Alcatraz – 1×11 Webb Porter 4


Alcatraz – 1x11 Webb PorterAd un episodio dal doppio finale della settimana prossima, Alcatraz non riesce ad alzarsi dal proprio livello, privo di una verve anche solo accennata. Nuovo appuntamento con un altro evaso da Alcatraz, Webb Porter che, pur avendo in sé degli elementi di fascino, non porta assolutamente niente di nuovo. E la noia, purtroppo, la fa da padrona.

Mi spiace davvero riportare un giudizio così netto e così negativo, anche perché ritenevo questa serie pronta ad esplodere e a fare benissimo. Eppure, dopo i primi episodi che già non si mostravano disposti a far faville, non c’è stata alcuna correzione in corso d’opera che valga la pena notare. L’errore principale è l’assoluta mancanza di lavoro sui personaggi che, come non mai, appaiono completamente fuori posto. Non mi riferisco solo alla protagonista Rebecca, tutt’altro che all’altezza delle aspettative, ma anche a tutti gli altri personaggi del “presente” costruiti all’acqua di rose. Hauser, verso il cui interprete Sam Neill provo una forte venerazione, dopo un inizio intrigante ha smesso di nuovo i suoi panni tornando nel calderone del non definito.

Alcatraz – 1x11 Webb Porter

Funziona molto meglio il lato sugli anni ’60, al punto da chiedersi se forse non sarebbe stata scelta più oculata ambientare l’intera serie in quella realtà. Infatti, non si può assolutamente negare che il personaggio più interessante in assoluto sia il Direttore della Prigione che oscilla continuamente tra bene e male in maniera del tutto imprecisata. Eppure, arrivati ad un solo episodio dal finale, ci si sarebbe attesi una serie di novità e di storie assai più ricche. Quel che ne esce è un’altra puntata su un detenuto – stavolta tocca a Webb Porter – che, pur recitato magistralmente, non dona assolutamente nulla all’intera struttura narrativa. Anzi, se proprio dobbiamo essere puntigliosi, non si può negare che su un episodio di 43 minuti, solo 2 o 3 al massimo sono davvero dedicati alla trama principale mentre tutto il resto è discretamente buono ma assolutamente insoddisfacente.

Parliamoci chiaro: Webb Porter è un personaggio molto ben costruito, con una profondità persino insolita. Il suo trauma infantile – la madre ha cercato di annegarlo – si ripercuote anche sulla sua mente brillante. Eppure, infastidito da un continuo fischio, l’uomo non riesce a far altro che chiudersi nel proprio mondo; tutto ciò fino all’incontro con la dottoressa Sengupta la quale, capendo il suo problema, riesce ad aiutarlo e lo avvicina alla musica. Il rapporto tra i due, in effetti, si consolida e diventa anche piuttosto rilevante nella vita di entrambi: se l’uno riesce a superare parte dei suoi problemi grazie alle tecniche di avanguardia della dottoressa, l’altra strappa il primo bacio ad un giovanissimo Hauser proprio dopo aver mostrato la propria umanità nei confronti del detenuto. Nel presente, invece, grande effetto lo suscita Webb e la sua costruzione nella propria mente dell’immagine di un’ovazione del pubblico alla Filarmonica. Oltre questo e il suo inseguimento, tuttavia, c’è ben poco altro.

Alcatraz – 1x11 Webb PorterAnche per quanto riguarda la trama principale, non ci si può certamente perdere in un fiume di parole. Hauser rimane un personaggio abbastanza ambiguo e, nonostante Doc lo abbia seguito, non si riesce a scoprire molto più di questo. Forse capace di dare nuova spinta a tutta la baracca, in vista del prossimo appuntamento è la scoperta di Rebecca e Doc che Lucy era presente negli anni ’60 ad Alcatraz, mostrando gran parte delle menzogne portate avanti da Hauser. Se adesso la ragazza non si incazza, possiamo definitivamente mettere una croce sul suo ruolo nella serie. Nel frattempo, però, Porter viene catturato e, inconsapevole, ricambia il favore della dottoressa donandogli il suo sangue in cui è presente l’argento colloidale che, negli ultimi secondi, risveglia la donna dal coma.

Questo è tutto. Nessuna spiegazione aggiuntiva, nessun hype creato appositamente per il gran finale. Una buona dose di delusione da questa prima stagione è innegabile. È vero che la serie non è ancora finita e il doppio appuntamento di lunedì potrà darci molto, ma quel che è certo è che finora non si è fatto abbastanza e si è curiosamente scelto di non dare una direzione univoca alla serie che galleggia su livelli piuttosto bassi. Indubbiamente una delle delusioni maggiori di questo 2012.

Voto: 4 ½ 

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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4 commenti su “Alcatraz – 1×11 Webb Porter

  • dezzie86

    Sono d’accordo sul fatto che questa puntata sia inferiore alla altre, tolto il sinistro protagonista magistralmente registrato. 4 e mezzo mi sembra un voto piuttosto basso, secondo me Alcatraz è stata costruita proprio per essere così, e per sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo.
    Poi io sono di parte perchè quando si parla di viaggi del tempo io non capisco più nulla. 😀 Comunque rimango molto fiducioso sul finale.

     
  • MarkMay

    A me sembra che il 4 e mezzo sia stato dato non alla puntata in sè (che a me è particolarmente piaciuta) quanto alla rappresentazione data di un pre-finale (e posso essere anche d’accordo).
    La stagione va avanti su alti e bassi e sicuramente la carenza maggiore di questa prima stagione è stata l’interazione fra i personaggi nel presente e la loro caratterizzazione, però c’è anche da dire che tolto questo il resto non è da buttare. Credo che abbiano preso tutto con calma per troppa sicurezza di sè (ovvero troppa sicurezza di avere seguito ed avere una seconda stagione); devo dire che devono assolutamente fare qualcosa in questo season finale, io continuo ad essere fiducioso ma credo che arriverà qualcosa di grosso (credo che vedremo nel presente il nostro caro direttore ed allora ci divertiremo).

    Ps: Per quanto sia stato bravo l’attore ad interpretare Webb Porter non potevo fare a meno di collegare la sua faccia al Kenny di The war at home, rendendo il tutto molto suggestivo xD

     
  • Mario Sassi L'autore dell'articolo

    Come detto da MarkMay, il 4 e mezzo non è legato esclusivamente all’episodio in sé, che come detto non è poi così malvagio. L’idea però che questo episodio sia un pre-finale è obiettivamente deludente. Non sembra preparare granché per il finale, né è un punto di raccordo per le storie passate come dovrebbe essere. A me questa serie tutto sommato non dispiace (guarderei qualsiasi serie in cui compare Sam Neill), ma non posso che ritenermi grandemente deluso. E pensare che ci speravo tantissimo! Staremo a vedere con il prossimo doppio episodio… incrociamo le dita.

     
  • MarkMay

    Su questo sono perfettamente d’accordo (soprattutto sul tuo caro Sam Neill,forse talmente bravo ad interpretare il ruolo del freddo da risultare anche apatico allo spettatore 😀 )
    Credo che avremo la svolta nel doppio episodio finale, e nel momento in cui si deciderà di collegare più direttamente il passato con il presente allora la serie prenderà il volo (resta solo da capire quando e se riusciranno a farlo in tempo senza perdere spettatori per strada)…