Fringe – 4×18 The Consultant 7


Fringe - 4x18 The ConsultantMancano quattro puntate alla fine della stagione e la trama di Fringe non accenna a dipanarsi. Anche questo diciottesimo episodio aggiunge un tassello in più al disegno che il buon vecchio David Robert Jones ha in mente, ma nonostante questo non dà risposte concrete a quello che potrebbe accadere. Anzi, riesce persino a confondere le (pochissime) certezze che avevamo sin qui.

L’episodio si ricollega direttamente al precedente con il funerale di Alt-Lincoln, al quale partecipa tutta la Fringe Division, compreso un Alt-Broyles in evidente stato di rimorso. Ho notato con un sorriso che Lincoln se ne sta in macchina, evitando così di creare uno shock emotivo ancora maggiore ai genitori dell’altro Lincoln.
È sicuramente un piacere stare ancora nell’universo rosso, che considero più intrigante di quello blu, soprattutto adesso che tutti i protagonisti viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda: inutile dire di quanto sia innamorato di Bolivia, e questo è sicuramente dovuto alle doti attoriali della Torv, che non finiremo mai di rimarcare.

Fringe - 4x18 The ConsultantPer quanto riguarda i casi, risultano interessanti (anche se il secondo, quello del taxi, un po’ confusionario riguardo l’universo in cui stava accadendo) e ci riportano ancora a Jones, e a quello che sta tentando di fare. Non solo, quindi, sta creando un esercito di bestie immonde, ma a quanto pare sta sperimentando il modo di far collassare i due universi. Qui la domanda sorge spontanea: perché?
Facciamo un po’ il punto della situazione. Prima che Peter scomparisse, i due universi erano in perenne conflitto tra loro, e in quello rosso c’era il costante pericolo di collasso, dovuto alla ormai famosa incursione di Walter negli anni ’80. Dopo la scomparsa di Peter, invece, i due universi non solo collaborano attivamente alla risoluzione dei casi Fringe, ma in quello rosso le “ferite” ambrate si stanno lentamente rimarginando, e tutto sta tornando alla normalità. Insomma, un quadretto più che roseo che Jones vuole annullare, o quantomeno portare a com’era prima della scomparsa di Peter. In soldoni, a Jones, cosa ne viene in tasca? Cosa ci guadagna l’uomo dall’occhio perennemente infiammato se i due universi collassassero? Quale sarebbe la reale conseguenza? Sinceramente, da questo punto di vista, ho perso totalmente il filo del discorso. Anche perché, a questo punto, se questa è effettivamente la nostra linea temporale, qual è stato esattamente il processo di rimolecolarizzazione che ha permesso a Jones di tornare in vita, dopo che Peter l’aveva disintegrato? Ripeto: mi sono un po’ perso.

Fringe - 4x18 The ConsultantL’altra parte di episodio riguarda la talpa, ovvero Alt-Broyles: il tutto viene spiegato col fatto che Jones lo sta ricattando tramite una medicina per il figlio malato. Ma davvero? Insomma, ci può anche stare, ma sinceramente mi aspettavo che Alt-Broyles fosse effettivamente cattivo e che condividesse appieno le idee di Jones. Sono rimasto deluso da questo punto di vista, ma almeno ci hanno dato una spiegazione prima delle ultime puntate. Anche abbastanza telefonato il fatto che Alt-Broyles si stesse consegnando alle autorità e che non stesse effettivamente usando il dispositivo di Jones per distruggere tutto.
Quali potrebbero essere adesso le conseguenze di questi avvenimenti? Sappiamo che Jones ha trovato il modo di far collimare le due realtà, ma adesso non ha più gli alleati – entrambi arrestati – e soprattutto dovrà cercare di agire da solo per piazzare il dispositivo sulla Macchina. (che rivediamo – finalmente! –  dopo un sacco di tempo).
Per il resto: è sempre bello vedere le due Astrid a confronto, sembrano proprio due sorelle. Bravissima anche Jasica Nicole a rendere così diverse le due ragazze: la faccia che fa Alt-Astrid quando vede la scatola di caffè è più unica che rara. Applausi anche alla battuta di Walter quando alla “dogana” gli viene chiesto se prende dei farmaci: «Ne prendo molti, quasi tutti per divertimento». L’espressione del soldato rimarrà nella storia.

Con “The Consultant”, Fringe mette in chiaro solo che Jones vuole unire le due realtà in una sola, ma rimane ancora oscuro il motivo. Non si sa più nulla dei porcospini giganti e della nave piena di mostri che sta per arrivare, e anche qui non riesco a trovare il nesso tra le due cose. Perché se il piano di Jones fosse andato a termine («Devi attaccare il dispositivo alla Macchina al tramonto di domani»), probabilmente le bestie sarebbero arrivate dopo il collasso delle due realtà; a meno che la nave non sia molto più vicina di quanto sospettiamo.
Poco Peter e Olivia amorosi, e batto un cinque agli autori per esser stati capaci – almeno fin qui – di lasciare sullo sfondo le effusioni passionali: dopo “The End of All Things” credo sia stata la scelta più saggia.
Fringe si trascina un po’ verso il finale, lasciando il campo a una storia che potrebbe rivelarsi epica come potrebbe anche risultare un’intricata matassa di fatti con poco senso. Andiamo avanti fiduciosi, sperando di poter ricordare questo show come uno di quelli più innovativi degli ultimi anni.


