
“Io vedo i cartelli Alla Larga più come suggerimento che come veri ordini. Come Lavare A Secco”.
Mercy. Misericordia. Come tutte le cittadine semidesertiche e decadenti che abbiamo imparato a conoscere dal buon Sergio Leone, anche il luogo in cui capitano Eleven e i Pond ha nel suo nome un concetto importante della storia americana: è quello del riscatto morale, del “ripartire da zero”, dimenticando le sventure e i peccati del passato per iniziare una nuova vita nella promettente terra delle grandi opportunità.

Come esprime chiaramente lo sceriffo Isaac (non a caso ha un nome biblico), Mercy è il luogo dove chiunque venga accolto può ricominciare: le scelte del passato non contano più, conta solamente il nuovo punto di partenza, inizio di una nuova vita e di un’evoluzione positiva per se stessi e la propria comunità.
Capita così che uno scienziato alieno folle e senza scrupoli, macchiatosi di crimini indicibili contro i suoi simili, venga innalzato ad eroe del paese per aver compiuto alcune buone azioni, come la salvezza dei cittadini dalla malaria e l’introduzione di una proto-elettricità.
Il tema portante dell’episodio è difatti il perdono (misericordia), la capacità degli individui di dimenticare, o più semplicemente di “passare sopra” alle malefatte di un individuo per potergli permettere di ricominciare da zero.
Il dottore Kahler-Jex cerca un riscatto, così come lo cercava l’America della frontiera. Un’ambientazione più adatta del vecchio west per svolgere questo tema non si poteva trovare.
“Quel cavallo non si chiama Joshua. Parlo equino, si chiama Susan. E vuole che rispetti le sue scelte di vita”.

Se c’è infatti una cosa da rimproverare a questi pochissimi episodi finora andati in onda, è la mancanza di una trama orizzontale incisiva: le puntate finora trasmesse sono state per lo più come capitoli a se stanti, avventure spettacolari ma forse prive di un reale senso nell’economia globale della serie.
Con A Town Called Mercy, si comincia a fare luce su quello che ci riserva il futuro, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra Eleven e i Pond.
Come ho già accennato nella recensione della scorsa puntata, si è notata una certa difficoltà nel mantenere un equilibrio nel trio protagonista: Amy e Rory sono ormai una coppia sposata che ha una propria vita, e difatti il Dottore fa fatica a star loro dietro e le loro avventure sono sempre più dilatate nel corso del tempo.
Questo sta facendo in qualche modo regredire Eleven, nel senso che egli sta tornando ad essere il personaggio solitario che avevamo incontrato ad un certo punto con David Tennant, qualche anno fa. Con tutti i contro della faccenda.

Il Dottore è un umanista, nel senso che ama la vita e non la vuole vedere calpestata, ed è normale per lui tornare ad essere il malefico Signore del Tempo che era una volta, quando vede certi diritti per lui inviolabili schiacciati sotto il peso della smania di potere.
E’ così che, non appena venuto a sapere del passato di Kahler-Jex, Eleven sfodera il suo lato oscuro, auspicando la morte dello scienziato e consegnandolo addirittura al carnefice in cerca di vendetta che da mesi imperversa su Mercy, un cyborg creato dallo stesso Kahler-Jex che ha il solo scopo di eliminare i suoi carnefici.
Sarà la fine dello sceriffo Isaac, il quale crede fermamente nella parola perdono e nella possibilità di un riscatto dal passato, ma soprattutto le parole di Amy, a risvegliare il cuore d’oro del Dottore, quello che abbiamo imparato a conoscere e che non cancella a priori la possibilità di una soluzione diplomatica anche al più terribile dei guai.
“Sono maturato. Viaggio da 1200 anni, ora”.

Il tema della solitudine e dell’importanza di avere accanto dei veri amici nel momento del bisogno, ritorna propotentemente nelle vicende del Dottore, il quale ha bisogno di vivere le sue mille avventure non in solitaria, ma con la continua compagnia di persone che gli possano ricordare l’importanza dell’essere un uomo buono. Senza i suoi compagni, il Dottore non è in grado di mantenere saldo il suo status di eroe positivo.

La stessa cosa accade con Amy in questo A Town Called Marcy, l’episodio che mette definitivamente in chiaro che i Pond e Eleven ormai hanno raggiunto il culmine del loro rapporto, e che il Dottore ha bisogno di una nuovo compagno di avventure.
Dopo un secondo episodio un po’ deludente, fa piacere vedere una risalita così importante in questa settima stagione.
Nutro infine grandi speranze per i prossimi episodi, e sono seriamente curioso di vedere in che modo finiranno le avventure di Amy, Rory e Eleven per lasciare spazio ad una nuova, importante amicizia per il Dottore.
Voto: 8/9
