (sempre che il suo vero nome, e questa è l’unica sorpresa della puntata, sia questo). Bene, e allora? Qualcosa di più originale non si poteva proprio tirar fuori?

Perché se è vero che di certo questo episodio non toglie nulla alla bravura dell’attore, è anche vero che nulla vi aggiunge. Dale (insieme a Caviezel, con un Emerson sempre più in sordina) salva l’episodio, ma non lo rende intrigante. Tutt’al più lo rende incongruente in certi punti: come è possibile che un assassino che fino a qualche momento prima è stato quasi definito il re dei killer professionisti, improvvisamente decida di eliminare la sua seconda vittima con un ago avvelenato pericoloso ma non letale, dato che poi Reese riesce a salvarla senza troppa difficoltà? (E meno male che il veleno doveva fare effetto subito!).
Va bene, ok. Bella la trama mystery dell’episodio, con questo assassino che vuole vendicarsi e poi in un susseguirsi di colpi di scena scopre prima che la moglie creduta morta (in un incidente stradale, non mi dire!) vive ancora e che ad attenderlo al capezzale c’è anche una figlia misconosciuta. Bella se è la prima volta che uno si approccia ad una serie televisiva (o ad un qualsiasi prodotto audiovisivo), cioè niente di nuovo. Tutto scontato, tutto già visto, tutto molto noioso.

Non lo so. A questo punto mi rimetto al giudizio altrui. Io sinceramente sto rimanendo sempre più deluso da questa serie, che era stata annunciata, appunto, come uno dei successi sicuri dell’anno. La mia delusione è doppia se penso che il pilot, pieno di tematiche e spunti interessanti, mi aveva lasciato piacevolmente colpito.
La serie invece si è mostrata tutt’altro che “of interest“.
C’è chi mal sopporterà l’ennesima pausa prima della prossima puntata. Io non sono tra questi.
Voto: 5
