Se gli episodi precedenti di Awake avevano evidenziato una pericolosa deriva verso la noia, questi ultimi non fanno che confermare il calo progressivo di qualità della serie, ormai lontana parente della bellezza del Pilot, di cui, a conti fatti, non è rimasto più nulla, tra indagini soporifere e risvolti familiari involontariamente inquietanti.
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Game Day
Fin dall’inizio erano chiare le tre strade su cui Awake si sarebbe mosso: il lato crime dei casi polizieschi della settimana e del complotto, l’indagine/analisi delle due realtà parallele (con l’aiuto dei due psicologi) e il lato più strettamente drama, con le vicende familiari del protagonista. Arrivati al nono episodio, possiamo dire che l’unica direzione a rimanere quantomeno degna d’interesse è proprio quest’ultima, seppure anch’essa incastrata in logiche mal strutturate che si muovono tra il cliché e la forzatura. Il “family drama” del detective Britten è infatti l’unico aspetto della serie che quanto meno può ancora offrire, come in questo caso, un decente cliffhanger.
Ciò che infatti proprio non funziona più è la struttura “a due universi” che caratterizza la serie: ormai non solo il suo fascino si è spento, perdendo tutta la sua complessità e riducendosi, come vediamo in questo episodio, al banale schema del “What if…?” (come vanno gli eventi se a una partita vince una squadra e cosa accade se invece vince l’altra?), ma anche la sua utilità pare essere solo quella di far trovare al protagonista determinati indizi in una realtà, che rimandano ad un’indagine che si sta sviluppando nell’altra. Ogni approfondimento psicologico sta progressivamente abbandonando la scena, così come il mistero principale su cui sembrava orientarsi la serie ai suoi albori: qual è la vera realtà tra le due? Qual è il sogno? Come si sono originati questi due universi? Perché sembrano richiamarsi l’uno all’altro? Ma soprattutto: quali sono gli effetti che a lungo andare queste due realtà possono avere sulla psiche di Michael? Del resto, a parte una appena accennata (e giustificata) insofferenza, Britten sembra aver ormai accettato il suo nuovo “way of life” e non sembra mai realmente messo in difficoltà dal dover vivere questa doppia vita.
In questo episodio, la debolezza della struttura portante è oltremodo messa in rilievo dai casi investigativi di puntata, che nelle loro evoluzioni sfiorano il ridicolo: nella realtà verde, l’assassino viene scoperto non perché, come in ogni crime che si rispetti, il cappellino rinvenuto sulla scena del crimine viene fatto analizzare, ma perché giorni dopo si scopre che non calza alla vittima e che quindi non può essere suo. Nell’altra realtà, la fiera del già visto ci sorprende con un caso in cui tutti gli indizi sembrano puntare su un uomo (François Chau, il Marvin Candle di Lost), per poi rivelarsi tutto un piano della moglie per aiutare il marito in difficoltà. Il problema non è tanto lo scarso appeal del “case of the week” (il centro della trama non dovrebbe essere quello, quindi lo si potrebbe anche tollerare), ma il fatto è che tutto ciò che gli ruota attorno manca, quindi logica vuole che l’attenzione dello spettatore si sposti tutta proprio sull’omicidio di turno.
Purtroppo, da qualche episodio a questa parte, i singoli casi sono di rara bruttezza, incidendo in maniera più che negativa sulla qualità della puntata. Se poi si pensa che siamo solo alla prima stagione, quando dunque le idee non dovrebbero mancare e la serie dovrebbe essere fresca e piena di spunti, capiamo allora il perché della fuga di spettatori che sta condannando la serie alla cancellazione.
