
Ambientare una serie TV sulle spie nel periodo della Guerra Fredda non può che essere di partenza un’ottima idea. Una trama di questa portata, però, ha bisogno anche di personaggi e sottotrame di spessore per evitare di scivolare nel macchiettistico e nel banale. Per ora, non ci siamo del tutto.
1×02 The Clock

La trama dominante di questo episodio è un ricatto nei confronti di una religiosa domestica alla quale viene ordinato di prelevare e ricollocare un orologio in cui inserire una cimice. La già poca originalità della vicenda viene ad acuirsi quando questa storia viene portata per le lunghe con inserti fuori luogo e poco convincenti: prima un inutile arrivo del fratello della donna, fuori contesto e forse necessario solo per inserirci una scazzottata, quindi l’improvvisa rinascita della fede religiosa della madre che sembra disposta a lasciar morire il figlio. Il giudizio non può che essere negativo.
Molto più interessante, sotto questo profilo, l’approfondimento delle due spie russe: la paura d’essere scoperti, il rendersi conto che la propria vita è sempre appesa ad un filo e soprattutto l’idea di avere adesso qualcosa da perdere (i figli) fa sì che le loro crisi di coscienza siano più credibili ed empatiche. D’altronde, se ci si mette per un attimo nei loro panni, è facilmente immaginabile la difficoltà di vivere una doppia vita in un Paese, quello americano, nel pieno della paranoia comunista.
Altro aspetto degno d’attenzione e che probabilmente verrà approfondito in futuro è la stesura di quella che pare essere la trama principale, legata a doppio filo con la Storia: lo Scudo Spaziale Americano, il grande progetto di Reagan per eliminare lo spettro di un attacco missilistico nucleare. Non è chiaro dove si voglia andare a parare, o meglio come si possa integrare un elemento così importante della Guerra Fredda con le nostre due spie. In ogni caso, è una trama che porta quella ventata di “ampio respiro” utile per non scivolare nel già visto, e che in più permette di sfruttare con ancora maggiore potenza l’inedita ambientazione.
Episodio tutto sommato positivo, ma, considerando che si tratta del secondo episodio di questa nuova serie, era d’obbligo fare qualcosa di meglio.
Voto: 6-
1×03 Gregory

Se sul fronte dei personaggi la scrittura si mantiene su buoni livelli (ed il personaggio di Elizabeth è indubbiamente il più affascinante), non si può dire lo stesso della costruzione di tutto il resto: sia la trama che i personaggi secondari ancora latitano e non appassionano. La vicenda della moglie segreta di Robert – l’agente del KGB morto nel primo episodio – lascia il tempo che trova ed il suo dramma è estremamente prevedibile (anzi, sorprende quasi che il figlio non abbia fatto la stessa fine). Scarso interesse finora suscitano anche l’Agente Beeman e le indagini parallele dell’FBI ancora troppo distanti dal fulcro narrativo vero e proprio, anche se con l’inserimento della talpa questo filone potrebbe presentarci delle sorprese.
Voto: 7
In definitiva The Americans non delude del tutto, ma non sembra riuscire a mantenere quella carica positiva che si percepiva nell’episodio pilota. Trame non brillanti e personaggi non ancora attraenti non sono in grado di destare l’attenzione che, con un po’ di cura in più, sicuramente questa serie meriterebbe.