VOTO: 6½


Note

  • I glifi formano la parola SIMON
  • L’Osservatore è qui.
  • Episodio senza shapeshifters.
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Informazioni su Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.


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7 commenti su “Fringe – 4×18 The Consultant

  • alessala

    Condivido in pieno ogni parola. Come avevo già scritto nella mia recensione, tante cose, tanti elementi, ormai sul finire di stagione (e di serie?)…e ancora nulla, puntate che appunto si trascinano, rischiando ogni volta di cadere nel banale o, peggio, nell’assurdo (nel senso negativo del termine, Fringe è stata capace di rendere anche l’assurdo più assurdo una genialata). Il cast continua a piacermi sempre di più, e rimane uno dei punti fortissimi della stagione (se non l’hanno salvata gli attori, bè siamo quasi lì).

     
  • moonacre

    appena visto l’episodio, devo ammettere che mi è piaciuto molto. La similitudine tra Walter e Broyles è molto palpabile, e il ripescaggio del figlio malato di Broyles (evidentemente anche in questa versione della realtà è stato rapito e gli è stata quasi prosciugata la giovinezza) è senz’altro piacevole. inoltre scoprire così tante cose dell’universo rosso (non esiste Sherlock Holmes!!!) è davvero intrigante. Molto bello anche lo spuntino notturno di Bolivia e wolter, tra i due c’è un certo feeling. Non sono troppo daccordo con te sul fatto che in questo ep non ci siano shapeshifter, penso infatti che il collaboratore di Jones che piazzava le valigette (notare la sequenza verde rosso della valigetta) sia un mutaforma, mi ha ricordato il vecchio, non mi ricordo il nome, comunque il capo dei vacchi mutaforma. hai detto di esserti perso, infatti c’è un po’ di confusione sul passato della nuova versione delle realtà, comunque Jones è ancora in vita perchè Peter, non essendo mai esistito, non ha tagliato a metà Jones mentre sttraversava il portale, quindi non è mai morto. non si sa come sia iniziata la collaborazione di olivia con la divisione fringe, se il volo da Amburgo sia mai avvenuto, se lo schema sia mai esistito (sinceramente credo di no, perchè altrimenti sarebbero sicuramente arrivati alla zft e a jones), non si sa neanche come la macchina sia stata assemblata, o come sia iniziata la collaborazione tra i due universi, non si è ancora accennato a niente di tutto questo, e credo che mai si farà, (almeno che alla fine di tutto September non ci spieghi per filo e per segno cosa è successo XD) Comunque dalla prossima puntata i misteri cominceranno a svelarsi, alcune trame si chiuderanno e se ne apriranno altre.

    [EDIT: moonacre nei commenti alla puntata non si possono fare riferimenti ai trailer del prossimo episodio (così come non sono fatti nelle recensioni) perchè è spoiler per chi non vuole guardarli. Oltretutto, le tue “supposizioni” sembrano un tantino troppo dettagliate per essere solo “supposizioni” e non spoiler letti.]

    comunque chi è SIMON? il figlio di broyles?

     
  • dezzie86 L'autore dell'articolo

    Simon non saprei, ma ho pensato subito al fantomatico uomo con la X che dovrebbe uccidere Olivia.
    Comunque io questa cosa che Peter non sia mai esistito non la digerisco: se non è mai esistito veramente, e quindi NON HA MAI CONOSCIUTO Olivia, come hanno fatto i sentimenti di lei e degli altri a riportarlo in vita? Cioè, capirei se Peter fosse scomparso di punto in bianco E DA LI’ IN POI fosse cambiato tutto. Ma qui sembra essere cambiata la vita di tutti fin dall’inizio. E’ una cosa che non ha senso. Praticamente hanno cancellato tre stagioni, se fosse così.

     
  • Antonio

    Non capisco sinceramente questo accanirsi contro Fringe. Gli autori stanno facendo uno sforzo immane per rispondere a tutto, anche a cose per le quali qualcuno aveva perso ogni speranza (il trip futuristico di Peter vi dice qualcosa?). Standing ovation per gli sceneggiatori, per quanto mi riguarda. Anche Broyles è stato caratterizzato in continuità con la linea temporale precedente (altro che lasciata a morire lì!), a dimostrazione che se i fatti sono cambiati, i personaggi restano, nel bene e nel male, quello che sono. Bolivia ci aveva già dato mostra della sua umanità nella timeline originaria, vederla in quest’episodio mi ha detto definitivamente che Liv è il personaggio più bello e toccante che sia mai stato caratterizzato, in qualunque universo.
    Tornando alla dolente questione della timeline, che pare sia stata per molti motivo di discesa per Fringe: la genialata è che è QUESTA la timeline originaria, quella in cui Peter non sarebbe dovuto esistere. E questo si ricollega al motivo iniziale di rottura dei due universi (e di serie stessa), quando Peter è passato nell’universo blu.
    Se questa non è una sceneggiatura con i controcoglioni (intelligente, sperimentale, coraggiosa, intimista…) ditemi voi cos’è.
    Come Fringe nessuno mai.

