The Killing – 2×11 Bulldog 1


The Killing - 2x11 Bulldog«We are so close», diceva Holder qualche puntata fa ad una Linden sempre più persa nei meandri della sua mente stanca. Il cerchio si chiude ancora di più sul colpevole (o i colpevoli) dell’omicidio della povera Rosie Larsen. The Killing giunge agli sgoccioli, facendo una cosa magistrale: spostare quasi tutta l’attesa dall’identità del colpevole al movente dell’assassinio.

I dolori del giovane Richmond

Si respira aria di festa nel quartier generale di Richmond: in un giorno viene dimezzato lo svantaggio percentuale rispetto ad Adams, e quindi, in teoria, ci sono ancora margini di recupero. Ma è ovvio che l’ottimismo (una delle poche scene del genere che ci regalano gli autori in 24 puntate) è destinato a essere disintegrato in men che non si dica.
The Killing - 2x11 BulldogAdams è messo alle strette dal video virale messo in rete da Gwen, così si vede costretto a minacciare di persona Richmond, facendogli presente che lui sa del suo tentato suicidio. Ecco, questa parte politica della puntata – come molte altre volte – l’ho trovata un po’ debole e scontata: perché Richmond fa subito presente ai suoi collaboratori che intende ritirarsi per non compromettere tutta una carriera, ma si intuisce subito che non ne ha la minima voglia.
Richmond ormai ci è presentato come un uomo dai principi sani (certo, era un cliente del Beau Soleil, ma la carne è debole), che difficilmente si lascia convincere dalle minacce dei suoi avversari. Il discorso che fa il politico davanti ai suoi elettori è girato e scritto molto bene, e Billy Campbell è davvero convincente nel personaggio, ma era abbastanza scontato; allo stesso modo, credo che questo lato umano sfoderato da Richmond sia la molla per recuperare quei due punti percentuali che mancano per vincere le elezioni.
Solo nel finale, come vedremo tra poco parlando delle indagini, il lato politica acquisisce un senso più interessante e collegato al tutto: ma è dall’inizio che questa parte del racconto è la più debole. Vedremo se negli ultimi due episodi ci sarà una svolta in grado di lasciarci basiti.

Se vuoi far ridere Dio…

The Killing - 2x11 BulldogAnche il filone dei Larsen si apre inaspettatamente con una scena piena di gioia famigliare: il bulldog che è amato da tutti e la buona novella che riguarda la casa che Stan aveva comprato per la famiglia, all’insaputa di tutti. Vedere Stan contento mi ha fatto una certa impressione, il che dimostra come questa serie sia piena di attori fenomenali.
Ma anche qui, ovviamente, tutto ritorna a dove si era partiti, e cioè al lutto e alla disperazione: Terry ritrova per caso le foto di Rosie nel bagagliaio, fatte avere a Stan da Janek. L’immagine della ragazzina morta nell’acqua stride in maniera disturbante con quanto visto nei minuti immediatamente precedenti; questa differenza colpisce anche Stan, che viene contattato da Janek per un altro lavoro sporco: zittire un uomo che sta parlando con la polizia.
Stan è ormai un uomo svuotato, ma contento di aver trovato in Terry un surrogato di Mitch. Il paffuto genitore dice alla zia che lei è fatta per essere una mamma, e tutto questo miele, sommato alla confessione a cuore aperto che ha Terry nel raccontare la sua storia con Ames, mi ha accesso un campanello d’allarme: e se fosse davvero zia Terry la colpevole? Non chiedetemi dettagliatamente il perché, ma ho come l’impressione che c’entri qualcosa, avendo dei collegamenti diretti sia con Ames che con il Beau Soleil.
Nel finale c’è ancora spazio per un cambio di umore: Stan torna a casa dopo aver risparmiato l’uomo che doveva uccidere (e dopo che noi abbiamo visto la fine meritata che fa Janek) e incontra sulla strada la sua famiglia, intenta nei festeggiamenti per Halloween. Insomma, dovrebbe essere una serata serena, e invece il ritorno di Mitch scombussola ancora tutto, incrinando forse definitivamente l’equilibro che sembrava si stesse creando in casa dei Larsen.