Voto: 5
Slack Water
Veniamo dunque al cliffhanger che ha chiuso il nono episodio e ha giustamente caratterizzato la maggior parte di questo Slack Water: la gravidanza di Emma, la fidanzatina di Rex. Anche in questo caso, se da una parte è apprezzabile il tentativo di dare una forte scossa alla vicenda, dall’altra nemmeno questa scelta convince del tutto e non solo a causa delle evidenti forzature narrative (possibile che in 5 mesi nessuno si sia preso la briga di avvisare i Britten che loro figlio aveva messo incinta una ragazzina? Possibile che i genitori di questa, sapendo che la figlia è scappata a casa di sconosciuti, semplicemente si “arrabbino” ma non facciano nulla per andare a riprendersela?).
Il fatto è che abbiamo da una parte una coppia di genitori eccitati (anche in modo preoccupante, a dir la verità) all’idea della “traccia” (e che traccia!) che il figlio avrebbe lasciato in questo mondo, dall’altra una coppia che invece è dipinta in maniera eccessivamente negativa, quando è l’unica che, seppur sbagliando, tenta di essere un minimo razionale.
Ciò che infatti lascia perplessa è la luce positiva che avvolge in questo caso il comportamento dei Britten, quando invece, dimostrando un’immaturità e una mancanza di lucidità nel gestire l’evento, si sono alla fine praticamente sostituiti ad altri genitori (quasi dipinti come mostri, non si capisce bene poi perché), “adottando” una figlia surrogata solo perché porta in grembo il loro nipote. Probabilmente dipenderà dai gusti soggettivi di ognuno, ma il finale in cui tutti felici e sorridenti guardano la maratona di X-Files, più che tenera e commovente, finisce per apparie involontariamente creepy e inquietante. In tutto questo, la svolta narrativa peggiore risulta però la decisione da parte dei due coniugi di non trasferirsi più, il che rende completamente inutile tutto ciò che abbiamo finora visto negli episodi precedenti. Un arco narrativo può anche infatti ritornare al punto di partenza, ma il percorso dovrebbe comunque esser servito a portare dei cambiamenti interiori nei personaggi e in ciò che li circonda.
Michael e Hannah invece non sono cambiati e la loro decisione di restare nemmeno è frutto di una maturata consapevolezza interiore, bensì di una costrizione dovuta a fattori esterni. A cosa sia servita quindi tutta la solfa di Portland a questo punto è un mistero che resterà tale.
Tutto ciò si affianca poi a nuove trame investigative sempre più fiacche: non solo quella dell’universo verde (il modo con cui il criminale di turno si fa fregare, avendo per giunta intuito che il suo interlocutore ha un microfono nascosto, è quasi ridicolo), ma anche quello dell’universo rosso funziona male, pur riportandoci all’attenzione il famigerato complotto. Il problema è che anche questa trama orizzontale si sta addentrando in luoghi pericolosamente banali: non è che alla fine Britten lo volevano morto solo per non farlo indagare su un traffico di eroina in cui sono coinvolti i vertici corrotti del suo dipartimento? Sai che novità. Davvero è solo questo che c’è dietro? Ci auguriamo di no, altrimenti sarebbe l’ennesimo buco nell’acqua della serie, il cui unico punto di forza a questo punto sono ormai rimasti i due psicologi. E il bello è che anche di loro non c’è più traccia. Britten dovrebbe investigare su quello, di certo è al momento il mistero più interessante.
