
L’unione fiction-realtà ha da sempre caratterizzato questo prodotto di casa CBS, con riferimenti all’attualità mai banali: a servizio di questa puntata, torna il protagonista della 3×13 Bitcoin For Dummies, Dylan Stack, quasi a rappresentare dopo i bitcoin un altro collegamento anomalo, e per certi versi ancora inesplorato, della tecnologia che si affianca – spesso anche opponendosi – alla vita reale.
La sua presenza si incrocia con due filoni di questa puntata: il caso di stupro Rainey vs Bratcher e, seppur tangenzialmente, la candidatura di Diane a giudice della corte suprema.
It was obtained through illegal means.

Se c’è una cosa che le serie legal ci hanno insegnato è che, se non c’è un mandato, tutto quello che persino la polizia trova non può essere presentato in tribunale. Con questo episodio, tuttavia, andiamo oltre e troviamo il terzo incomodo tra legittimo e illegittimo: internet.
La prima questione che ci si trova ad affrontare, quando la puntata apre in medias res sul caso, è il tweet postato dalla ragazza che accusa il suo stupratore nonostante la richiesta della corte di mantenere la vicenda lontana dalla stampa. L’atteggiamento mostrato dalla ragazza, e che colpisce soprattutto Will tanto da fargli ammettere “I don’t think I’d have that determination”, è la costante che accompagna un processo in cui si inserisce nientemeno che Anonymous, con evidente riferimento al caso della ragazza 15enne Amanda Todd che si suicidò l’anno scorso dopo un lunghissimo caso di cyberbullismo, e con sorprendente coincidenza di tempi con l’ultimo caso da loro trattato.

La stessa conclusione di Will, che convince il giudice ad accettare la prova, riporta tutti con i piedi per terra ad osservare la realtà: una ragazza innocente è in carcere per aver detto la verità; un colpevole è libero di andare dove vuole nonostante l’ammissione dello stupro.
La legge deve imparare ad innovarsi, la tecnologia deve capire che ci sono dei limiti, anche quando le intenzioni sono le migliori: e per l’amor del cielo, che nessuno tocchi i figli di Alicia.
You and I are the new Will and Diane.
Non è un bel periodo per la Lockhart/Gardner che, dopo essersi risollevata dai problemi finanziari, si ritrova a dover combattere questioni di tutt’altra natura.

Non è molto chiaro (né a lei, né a noi) che cosa lui davvero voglia da Diane – che accusi Will con una dichiarazione pubblica dopo che la sospensione è conclusa? Che lo linci sulla pubblica piazza? –, ma di certo questa candidatura difficilmente avrà la strada spianata, sia alla Corte Suprema che all’interno della L/G, dove si sta consumando la rivolta dei soci capeggiati da David Lee e la scissione degli avvocati del quarto anno, che hanno in Cary il loro rappresentante.

Due sole puntate ci separano dalla fine di questa quarta stagione, che si preannuncia esplosiva. Episodi come questo sono dunque preparatori, ma al contempo perfetti per portare avanti il lavoro che The Good Wife sta facendo – in modo eccellente – da molto tempo.
Voto: 8