La premiata ditta Linden & Holder

The Killing - 2x11 BulldogSarah e Stephen sono senza ombra di dubbio due dei migliori personaggi che si siano visti nell’ultimo anno di serie tv; al di là della bravura smisurata dei due attori, i personaggi sono estremamente bilanciati e amalgamati alla perfezione.
La scena che precede l’entrata trionfale al casinò è molto ben fatta, preludio a una sorta di invasione della giustizia nel luogo del misfatto: quando Holder sbatte letteralmente in faccia alla scagnozza di Johnson il mandato ho applaudito. Gli autori sono stati molto bravi anche a farci credere che le due indiane avessero effettivamente trovato la keycard: quando Linden guarda in quel modo Holder mi è quasi caduto il mondo addosso. Tutto questo per prepararci alla migliore scena “badass” di sempre: Linden che fa vedere la card alla telecamera dell’ascensore vale da sola tutta la stagione.
Ma a chi mai telefonerà il capo Johnson, dicendo «hanno trovato la tua keycard»? Io non credo che il colpevole sia né Gwen, né Jamie. Al di là del “troppo facile” (ormai mancano due episodi, quindi ci può anche stare che ci rivelino il colpevole già nella 2×12), i motivi sono altri: Gwen era nel motel ad aspettare il ritorno di Richmond, e Jamie – al momento – non avrebbe nessun motivo per aver ammazzato Rosie. La keycard dovrebbe essere effettivamente o di uno o dell’altra: ma da qui credo che si risalirà a chi l’ha potuta rubare e poi successivamente piazzare al decimo piano – che, tra l’altro, non è nemmeno il luogo del delitto.

Come detto, siamo vicini alla conclusione, ma paradossalmente ancora lontanissimi. Sono molto fiducioso nel fatto che ci attenda un colpo di scena tremendo: il fatto che a soli 80 minuti dalla fine nessuno tra noi spettatori abbia ancora capito con certezza chi ha brutalmente ucciso una ragazzina, dimostra il buon lavoro svolto in fase di sceneggiatura. Lo dicevo qualche tempo fa, l’ho ridetto prima e lo ridico adesso: ormai a catalizzare tutta l’attenzione non è più tanto il chi, ma soprattutto il perché.

VOTO: 7/8

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Informazioni su Ste Porta

Guardo tutto quello che c'è di guardabile e spesso anche quello che non lo è. Sogno di trovare un orso polare su un'isola tropicale.


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Un commento su “The Killing – 2×11 Bulldog

  • Aragorn86

    Ah, allora non è venuto solo a me il dubbio che la zia Terry non ce la racconti giusta? A me più che il dialogo con Stan mi ha fatto scattare il campanello la scena in cui trova la foto: mi ha dato la sensazione che non fosse turbata tanto per il corpo di Rosie, quanto perché forse le ricordava ciò che aveva fatto. Cioè, mi ha dato l’idea di una di quelle scene fatte apposta per farti dire, quando le rivedrai sapendo chi è l’assassino: “Ah, vedi, qua pensavo che… e invece…”. 😀

    Anche perché un ultimo colpo di scena dovrà esserci… è giusto stringere ormai il campo visto che mancano solo due puntate, ma ridurlo già a soli due personaggi (anzi a uno, perché Gwen non può essere stata) forse è un po’ troppo. Azzarderei a dire a questo punto che Jamie era lì quella sera, ma non è stato lui l’assassino. Certo che se è stata Terry, me la rido… nella prima stagione fu la mia prima scelta, era la “classica parente che se ne sta un po’ in disparte, tanto buona e caruccia, ma che c’ha un’invidia grossa quanto una casa per la sorella che si è fatta la famigliola felice”. Poi però la storia ha preso altre pieghe e l’ho scartata quasi subito.

    Sono d’accordo sul grande lavoro che comunque hanno fatto. A 80 minuti dalla fine abbiamo molti indizi per poter fare ipotesi, ma ancora nessuna certezza sul “chi” e sul “perché”. Cioè, ce lo ricordiamo quando l’anno scorso ancora parlavamo del professoruncolo infatuato della sua allieva? E guarda adesso che trama hanno tirato fuori. Differenza abissale.