    Dezzie86: non c’è risposta al tuo quesito, ma per come la vedo io la bellezza risiede proprio in questo. Peter non è mai esistito, ma in qualche modo è esistito. Le prime tre stagioni non sono state affatto inutili, per i motivi di cui sopra. C’è una certa continuità fra le prime tre e questa quarta sperimentale che, per mio modesto parere, ha definitivamente consacrato Fringe quale prodotto più bello e coraggioso degli ultimi anni (il migliore per me, ma è un parere strettamente personale). Come Lost, che analizzava la dicotomia fede/ragione, Fringe si avventura nel mondo rischioso cella lotta fra scienza oggettiva e soggettività delle emozioni. Quelle che ”resuscitano” Peter, ma il discorso è un po’ più complesso di così: Peter torna per un fallimento di cancellazione, Olivia si ricorda di lui perché il Cortexiphan (ma questo non viene spiegato, lo si deduce dal fatto che Liv è ”speciale”) amplifica le sue emozioni (e i ricordi a esse collegati) fino a portarle oltre questa timeline, Walter capisce che si tratta proprio del ”suo” Peter, e per un padre avere avuto a che fare o meno con il proprio figlio negli ultimi quattro anni, beh, non credo faccia molta differenza 😉 Lo ama sempre e comunque.
    In realtà l’assenza di Peter cambia un bel po’ di cose, perché se ricordi (ad esempio) Olivia e Peter si incontrano da bambini, e più volte ci hanno detto che l’assenza di una persona dall’equilibrio di un universo, può cambiarne completamente le sorti (il famoso battito d’ali della farfalla nella prima stagione). Quindi credo sia tutto spiegato, è che Fringe richiede delle riflessioni che molto spesso altri telefim confondono con spiegoni didascalici, col risultato di banalizzare un po’ il tutto. E Fringe è un’altra cosa.

     
    • Penny Lane

      “gli autori stanno facendo uno sforzo immane per rispondere a tutto”

      ma è proprio quello il punto! Lo sforzo è evidente, un buon prodotto deve essere capace di portare sullo schermo un contenuto “semplice” (non “facile”), come un ballerino che deve eseguire un passo difficilissimo che richiede molto sforzo: la differenza tra bravura tecnica e talento sta nel mostrare un’espressione rilassata, essere leggiadri anche mentre si compiono passi estremamente complessi. Non so se la metafora rende l’idea…

      Le spiegazioni dell’amore che tutto può e del butterfly effect sono a dir poco banali e prive dell’originalità che ha sempre elevato Fringe. Mi sembrano delle spiegazioni salvagente, che alla fine giustificano tutto e niente.

       
  • Antonio

    Che dirti, in fondo ormai non è semplice scrivere contenuti che siano originali e ‘mai visti’ (anche se continuerò ad affermare che la cancellazione di Peter sia una delle cose meglio riuscite degli ultimi anni) ma credo che la differenza risieda nel come vengono affrontati, e a mio parere Fringe ha vinto la sfida.
    ‘L’amore che tutto può’, forse anche lì c’è stato un qui pro quo formale nelle parole dell’Osservatore, che potevano essere espresse meglio, riferendosi al Cortexiphan che gioca sull’amplificazione delle emozioni di Olivia. Forse sarebbe stato meno ‘banale’ per chi nell’amore ci vede sempre e solo banalità. Io il concetto di amore e memoria l’ho trovato toccante e straordinario, per nulla smielato per com’è stato affrontato (anche grazie alle sacre doti attoriali di Anna Torv). Sono opinioni, nient’altro. Per me Fringe resta un ottimo prodotto, e oltremodo coraggioso. 🙂

     
  • dezzie86 L'autore dell'articolo

    Che Fringe sia un prodotto coraggioso non ci sono dubbi: si sono avventurati in un terreno molto insidioso facendo scomparire Peter, di questo siamo consapevoli tutti. Però concedemi che lo sforzo da fare per capire come stanno andando le cose è troppo elevato. In Lost c’era un livello simile di complessità di trama, ma alla fine di ogni puntata si potevano tirare le fila con uno sforzo ben minore. A me piacciono quelle serie che fanno fanta-filosofia, come lo è sicuramente Fringe (mi viene in mente la puntata “White Tulip”), ma non so, sono arrivato ad un punto in cui non riesco a raccapezzarmi. Sembra che le prime due stagioni siano un telefilm con una storia completamente diversa.