
Questo per dire che non sempre in questa stagione ci sono stati proposti casi di alto impatto e spesso non avevano nemmeno grandi correlazioni con la storia di Alicia, perlomeno non nel modo a cui The Good Wife ci aveva abituato. Eppure con questo midseason finale tutto comincia ad apparire più chiaro: i personaggi ci vengono mostrati sotto un’altra luce e più o meno tutti compiono azioni al limite dei loro atteggiamenti usuali, o in aperta contraddizione con lo stato delle cose precedentemente illustrato. In ogni caso, nessuna reazione risulta davvero prevedibile.
La questione legale non ci viene presentata nel suo attuarsi, ma nelle sue conseguenze: una giuria apparentemente propensa ad un’assoluzione colpisce tutti (difesa e accusa) quando raggiunge un verdetto di colpevolezza assoluta. Questo mette in crisi entrambi gli schieramenti, fornendoci sia una visuale di “ciò che si fa e ciò che non si dovrebbe ma si fa lo stesso”, sia il collegamento tra questo caso e ciò che sta accadendo tra Peter Florrick e la Lockhart/Gardner.
Il caso
Ciò che più colpisce nello scontro tra accusa e difesa si trova nell’inasprirsi della lotta, che raggiunge vette mai toccate prima: un esempio clamoroso è l’arresto di Kalinda da parte di Cary, che non solo mina dalle fondamenta il loro rapporto, ma si pone in un’ottica di scorrettezza vestita da giustizia che da uno come Cary non ci saremmo mai aspettati: forse la vicinanza con Dana lo sta cambiando molto di più di quanto non abbia fatto Peter Florrick. In ogni caso, ringhiare è servito a poco: dopo una per nulla velata minaccia di Alicia, Cary è costretto a cedere e questo porta ad un confronto tra Kalinda e la stessa Alicia, nel frattempo informata del fatto che quella scema di sua figlia fosse stata ritrovata dalla sua ex-amica.
L’acredine c’è ancora e trovo che nel bene e nel male l’atteggiamento di Kalinda sia quello giusto: ha capito di aver ferito Alicia e si è fatta timidamente da parte proteggendola comunque a modo suo; non credo abbia voluto fare l’eroina con sua figlia per farsi notare, ma proprio perché lei è così e questo, credo, salverà il rapporto tra le due.


Cosa accade nel resto della puntata.
Succedono cose strane in questo episodio. Come già detto, Cary cerca di alzare la cresta in modo piuttosto insolito, per uno che bene o male ha sempre malcelato un persistente interesse per la Lockhart/Gardner, perlomeno per chi ci lavora ancora: ho la sensazione che sia solo l’inizio di un nuovo cambiamento del giovane avvocato, soprattutto perché tutti i personaggi in questa puntata mostrano aspetti insoliti.

Diversamente, Alicia si trova un po’ allo sbando: la ricerca di qualcuno con cui passare del tempo (Kalinda non c’è, Will nemmeno) passa attraverso il sempre amato fratello Owen e una vecchia amica discutibile, per approdare infine ad un’insolita Diane che – seppur apparentemente guidata da intenzioni nobili di partnership – mi fa pensare che abbia qualcos’altro nei suoi piani, forse banalmente l’allontanamento di Alicia da Will.
Ma teniamo ben presente quello che si sta profilando all’orizzonte per la nostra protagonista: diventare partner della Lockhart/Gardner o cambiare completamente stile di vita, passando allo studio di Canning (come richiestole da Michael J. Fox in persona nello scorso episodio)?
Un’ottima puntata che chiude una midseason lievemente in calo (per quanto possa calare una serie come questa): ma si intravedono grandi novità per la seconda mezza stagione e noi siamo qui ad attendere le evoluzioni della nostra (forse) Buona Moglie.
Voto: 8 –
