Once Upon a Time 1×11 – Fruit of the Poisonous Tree 1


Once Upon a Time 1x11 – Fruit of the Poisonous TreeSpesso la prima reazione che si ha alla fine dell’episodio di una serie è un chiaro segnale circa l’episodio stesso. Certo, poi l’analisi va approfondita – e questo è il compito di una recensione – ma non si può negare che giochi un ruolo fondamentale. E la prima reazione che ho avuto al termine di Fruit of the Poisonous Tree è stata di soddisfazione. Le cose si complicano, le trame si moltiplicano e questa non può che essere un’ottima cosa.

Questo episodio è dedicato interamente a Sidney/Lo Specchio, con un Giancarlo Esposito che, senza bisogno di troppi commenti scontati, è perfettamente in parte. A partire dalla trovata iniziale – la preesistenza come Genio della Lampada – si segue via via uno schema, è proprio il caso di dirlo, a specchio: si esordisce con l’approccio con un personaggio positivo e la sua disponibilità (Emma a Storybrooke, il padre di Biancaneve nelle favole); quindi l’evoluzione centrale, con le indagini sulle malefatte di Regina (e nel Mondo delle Fiabe con l’innamoramento tra l’uomo e l’alter ego della donna) ed infine la realtà, la sottomissione alla donna stessa.

Storybrooke

Once Upon a Time 1x11 – Fruit of the Poisonous TreeLe cose per Henry ed Emma si mettono male sin dall’inizio: a causa di una tempesta, il “Castello”, dove i due erano soliti incontrarsi, è pericolante. Il Sindaco, che apparentemente non avrebbe dovuto sapere nulla circa il loro ritrovo, decide di farlo sgomberare, dando così ad Emma la sua ragione per accettare l’aiuto offerto da Sidney e scoprire cosa Regina stia architettando. Si viene a sapere, così, tra varie effrazioni e reati, che il Sindaco avrebbe utilizzato soldi pubblici per accaparrarsi un suolo di proprietà – ma che lo dico a fare? – di Mr. Gold. Ecco, appare per soli due minuti, ma vederlo deambulare nella foresta, di nuovo, con una valigetta probabilmente contente il pagamento, è pur sempre sufficiente a rimarcare quanto sia inquietante. Il termine inglese “creepy” assume un nuovo significato da quando esiste lui.

Se nel frattempo Mary Margaret e James appaiono giusto un secondo per concedersi un pic-nic romantico e segreto, Emma prosegue la sua battaglia anche perché è convinta che Regina abbia rubato il libro di favole di Henry, sepolto proprio sotto il “Castello” che il Sindaco ha fatto tirar giù. È esattamente questa la sua debolezza: continua a muoversi e a ragionare sull’onda dell’emozione, proprio come farebbe una madre (e in questa condizione, quella di madre, la si ritrova sempre di più). Nonostante, infatti, le offerte di collaborazione di Mr. Gold, che implicherebbero evidentemente allearsi con il Diavolo, la donna segue la sua missione a testa bassa, arrivando ad accusare il Sindaco ad una seduta pubblica cittadina. Ed è proprio lì, però, che tutto crolla sotto i suoi piedi: non solo il progetto di Regina si rivela essere a scopo benefico, per i bambini della città, ma le dà altresì l’arma perfetta per obbligarla a tenersi alla larga da Henry. Una débâcle totale, che rende le cose per lei alquanto più complesse.

Mondo delle Fiabe

Once Upon a Time 1x11 – Fruit of the Poisonous Tree

Se nella parte reale è Emma, pur su consiglio e collaborazione di Sidney, che muove le sue pedine, nel mondo delle fiabe è proprio l’alter ego di quest’ultimo a rovinarsi con le sue mani. Egli, in origine il Genio della Lampada, viene raccolto dal Re, padre di Biancaneve, il quale gli dona la libertà, oltre che il proprio terzo desiderio. A fronte di una persona così incredibilmente buona – forse un pizzico troppo – il Genio fa bene a rammentargli che non c’è un singolo desiderio che non si riveli fatale. Ed il suo, inespresso desiderio di trovare l’amore lo porta proprio ad infatuarsi della Regina. Quest’ultima appare, almeno all’inizio, molto più debole di quanto siamo soliti conoscerla. È affranta perché il marito è palesemente ancora innamorato della sua prima defunta moglie e madre di Biancaneve, piuttosto che di lei. È tra languidi sguardi e momenti di forte intensità emotiva che si consuma, poi, il delitto: il Re scopre il diario della moglie in cui parla di un nuovo uomo che le ha regalato uno specchio. Con un piano raffinato, la regina riesce a convincere l’amato ad uccidere il Re e a liberarla così dalla prigione in cui è costretta. Tutto pronto per l’atto finale.

Epilogo

Once Upon a Time 1x11 – Fruit of the Poisonous TreeÈ proprio il finale il momento maggiormente elaborato dell’intera struttura narrativa, in una conclusione straordinaria ed efficacissima. Grimilde, facendo uso di serpenti provenienti proprio dal territorio d’origine del Genio, lo incastra, pur offrendogli comunque una via di fuga. Bisogna prestare molta attenzione a quando la donna rivela il suo piano ed ammette di non amarlo: almeno inizialmente, infatti, sembra sull’orlo della commozione. Ora, bisogna comprendere se questa reazione l’abbia avuta perché in realtà davvero si era innamorata di lui o almeno perché ancora conserva un briciolo di umanità. Intuizione straordinaria, poi, la conclusione dell’affare: il Genio esprime il desiderio a sua disposizione, chiedendo di rimanere per sempre con la donna. Tuttavia, si sa, ogni magia viene con un prezzo ed egli rimarrà sempre con lei, ma all’interno dello specchio (o specchi, come già visto in passato).

Mentre scopriamo che a Storybrooke il libro delle fiabe è stato preso dall’uomo misterioso appena giunto – il che aumenta ancora l’interesse circa l’identità di questa figura – tutti i nodi vengono al pettine: in realtà Sidney e Regina erano d’accordo. Forse per qualcuno sarà stato intuibile, tuttavia è sicuramente un momento molto efficace, proprio perché l’alleato che Emma è convinta di avere lavora per il nemico. Un plauso ad Esposito e Lana Parrilla per la straordinaria recitazione finale: la loro intesa ed i loro sguardi sono qualcosa di piacevolmente raccapricciante.

Once Upon a Time si rivela, ancora una volta, all’altezza delle aspettative, con un episodio potente ed una trama sempre più complessa, nonostante sia palese che l’attenzione venga posta in particolar modo sulla costruzione ed analisi dei personaggi. Nulla è come sembra e questa serie di scossoni non possono che fare davvero bene.

Voto: 9

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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