
Nonostante i circa tre anni trascorsi dal processo per corruzione di minore e la rinascita artistica dimostrata dal nuovo libro, Hank è sempre lo stesso: ha un rapporto (o quasi) con una donna sconosciuta che, “casualmente”, si ritroverà di fronte quando proverà a costruire qualcosa per il suo futuro. Viene introdotto qualche personaggio nuovo, ma nessuno del livello dei mitici Eddie Nero e Lew Ashby.


Un rigo (ma giusto uno) lo merita anche il nuovo datore di lavoro di Hank: Samurai Apocalypse. Rapper, nero e un’infanzia povera alle spalle, per completare lo stereotipo aveva bisogno solo di una pistola in tasca. In più è anche accompagnato dalla bella sconosciuta abbordata da Hank in aereo, che ci viene presentata come Kali (la stupenda Meagan Good) e che di sicuro presto finirà nel letto del nostro scrittore.
Menzione d’onore al triangolo Charlie – Marcy – Stu che, ad ora, non sembra essere più un triangolo amoroso, ma alcune occhiatacce e frecciatine di Marcy sembrano poterci riservare ancora qualche sorpresa. Il piccolo Stuart, invece, è una incognita: innanzitutto un bambino così piccolo è in forte contrasto con l’ambiente in cui è stato messo, e la scena in cui è nella stessa stanza in cui Stu e Marcy ci danno dentro ne è l’emblema, in più ha anche la particolarità di essere per ora ancora incapace di parlare. Quest’ultimo dettaglio è quello che mi interessa di più, perché può essere sfruttato in tantissimi modi diversi. Alcuni più banali ed esplicitamente sentimentali ed altri più strettamente comici, che lo farebbero diventare a tutti gli effetti un little Runks. Proprio Charlie, inoltre, è il protagonista della scena più divertente dell’episodio. Nessuno avrebbe scommesso un penny che sarebbe riuscito nel suo intento, ed invece eccolo arrivare alla sua centesima donna, felice di aver “superato il traguardo” sotto gli occhi del suo amico Hank.
Piccola parentesi per Carrie, la donna che ha dato fuoco all’appartamento Newyorkese di Hank: la rivedremo? Una mina vagante come quella potrebbe essere interessante da vedere di fronte ad Hank quando meno se l’aspetta.
In conclusione, quest’episodio è al livello medio delle due precedenti stagioni, ovvero nel limbo di quegli show che non sono né tanto belli da appassionare né tanto brutti da essere abbandonati. I personaggi, seppur stereotipati e un po’ prevedibili, sono tutti bene interpretati, ed alcuni spunti narrativi hanno varie possibilità di sviluppo riuscendo quindi a suscitare un certo interesse per la stagione a venire. Californication, poi, è stata capace di sorprenderci all’improvviso con episodi di altissimo livello, come la Suicide Solution della scorsa stagione, cosa che lascia una speranza per le puntate a seguire.
Voto: 6
