
Ciò nonostante non si può ancora prescindere dal confronto con la serie madre, la cui ombra è presenza invadente in ogni singolo fotogramma, persino quando si intravede di tanto in tanto il (maldestro) tentativo di deviare dalla trama originale. Se il pilot non era altro che una copia sbiadita della controparte inglese, le due puntate successive non fanno registrare alcun miglioramento in questa direzione; anzi, il fatto che la serie stia proseguendo senza riuscire ancora a sviluppare un percorso indipendente conferma e rafforza la brutta impressione iniziale. In altre parole: dopo un episodio introduttivo, al quale l’assenza di una visione autonoma poteva ancora essere perdonata, era necessario sfruttare questi due episodi per tagliare il cordone ombelicale, ma purtroppo non è stata questa la soluzione scelta dagli autori. E così Gracepoint ci appare ancora troppo simile a (e allo stesso tempo troppo lontana, in termini qualitativi, da) Broadchurch per rappresentare un prodotto valido e destinato a lasciare il segno.


L’impostazione e gran parte delle sequenze sono praticamente identiche a quelle delle puntate corrispondenti di Broadchurch; possiamo notare soltanto due differenze fondamentali: intanto l’introduzione dell’escursionista in luogo del postino, che rappresenta l’innovazione principale sul piano della trama, e poi la storyline che riguarda il rapporto tra Beth e il reverendo Paul. Gli autori lasciano intendere che tra i due ci sia stato del tenero, o quantomeno che il secondo provi dei sentimenti per lei: uno sviluppo che sarebbe prematuro commentare adesso, ma che comunque non lascia intravedere nulla di buono. Viene da chiedersi, ancora una volta: è questo il meglio che Gracepoint può offrire? Per il momento, purtroppo, la risposta è sì.
Anche perché, quando si passa alla disamina dei personaggi, il panorama è desolante. Sotto questo profilo ed in termini assoluti, Gracepoint si potrebbe tranquillamente considerare una serie dignitosa e perfino interessante, ma in termini relativi il confronto con Broadchurch è impietoso. Questo anche perché se si sceglie di realizzare una copia dell’originale sotto quasi tutti gli aspetti 
Il giudizio, dunque, non può che essere negativo. Chiaramente mancano ancora diversi episodi alla conclusione, per cui gli autori potrebbero riuscire a correggere il tiro e tirare fuori un prodotto tutto sommato valido. Se consideriamo, inoltre, che Gracepoint conta 10 episodi a fronte degli 8 di Broadchurch, va da sé che ad un certo punto la serie dovrà imparare a camminare da sola. Ma è proprio il fatto che siano due prodotti strutturalmente diversi e che ciò nonostante non sia sia trovato il coraggio di differenziarli davvero fin dall’inizio a rendere il tutto ancora più fastidioso.
Voto ad entrambi gli episodi: 5 e 1/2