Allora un paio di cose sulle due puntate: Awake comincia a dare segnali preoccupanti e su questo sono d’accordo (non ho più l’attesa impaziente di guardare l’episodio successivo e soprattutto,e mi sembra veramente strana come cosa,mentre all’inizio i casi si legavano con la trama principale ora non riescono più a creare appeal e a legarsi, MA NON SAREBBE STATO MEGLIO IL CONTRARIO???) soprattutto sulla schizofrenia che oltre al protagonista sta dando anche ai suoi seguaci… io non riesco a capirci più niente; a malapena identifico lo psicologo con il familiare sopravvissuto (ed ancora faccio fatica a ricordare in quale realtà si trovino i due colleghi) se poi NON viene spiegato manco a quale realtà si riferiscono i dialoghi tra i 2 capo-detective (che con la storyline del complotto potrebbero interessare anche SOLO una realtà e se così fosse ancora potrei salvare il tutto) allora diventa tutto molto difficile da gestire. Hanno abbandonato in queste 4 puntate la figura degli psicologi (senza motivazioni tra l’altro) che avevano la funzione di farci capire le vicende che avvenivano in una realtà e come si potevano legare RAZIONALMENTE all’altra (ed abbandonando la loro figura ovviamente crolla tutto il castello delle prime puntate che,nonostante tematiche e vicende molto differenti tra loro,aveva retto il tutto in maniera anche pregevole secondo me); ora sembra che diano tutto per scontato e che gli spettatori abbiano capito il meccanismo e che quindi la figura dei psicologi sia quasi superflua,mentre invece sta venendo su un minestrone di cose che non riesci nè ad identificare nè a collocare nello “schema” generale ergo NON CI STO CAPENDO PIU’ NIENTE xD…
Salvo tuttavia la gestione dei personaggi che,secondo me, hanno avuto reazioni più che comprensibili; anche a me ha inquietato la scena finale di loro che mangiano la pizza guardando la maratona di X-files, ma secondo me non volevano rendere l’idea di una famiglia felice alla mulino bianco,tutt’altro, io credo (e l’ho interpretata così) che sia la volontà degli autori di farci capire quanto sia difficile abbandonare le proprie certezze,partendo dal trasferimento di Britten (paura di smettere di vivere entrambe le realtà) fino alla mancanza della quotidianità con una figura da crescere e proteggere per la moglie… Per cui sintetizzando è da bocciare completamente sia la parte investigativa che quella della trama orizzontale (che cmq non considero ancora molta o da seppellire) ed invece promuovo pienamente la parte “sentimentale”;è ovvio però che la fortuna di questa serie è da attribuire all’originalità della trama orizzontale,per cui è FONDAMENTALE che nelle prossime puntate puntino su quello (sperando nell’aiuto degli psicologi xD)…
@markmay: ma per capire in che realtà sono i due capi basta guardare il filtro, se è rosso o verde… il complotto è tutto nella parte rossa, se memoria non mi inganna
d’accordo con la recensioni, MI MANCANO i due dottori (il cui ruolo secondo me era fondamentale), ma non sono d’accordo sulla questione della gravidanza. Cioè, che sia un filo inquietante il finale ci può stare, ma che i genitori della ragazza decidano di farle dare via il bambino è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non importa se tua figlia ha 15, 16 anni, se rimane incinta è LEI a portare un bambino in grembo, puoi cercare di farla ragionare sulla sua vita, ma la decisione ultima spetta a lei e trovo che quel “ti portiamo la valigia, stattene pure dai britten” sia veramente di una bassezza improponibile. E comunque è tutto sommato comprensibile che i britten si attacchino all’idea di un nipote, data la morte di Rex. Non dico che sia la cosa più sana del mondo, ma credo sia una reazione umana.
No, no, ma io non voglio dire che il comportamento dei genitori di Emma sia corretto (infatti a proposito avevo scritto nella rece “seppur sbagliando”)… lo trovo assolutamente riprovevole il loro modo di affrontare la questione, ma trovo riprovevole anche quello dei Britten, con l’unica differenza che invece sul loro modo di comportarsi viene quasi gettata una luce positiva nell’episodio. Era quella la cosa su cui non ero d’accordo.
Come i genitori di Emma sono ossessionati dall’idea che la vita della ragazza possa essere rovinata, i Britten sono ossessionati dall’idea di avere questo bambino perché è l’unica cosa che è rimasta di Rex. L’impressione mia (soggettiva, ripeto) è che a nessuna delle due coppie freghi veramente qualcosa della ragazza, ma che siano entrambe mosse dai loro egoismi. La moglie di Britten arriva anche a dirlo in una scena, ma sembra più uno sfogo buttato lì che una reale presa di coscienza. Ecco perché la scena finale mi ha infastidito.
