
Dopo il gran bell’episodio dedicato a Lemond Bishop della settimana scorsa, la Brava Moglie si ritrova ad affrontare un caso molto insolito: piuttosto che combattere, come suo solito, nelle aule di tribunale, Alicia dovrà affrontare il coroner ed un emissario di un’assicurazione per determinare le modalità della morte di un giudice. La forma insolita in cui Alicia – e Will – dovranno lavorare è uno stimolo piuttosto interessante seppur non spinto da una trama altrettanto solida.
La storia del giudice infedele non riesce ad appassionare nonostante la presenza di Jessalyn Gilsig (Glee, Heroes), guest star dell’episodio: non ci sono particolari guizzi creativi sotto questo profilo, nulla di nuovo che sia in grado di mostrarci – come capitato in altre occasioni – sfumature dei nostri personaggi alle prese con il caso trattato.
Fortunatamente, però, di contorno c’è ben altro, di grande rilievo. In particolare mi riferisco all’ennesimo incontro-scontro tra Cary Agos e suo padre, diventato ora un lobbista per un’azienda farmaceutica. Oltre all’accordo in quanto tale, a cui viene dato solo relativa attenzione (dovuta più al bagaglio economico che reca con sé), la contrapposizione tra Cary e suo padre continua a funzionare. Il loro rapporto riprende il tema dominante del senso di inferiorità a cui Cary viene sottoposto: l’evidente delusione di Jeffrey Agos nei confronti della non-promozione del figlio è l’ennesima controprova dell’incapacità dell’uomo di accettare il percorso indipendente di Cary. In questo episodio si rende quanto mai palese il suo modo “violento” e insensibile di interagire con Cary, il quale, però, riesce a cambiare le carte in tavola e a prendersi una bella rivincita. Finché le cose rimarranno così, un rapporto tra i due sarà impossibile perché impossibile è che il padre riesca ad accettare il percorso del figlio senza far trasparire una costante vena di delusione.

Ultima scoperta è Robyn, la nuova investigatrice che collabora con Kalinda. Contrariamente a quanto ci saremmo aspettati, le due insieme sembrano funzionare e la veterana mostra in più di qualche occasione di saper svolgere il suo ruolo di “insegnante”, condividendo il proprio lavoro con un’altra persona. Per ora le due insieme funzionano e può essere il giusto motore che permetterà alla storyline di Kalinda di riprendersi dopo il disastro di inizio stagione con il marito.
Peccato, quindi, solo per la scarsa empatia che il caso della settimana suscita nello spettatore; per il resto l’episodio è davvero ben scritto – cosa non nuova per The Good Wife – e mantiene alta la sua qualità. Avanti così.
Voto: 7


