
Tuttavia, la puntata non si concentra solo sull’Authority: come da tradizione, True Blood ci mostra esattamente cosa stanno facendo tutti i personaggi, e guai a lasciarli a casa una puntata che sia una.

I will never forgive either of you

I will always be a Christian first and a vampire second
Il Reverendo Newlin era un altro candidato a non prendere benissimo il fatto di essere stato trasformato in un vampiro, ma a quanto pare ha fatto pace con la questione abbastanza in fretta; è curioso infatti come non si crei alcun tipo di problema a dichiarare in tv la sua nuova natura, ma non riesca a fare lo stesso con la sua omosessualità (segno dei tempi, ahimé, che un cristiano possa dirsi vampiro ma che si senta ancora costretto a mentire sul suo orientamento sessuale). Ad ogni modo, tolto l’allegro ma abbastanza inutile siparietto con Jessica (“Fang boner and… real boner”), per il momento non ha ancora granché da dire, se non forse l’essersi tirato dietro le ire dei fang-haters che prima lo vedevano come un punto di riferimento e ora come un traditore.

Ora, chiariamo subito questo: qualunque cosa dia a Pam più minutaggio è sempre ben accetta, soprattutto se ce la mostra come tenutaria di un bordello intenta a nutrirsi di granchio e Campari (e soprattutto se ci mostra anche Eric che si lecca le dita con tutta quell’eleganza); ma non so se sia stata una buona scelta infilarla in una puntata già così densa di argomenti. Comunque, proprio perché è Pam e soprattutto perché con la frase “God damn them” ci fa capire subito da che parte stesse prima di incontrare il suo Maker, lo spazio dedicatole è cosa buona e giusta e anzi mi auguro che finalmente (tra i flashback e il suo ruolo di Creatrice di Tara) si prenda sempre più spazio, fino a cancellare Sam dalla trama.
Dato che le storyline in questa serie si moltiplicano come i licantropi nella Louisiana, dedicherò solo due parole a Jason/Hoyt e a Terry/Arlene, seppur per motivi diversi. Se i primi, infatti, sono ancora presi in uno stallo da “Bubba scusa”/ “Eh ma tu ti sei fatto la mia ragazza” (e va bene, è realistico, ma forse sarebbe anche ora di finirla qui), i secondi preannunciano degli svolgimenti potenzialmente interessanti, ma fino ad ora privi di grandi dettagli. Aspettiamo quindi prossimi sviluppi, sperando che si tratti di qualcosa di ben diverso dalla vicenda “Baby Not Yours” dell’anno scorso.
The first. The Last. The Eternal.
Arriviamo finalmente alla parte migliore dell’episodio. Come sostenevo già a più riprese l’anno scorso, quando True Blood la butta in politica fa sempre la scelta giusta; in questo caso, poi, l’introduzione di una tematica religiosa con tanto di riferimenti e paralleli al nostro vero mondo colpisce nel segno e ci consegna una macchinazione che fa già presagire non pochi conflitti all’interno del mondo vampiro.


Per ora Bill e Eric (che ormai sono così cicci da cercare di salvarsi la vita reciprocamente) hanno guadagnato un po’ di libertà usando Russell Edgington come moneta di scambio; ma non credo ci sarà da stare molto tranquilli. Roman appare già come un personaggio più complicato del previsto e anche Salomè (una dignitosissima Valentina Cervi) darà del filo da torcere a Fuckup One e Fuckup Two.
L’episodio si divide quindi tra parti appassionanti e storyline sempre al limite dello sbadiglio, però devo dire che – forse complice una sezione davvero buona come quella dell’Authority – la puntata scorre via discretamente bene e soprattutto getta delle ottime basi per questa stagione (insieme al finale che ci mostra Russell Edgington in convalescenza).
Voto: 7 ½
Note:
– c’è un’evidente intento nel sottolineare le capacità telepatiche di Sookie: con Lafayette, al negozio anti-vampiri, nel flashback della puntata scorsa con Tara. Dobbiamo aspettarci un ritorno delle fate?
– Hoyt non può dire le parolacce in casa, ma la signora Fortenberry non le manda certo a dire. E noi la amiamo anche per questo.
– le torture sono famose anche tra i vampiri e credo che non sia casuale il parallelo tra i raggi UV e la luce costantemente accesa, il cui utilizzo viene denunciato in parecchie strutture come “metodo” per far parlare i detenuti.
– Best Line Ever: “Do something” “I am. I’m laughing”. Grazie, Pam.

Bella recensione come sempre, Fede.
Ma sei riuscita a confondermi le idee sui Sanguinsti!: da quel che ho capito io da una parte c’è l’Authorty e dall’altra i Sanguinisti!
L’Authority vuole sottomettere gli uomini a semplice pasto, mentre i Sanguinisti vogliono l’integrazione.
Sbaglio io?
eh no, è il contrario: l’authority vuole l’integrazione (ti ricordi tutti gli sbattimenti di nan flanagan?) e i sanguinisti seguono alla lettera la bibbia dei vampiri. E’ stato comunque abbastanza un casino, ed è per quello che sostengo che all’interno dell’authority non tutti la pensino così.
In ogni caso, questo è un pezzo di dialogo che fa capire la posizione ufficiale dell’authority
“Every vampire on this council has committed our careers, our lives, our destinies, to mainstreaming. Coexistence with humans is not an option. It is a necessity. It is merciful. […..] Any threat to mainstreaming is a threat to us”
Mi sono rivista ora l’interrogatorio di Beeeel: era quello ad avermi tratto in inganno, per cui ho seguito al contrario tutto l’episodio.
E’ solo che a me l’Authority vista sotto il nuovo punto di vista Meloniano/sacerdotale la fa sembrare meno corporation come me l’ero immaginata ma più da pazzi esaltati veneratori di Lilitha.
Vediamo i prossimi episodi che si inventano.
La cosa che mi secca è che Russel ha ucciso il magister che non è stato rimpiazzato.
ma infatti è quello che mi ha lasciato il dubbio sulla coerenza interna all’authority. diciamo che tutti credono nella bibbia, ma c’è chi crede più al significato letterale (i sanguinisti) e chi invece la prende per quello che è e capisce che c’è bisogno di integrazione. e infatti era per quello che volevano russell morto, perché aveva ammazzato il giornalista in diretta dichiarando la supremazia o giù di lì dei vampiri.
il magister in effetti manca, comunque è meno importante dell’authority se non ho capito male
Ho rivisto da poco su Youtube degli spezzoni di vecchi episodi con in mezzo il magister: mi ero fatta un’idea diversissima dell’authority, una diversa gerarchia. Nel senso: ci sarà stato un magister in ogni area o uno in ogni stato? Sembrava che contasse di più, ma una volta eliminato il suo personaggio, sparito il ruolo. Mi stupisce a questo punto che abbiano sostituito Nan!
Comunque, aspettiamo l’evolversi degli eventi e vediamo cosa ci dicono di più.
PS: a morte quella vecchia nel consiglio…