La domanda che mi è venuta spontanea alla fine è stata: ma se Emma avesse VOLONTARIAMENTE deciso di dare in adozione il bambino, o che ne so, di abortire, i Britten sarebbero stati comunque così buoni, affettuosi e comprensivi?
ma a quel punto la ragazza sarebbe rimasta con i propri genitori ed il problema non si sarebbe posto xD
Visto che i genitori non approvano la scelta della ragazza i Britten (si spera temporaneamente visto che non esiste che i genitori ti lasciano andar via perchè non fai quello che ti dicono,anche se si tratta di un tema importante) la tengono in casa in quanto legati alla ragazza in quanto madre del loro nipote ma anche come ricordo del figlio perduto.
Per quanto riguarda il filtro (essendo la capo detective presente in entrambe le realtà) non avevo capito che si legasse solo ad una realtà, questo mi fa sorgere un’ultima speranza sulle due realtà e su cosa le ha provocate; spero che (in caso di probabile mancato rinnovo) trovino un finale decente per una serie che cmq merita di avere una sua compattezza ed uniformità finale.
Sono d’accordo. Awake era partito molto bene e la storyline mi aveva intrippato, ma purtroppo si sono persi per strada. Se ripenso alla 1×05 (vero gioiellino e punto più alto della serie) e vedo che sono passate solo 5 puntate e non 5 stagioni, rimango basito. Perchè tra quell’episodio e i successivi – con il “Filler dei Filler” 1×08 – c’è un baratro impressionante.
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Allora un paio di cose sulle due puntate: Awake comincia a dare segnali preoccupanti e su questo sono d’accordo (non ho più l’attesa impaziente di guardare l’episodio successivo e soprattutto,e mi sembra veramente strana come cosa,mentre all’inizio i casi si legavano con la trama principale ora non riescono più a creare appeal e a legarsi, MA NON SAREBBE STATO MEGLIO IL CONTRARIO???) soprattutto sulla schizofrenia che oltre al protagonista sta dando anche ai suoi seguaci… io non riesco a capirci più niente; a malapena identifico lo psicologo con il familiare sopravvissuto (ed ancora faccio fatica a ricordare in quale realtà si trovino i due colleghi) se poi NON viene spiegato manco a quale realtà si riferiscono i dialoghi tra i 2 capo-detective (che con la storyline del complotto potrebbero interessare anche SOLO una realtà e se così fosse ancora potrei salvare il tutto) allora diventa tutto molto difficile da gestire. Hanno abbandonato in queste 4 puntate la figura degli psicologi (senza motivazioni tra l’altro) che avevano la funzione di farci capire le vicende che avvenivano in una realtà e come si potevano legare RAZIONALMENTE all’altra (ed abbandonando la loro figura ovviamente crolla tutto il castello delle prime puntate che,nonostante tematiche e vicende molto differenti tra loro,aveva retto il tutto in maniera anche pregevole secondo me); ora sembra che diano tutto per scontato e che gli spettatori abbiano capito il meccanismo e che quindi la figura dei psicologi sia quasi superflua,mentre invece sta venendo su un minestrone di cose che non riesci nè ad identificare nè a collocare nello “schema” generale ergo NON CI STO CAPENDO PIU’ NIENTE xD…
Salvo tuttavia la gestione dei personaggi che,secondo me, hanno avuto reazioni più che comprensibili; anche a me ha inquietato la scena finale di loro che mangiano la pizza guardando la maratona di X-files, ma secondo me non volevano rendere l’idea di una famiglia felice alla mulino bianco,tutt’altro, io credo (e l’ho interpretata così) che sia la volontà degli autori di farci capire quanto sia difficile abbandonare le proprie certezze,partendo dal trasferimento di Britten (paura di smettere di vivere entrambe le realtà) fino alla mancanza della quotidianità con una figura da crescere e proteggere per la moglie… Per cui sintetizzando è da bocciare completamente sia la parte investigativa che quella della trama orizzontale (che cmq non considero ancora molta o da seppellire) ed invece promuovo pienamente la parte “sentimentale”;è ovvio però che la fortuna di questa serie è da attribuire all’originalità della trama orizzontale,per cui è FONDAMENTALE che nelle prossime puntate puntino su quello (sperando nell’aiuto degli psicologi xD)…
