Revolution – 1×05 Soul Train


Revolution – 1x05 Soul TrainRevolution è stato sinora un prodotto piuttosto buono, con delle idee che funzionano ma anche tutta una serie di errori e di scelte incomprensibili che ne hanno indebolito almeno in parte l’intera struttura narrativa. Con questo episodio, pur non esente da difetti purtroppo macroscopici, la qualità fa un salto in avanti, confezionando un risultato abbastanza convincente.

Questo quinto appuntamento con Revolution ha una costruzione, rispetto a quanto visto finora, di miglior fattura, riuscendo a muoversi su tre livelli di narrazione (la ricerca di Danny, le disavventure di Rachel ed il passato di Neville) con estrema agilità. Come si diceva in precedenza, di errori o, meglio, di perplessità ce ne sono molte, ma per fortuna non riescono ad intaccare eccessivamente la visione di questa serie.

Revolution – 1x05 Soul Train

Bisogna, ovviamente, partire da Tom Neville e dal suo passato. Inutile dirlo, ma la scelta di casting di Giancarlo Esposito è stata forse la migliore fatta finora: l’attore, infatti, è riuscito a dare ad un personaggio così border-line una profondità e forza emotiva che molti altri non sarebbero stati in grado di reggere. Esposito, invece, disegna la figura di un personaggio “comune” ma carico di rabbia, che spaventa per la sua crudezza e violenza. La scena dell’ira contro il sacco, e poi contro il vicino di casa, sembra stonare, ma nel contempo si sposa alla perfezione con l’aura di inettitudine con cui lo si vede accettare il licenziamento. La recitazione di Esposito non travalica mai il limite dell’accettabile, nonostante stia tratteggiando un personaggio ricolmo di folle furore (la scena iniziale, in cui distrugge Danny, riesce a creare un contatto empatico con le sofferenze del giovane). Eppure, e forse è questo l’elemento che più sorprende, non riesce ad imporsi su Danny, quel diciottenne impudente e coraggioso insieme.

Si deve poi dare atto agli autori di non essere stati prevedibili: se ci si aspettava che il cambiamento di Neville derivasse dall’uccisione del figlio e della moglie, non è affatto così, in quanto entrambi stanno più che bene. Anzi, il figlio altri non è che Nate, il ragazzo che fa il filo a Charlie e li segue sin dalle prime battute. Un personaggio scarsamente approfondito sinora – se non per la surreale agilità che dimostra – ma che adesso potrebbe risultare persino maggiormente inserito nelle dinamiche di gruppo.

Per quanto riguarda i nostri eroi, Charlie resta Charlie, mentre Miles mostra delle nuove debolezze (evidentemente l’effetto della ragazza deve fare davvero male). L’inseguimento western del treno – interessante citazione – non risulta così efficace come ci si sarebbe attesi. Ben venga, quindi, l’insuccesso di Charlie nel recuperare suo fratello, seppure si spera che si possa cambiare direzione e non lasciare l’intera stagione su questo obiettivo narrativo. Ciò che, invece, infastidisce è tutta la questione dell’esplosivo sul treno: se la vicenda potrebbe da un lato essere comprensibile – togliamo a Monroe un ottimo strumento come il treno –, la spiegazione di Nora legata all’uccisione di quanti più miliziani possibile è così tristemente banale che stona non poco. Anche perché così fai fuori anche l’innocente Danny che finora hai cercato di salvare insieme agli altri.

Revolution – 1x05 Soul TrainEd infine c’è lei, la meravigliosa Elizabeth Mitchell. Questa straordinaria attrice viene per ora relegata allo sterile ruolo di prigioniera di Monroe, il quale altro non vuole che sapere i segreti legati alla scomparsa, ed eventuale ricomparsa, dell’elettricità. Adesso, però, che la minaccia di Monroe è reale (ossia Danny è stato catturato), la donna rivela qualcosina in più sull’argomento: bisogna rintracciare i 12 medaglioni – come quello in possesso dell’inutilissimo Aaron, il personaggio più bistrattato dell’intera serie. L’augurio, tuttavia, è quello che il personaggio di Rachel possa mostrare nuovi aspetti, più degni di nota.

Sul fronte della trama principale, quindi, qualcosa si muove. Su quello dei personaggi, se non per quanto riguarda Tom Neville, c’è l’assoluta debolezza del loro approfondimento: o  manca, o è poco convincente oppure scarsamente interessante. Charlie, ad esempio, continua ad essere poco incisiva sia quando frigna, sia quando vuol fare la dura. Miles, d’altro canto, dopo un inizio scoppiettante – e a tratti irreale – sembra aver preso a sua volta una china pericolosa verso il nulla.

In definitiva, nonostante le difficoltà di scrittura (ed i 12 medaglioni messi lì per allungare un po’ il brodo), Revolution non si comporta male come si preannunciava. L’episodio è sufficientemente ben scritto e diretto, permettendo inoltre l’apertura di tutta una serie di sotto-trame in potenza capaci di aumentare l’incisività della serie. Adesso sta tutto nel vedere come esse verranno portate avanti.

Voto: 6 

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.

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