Alcatraz 1×05 – Guy Hastings 4


Alcatraz 1x05 – Guy HastingsAlcatraz prosegue il suo appena cominciato cammino nel costruirsi una propria identità definita e chiara. Finora, tuttavia, c’è la sensazione che qualcosa manchi: la struttura in generale è ben lavorata, le domande si moltiplicano ed i personaggi stanno via via prendendo sempre più corpo. Eppure c’è quell’elemento principale che sembra mancare: una direzione.

Anche questo quinto episodio non esce particolarmente fuori da questo schema, se non per l’introduzione di una curiosa novità: questa volta a tornare indietro non è un prigioniero, ma un secondino. Con la buona apparizione di Jim Parrack, noto ai fan di True Blood per l’interpretazione di Hoyt, si è avvertito sicuramente sin dall’inizio il potenziale di questo episodio: perché “rimandare indietro”, se così si può dire, un secondino? Qual è il suo compito?

Alcatraz 1x05 – Guy HastingsEbbene, sotto il profilo della trama principale mi ritengo fondamentalmente deluso. L’opportunità di dare una spinta in avanti considerevole non c’è stata. È vero: direte voi, siamo solo al quinto episodio; eppure Alcatraz naviga ancora nell’indecisione di cosa fare della propria esistenza. Perché questo episodio è sbagliato per un procedurale – non succede all’atto pratico assolutamente nulla – ed è poco azzeccato anche per un telefilm che fa della serialità il proprio punto di forza.

Guy Hastings ha una famiglia felice, una moglie ed una figlia da amare, nonostante tutti loro stiano vivendo proprio sull’isola di Alcatraz. Egli è anche il capo istruttore di alcuni nuovi secondini, tra cui Roy Archer, l’uomo che gestisce il bar e che ha cresciuto la nostra protagonista, Rebecca, come se fosse un parente e non solo il migliore amico del nonno. Dopo il rapimento di Roy per mano dell’ex secondino, veniamo a sapere in effetti che l’uomo è davvero suo zio, dato che è il fratello del nonno. Insomma, un espediente piuttosto carino, ma se dobbiamo esser sinceri nemmeno particolarmente d’effetto.  Adesso Guy è tornato e vuole rintracciare Tommy, il nonno di Rebecca – anche se in realtà non si sa bene per quale ragione. Di certo questa sua ricerca crea un po’ più di interesse intorno alla sua figura: che sia la scheggia impazzita non calcolata nel misterioso piano?

Alcatraz 1x05 – Guy Hastings

Molto più interessante, a mio avviso, la parte ambientata nel passato. Non solo per la recitazione convincente del giovane Roy e di Guy, ma anche perché la sua costruzione è sicuramente più affascinante. Molto toccante il forte legame tra i due fratelli: il primo lo colpisce di fronte a tutti per costringerlo ad andarsene da quell’inferno, dove sembra essere entrato solo per aiutarlo ad uscire, l’altro è obbligato a vendicarsi per avere il rispetto dei detenuti e, quindi, fugare ogni dubbio circa la sua presenza nella prigione sotto falso nome.

E questo ci porta alla domanda finale: cos’è successo tra i due? Perché, quando Tommy si presenta al bar del fratello (ed è chiaro che i due si siano già incontrati), quest’ultimo lo tratta con estrema freddezza, nonostante cinquant’anni prima gli avesse promesso di voler fare di tutto per lui? È chiaro che Roy ritenga Rebecca alla stregua di una figlia e che faccia di tutto per proteggerla. C’è qualcosa che non torna e di sicuro tutto ciò è funzionale alla creazione di una trama più complessa e, si spera, più attraente.

Alcatraz 1x05 – Guy Hastings

Circa gli altri personaggi, bisogna ammettere che c’è ben poco da dire. Hauser ancora non convince, mentre il nostro caro Soto è stato poco più di una comparsa (anche se bisogna dire che anche in questi casi fa la sua porca figura). Rebecca, dal canto suo, mi è parsa leggermente più in parte, anche se sicuramente ancora non ci siamo. Bisogna poi capire la ragione per cui Hauser non unisce i suoi due team, costringendo Rebecca e Soto a lavorare fondamentalmente per i fatti propri ottenendo le informazioni privatamente. Per il resto, siamo a livello di comparsate, quindi non ci si può fare di certo un ulteriore giudizio circa Direttore, Vice Direttore e Dottore (seppure quest’ultimo riesca con il solo riferimento agli anestetici a confermare il fatto che uno stinco di santo sicuramente non lo sia).

Il mistero principale di Alcatraz, quindi, verte fondamentalmente sulla figura di Tommy, su tutte le estrazioni di sangue che venivano effettuate e, di conseguenza, il perché sia così tanto ricercato (ed ovviamente il perché sia in fuga). Qualche passo avanti è stato fatto ma prima di poter affermare di essere soddisfatti dalla piega intrapresa ancora ce ne vuole.

Voto: 6-

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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4 commenti su “Alcatraz 1×05 – Guy Hastings

  • Penny Lane

    Mi sono sempre bastati i primissimi episodi per capire se una serie mi piace oppure no: questa non mi piace, ma sto continuando a seguirla aspettando una svolta. Come hai scritto tu hanno sprecato un’occasione con questo episodio.

     
  • dezzie86

    A me sta piacendo. Sarà che ho sempre avuto pazienza nel vedere le serie tv, ma di sicuro finirò la prima stagione, che ha solo 13 episodi. Secondo me ha un ottimo potenziale.

     
  • Federica

    Ottimo recap, davvero, vi faccio i complimenti.
    Mi trovo anche d’accordo, questa serie non ha ancora un proprio “perchè”, per ora comunque lo seguo volentieri, senza infamia e senza lode. Poi se migliora è meglio (c’è bisogno di tanto lavoro sui personaggi e sui contenuti- non vogliamo un Mistero fine a sè stesso, senza altro) se non migliora, si vedrà. Non ho ancora intenzione di dare ultimatum adesso.