@markmay: ma per capire in che realtà sono i due capi basta guardare il filtro, se è rosso o verde… il complotto è tutto nella parte rossa, se memoria non mi inganna
d’accordo con la recensioni, MI MANCANO i due dottori (il cui ruolo secondo me era fondamentale), ma non sono d’accordo sulla questione della gravidanza. Cioè, che sia un filo inquietante il finale ci può stare, ma che i genitori della ragazza decidano di farle dare via il bambino è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non importa se tua figlia ha 15, 16 anni, se rimane incinta è LEI a portare un bambino in grembo, puoi cercare di farla ragionare sulla sua vita, ma la decisione ultima spetta a lei e trovo che quel “ti portiamo la valigia, stattene pure dai britten” sia veramente di una bassezza improponibile. E comunque è tutto sommato comprensibile che i britten si attacchino all’idea di un nipote, data la morte di Rex. Non dico che sia la cosa più sana del mondo, ma credo sia una reazione umana.
Per tutto il resto, Awake è una vera delusione
No, no, ma io non voglio dire che il comportamento dei genitori di Emma sia corretto (infatti a proposito avevo scritto nella rece “seppur sbagliando”)… lo trovo assolutamente riprovevole il loro modo di affrontare la questione, ma trovo riprovevole anche quello dei Britten, con l’unica differenza che invece sul loro modo di comportarsi viene quasi gettata una luce positiva nell’episodio. Era quella la cosa su cui non ero d’accordo.
Come i genitori di Emma sono ossessionati dall’idea che la vita della ragazza possa essere rovinata, i Britten sono ossessionati dall’idea di avere questo bambino perché è l’unica cosa che è rimasta di Rex. L’impressione mia (soggettiva, ripeto) è che a nessuna delle due coppie freghi veramente qualcosa della ragazza, ma che siano entrambe mosse dai loro egoismi. La moglie di Britten arriva anche a dirlo in una scena, ma sembra più uno sfogo buttato lì che una reale presa di coscienza. Ecco perché la scena finale mi ha infastidito.
La domanda che mi è venuta spontanea alla fine è stata: ma se Emma avesse VOLONTARIAMENTE deciso di dare in adozione il bambino, o che ne so, di abortire, i Britten sarebbero stati comunque così buoni, affettuosi e comprensivi?
ma a quel punto la ragazza sarebbe rimasta con i propri genitori ed il problema non si sarebbe posto xD
Visto che i genitori non approvano la scelta della ragazza i Britten (si spera temporaneamente visto che non esiste che i genitori ti lasciano andar via perchè non fai quello che ti dicono,anche se si tratta di un tema importante) la tengono in casa in quanto legati alla ragazza in quanto madre del loro nipote ma anche come ricordo del figlio perduto.
Per quanto riguarda il filtro (essendo la capo detective presente in entrambe le realtà) non avevo capito che si legasse solo ad una realtà, questo mi fa sorgere un’ultima speranza sulle due realtà e su cosa le ha provocate; spero che (in caso di probabile mancato rinnovo) trovino un finale decente per una serie che cmq merita di avere una sua compattezza ed uniformità finale.
Sono d’accordo. Awake era partito molto bene e la storyline mi aveva intrippato, ma purtroppo si sono persi per strada. Se ripenso alla 1×05 (vero gioiellino e punto più alto della serie) e vedo che sono passate solo 5 puntate e non 5 stagioni, rimango basito. Perchè tra quell’episodio e i successivi – con il “Filler dei Filler” 1×08 – c’è un baratro impressionante.