The Newsroom – 1×05 Amen 1


The Newsroom - 1x05 AmenCon quel pizzico di retorica a cui Sorkin ci ha abituato, anche questo nuovo appuntamento con The Newsroom colpisce nel segno. Nonostante una trama più debole rispetto agli scorsi episodi, “Amen” si comporta molto bene, riuscendo ad alternare i due livelli, quello dei personaggi e della storia, con grandissima sapienza.

Come già accaduto nelle prime puntate, The Newsroom naviga senza intoppi su due correnti, i momenti comici – più o meno riusciti – ed altri momenti più seri, a tratti persino commoventi. È con questa chiave di lettura che si può godere della visione di episodi sempre piuttosto serrati nel ritmo sia degli avvenimenti che dei dialoghi. Da un lato, quindi, si lascia spazio a situazioni divertenti, come la lite tra Jim, Maggie e la terza incomoda, dall’altro si scende nell’intimo, in particolare nella guerra intestina alla ACN per destabilizzare News Night e nelle vicende personali del giovane Kahlid.

The Newsroom - 1x05 Amen

Giornalisticamente parlando, News Night si concentra sull’Egitto e sul tentativo di sovvertire il governo di Mubarak. Dopo l’assalto ad uno dei giornalisti della rete (su spinta di Don, che finalmente mostra anche una sua umanità), la redazione, con il suggerimento di Neal, si affida a Kahlid, un giovane egiziano che si fa conoscere con l’alias “Amen”. Questa è un’ottima occasione per poter indagare meglio anche sulla figura di Neal, il quale è stato testimone diretto del terribile attentato alla metropolitana di Londra nel 2005. Si evidenzia l’aspetto di un ragazzo che è riuscito a ricavare il meglio da una pessima situazione e che, quindi, non può che simpatizzare fortemente per il diciottenne Kahlid. È con questo presupposto che si comprende appieno e si forma una forte empatia con la sua seria preoccupazione alla scomparsa e cattura del ragazzo da parte dell’esercito d’Egitto. Sorkin sfrutta questo momento per sottolineare le difficoltà ed i pericoli che un giornalista sul campo di battaglia si ritrova a dover affrontare.

La questione del sequestro di Amen, però, si intreccia con quanto sta accadendo all’interno della stessa rete: Mackenzie scopre, infatti, che il suo fidanzato l’ha solamente usata per avere maggiore rilevanza politica. Questa azione viene immediatamente sfruttata dall’Atlantis World Media, il cui obiettivo primario è screditare News Night. Persino lo stesso canale, in un programma del mattino, si occupa delle vicende di Mackenzie ed è solamente il provvidenziale intervento di Charlie – con una minaccia così plateale da risultare godibilissima – riesce temporaneamente a fermare tutto.

The Newsroom - 1x05 AmenQuando, però, Nina Howard, la donna rifiutata nel precedente capodanno, ha in mente di tirar fuori una storia molto forte contro Mackenzie, Will torna ad indossare i panni della persona responsabile e, soprattutto, del capobranco. Può accettare di essere distrutto, di essere dileggiato su scala nazionale, ma nessuno può toccare i suoi uomini, soprattutto se si parla di Mackenzie. È esemplificativo che il tentativo di estorsione di Nina le si ritorca contro proprio quando la donna osa paragonarsi a Will e alla sua squadra. L’uomo non può accettare che ella si definisca una giornalista, non se la si confronta con Neal preoccupato per Amen, Don che si è slogato una spalla per cercare di risolvere i problemi del riscatto del giovane egiziano, Jim che, nonostante le ferite, è rimasto a lavorare senza sosta. Loro sono giornalisti e Nina ha proprio toccato il tasto che non le competeva. Tutto salta, ogni accordo diventa una vera e propria guerra senza esclusioni di colpi. Se prima l’uomo sembrava deciso a contrastare Leona, adesso vuole distruggerla se solo continuerà nella sua opera di discredito nei confronti del suo gruppo di giornalisti.

Will è a tal punto protettivo con i suoi che arriva a pagare personalmente i 250 mila dollari necessari per far rilasciare Kahlid dalla prigione governativa. La scena finale – che da più parti è stata ritenuta un po’ troppo retorica – fa parte di quel grosso calderone emozionale da cui Sorkin sa brillantemente cogliere ispirazione. Certo, forse il chiaro riferimento al film Rudy, di cui si era parlato in precedenza, è un po’ troppo irreale in questo mondo cinico e freddo, ma di tanto in tanto fa anche bene vedere qualcosa che ci fa credere il contrario.

The Newsroom - 1x05 Amen

Sul lato sentimentale, invece, nonostante sia San Valentino, si mette da parte il triangolo Don-Maggie-Jim, se non per qualche battuta e poco mordente. Il che non è un male, data la rilevanza che si è voluto dare ad altri aspetti della storia.

Infine, ultimo elemento importante è quel poco di spazio in più che viene dato a Sloane. Quando Mackenzie, infatti, le chiede aiuto per capire qualcosa di economia, si vede scopre un personaggio con un cervello tutt’altro che da sottovalutare. Anzi, permette anche di comprendere meglio alcuni aspetti della vita economica americana, come il celebre Glass-Steagall Act spiegato così brillantemente da riuscire ad essere capito anche da chi di economia, soprattutto americana, conosce ben poco. Qui Sorkin ruba anche dello spazio per un messaggio educativo che può essere, come già avvenuto con altri temi del passato, fonte di riflessione e discussione. Insomma, due piccioni con una fava.

Il gruppo autoriale di The Newsroom riesce, ancora una volta, nell’impresa di strutturare un episodio piuttosto godibile e serrato. Rispetto agli scorsi appuntamenti forse è stato un po’ meno incisivo e più sognatore, ma di questo non si può che parlarne positivamente, soprattutto se ben dosato.

Voto: 8 +

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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Un commento su “The Newsroom – 1×05 Amen

  • xfaith84

    Arrivo con notevole ritardo a commentare, quindi per farmi perdonare andrò subito al dunque.
    Quando ho visto quel finale lì mi sono messa a urlare “nononono non farlo ti prego”. Cioè, io son la prima a difendere quello che molti in questa serie hanno additato come retorica da 4 soldi, proprio perché io ci vedo sì della retorica, sì dell’idealismo, ma mi piace pure vederlo; perché a volte checcccavolo, bisogna anche vedere gente che ci crede e che le cose le fa funzionare bene, anche se magari le vicende sono poco realistiche. Insomma, fa bene al cuore guardarli che lavorano così presi bene, anche se nella nostra testa sappiamo che avere davvero una redazione così è una cosa più da sogno che da realtà (non è impossibile eh, ma improbabile sì.)
    Però quella scena finale lì, con tanto di citazione superplateale di Rudy, l’ho trovata stucchevole come poche.

    Detto questo, il resto rimane godibilissimo e personalmente non vedo l’ora di assistere ad uno scontro in cui Will, Charlie e Mackenzie cominceranno ad abbattere pezzo per pezzo Leona, ma soprattutto quella mezza calzetta del figlio XD
    Will quando va in diretta è uno spettacolo, faccio il tifo per lui saltando sul divano, ecco, lo ammetto.