
Siamo accolti nella delirante psiche di Hank da Lew Ashby, in una dimensione onirica che racchiude l’inferno e, contemporanamente, quello che sarebbe stato il paradiso per il “vecchio” Hank. Risvegliatosi dall’incubo, lo scrittore è testimone della rottura tra Karen e Bates che si ritiene uno “spirito selvaggio” e che, seppure innamorato, non è adatto ad essere incatenato in una casa, e quindi riparte armato della sua fedele bottiglia. “Eliminato” l’ostacolo Bates, Hank e Karen impiegano poco più di un secondo ad andare a letto insieme (avevo seriamente temuto che non sarebbe successo in questa stagione) e ad iniziare a programmare la loro vita insieme. Curioso è che Hank, nonostante la notevole maturazione che l’ha visto protagonista, abbia come prima intenzione quella di lasciare LA per ricominciare altrove la vita con Karen, che invece decide di affrontare di petto tutte le difficoltà e restare in California. A questo punto, però, ad Hank tocca risolvere quelle questioni ancora irrisolte che potrebbero minare questo sogno. Il primo passo è quello di parlare con Becca che, dopo la rissa di fine episodio scorso, ha un po’ di antipatia verso il padre: ma la ragazza ci mette poco a perdonarlo, annunciandogli però che Tyler le ha chiesto di sposarlo e causandogli una divertentissima reazione. L’ostacolo successivo verso cui si dirige Hank è proprio Tyler, per convincerlo a ritirare la proposta di matrimonio ed evitare ulteriori dolori a Becca.

Dare un giudizio su questa stagione è difficile, perché il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda di come lo si guarda. Da una parte c’è una stagione che ha seguito il solito clichè delle migliaia di donne che cadono ai piedi di Hank, ma che al contrario l’ha portato a crescere molto, e a confrontarsi di più con Karen. Dall’altra, invece, c’è una stagione piena di incongruenze e superficialità, con molte cose lasciate cadere nel vuoto ed alcune situazioni risolte con troppa leggerezza, specie nel finale. Nel complesso, però, il voto non può non essere più che positivo, perché le divertenti disavventure di Hank e Charlie sono un motivo più che valido per chiudere un occhio sulle notevoli lacune dello show. Ci sono molte ragioni per aspettarsi una prossima stagione molto intensa, anche perché probabilmente sarà quella conclusiva. Inoltre, un massiccio rinnovamento del cast sarebbe positivo, dato che molti dei personaggi secondari di quest’anno hanno esaurito la loro utilità.
In conclusione, Californication ha saputo creare curiosità su ciò che accadrà nei prossimi episodi e, contro tutti i pronostici di inizio stagione, è riuscita in più di un’occasione a toccare i livelli di profondità emotiva tipici della serie.
Voto puntata: 7
Voto stagione: 7
PS: La prima parola di Stu è valsa tutto il tempo perso appresso alle disavventure di Charlie in questa stagione, mi ha fatto veramente morire dal ridere.
