
Il libro di Stoker era un romanzo epistolare, basato sulle lettere che i protagonisti si scambiavano tra loro e sugli appunti dei diari presi dagli stessi, specialmente quelli del povero Jonathan Harker. La storia prendeva il via dal volere di un conte rumeno che voleva comprare casa a Londra, ma che per motivi personali non poteva muoversi dal suo castello in Transilvania. Il romanzo quindi era molto ottocentesco nelle sue peculiari caratteristiche, ma Stoker riuscì a dargli una spinta horror che difficilmente gli autori di quel tempo avevano il coraggio di utilizzare (a parte ovviamente Mary Shelley e il suo Frankenstein): una sorta di cambiamento che tenta di fare anche la serie di Haddon, riprendendo sì le caratteristiche principali del romanzo – la fine dell’ottocento, i personaggi principali – ma mischiandole in modo da ricreare una storia a se stante, intingendola di particolari che nel libro non ci sono ma che inseriscono il narrato all’interno della cronaca del tempo, con riferimenti a Jack lo Squartatore e a Thomas Edison.

Come dicevamo, anche in questo primo episodio i canini di Dracula si vedono poco, così come si vede anche poco sangue: la narrazione si concentra più che altro nel presentarci i personaggi e soprattutto – per chi ha letto il libro – per abituarsi a ruoli diversi e in alcuni casi in completa antitesi con quelli originali di Stoker. Se anche qui ritroviamo Dracula che si trova per questioni di affari a Londra, dove viene affascinato dalla bella Mina (praticamente una reincarnazione di sua moglie), non possiamo dire lo stesso per gli altri personaggi: senza andare nello specifico delle loro azioni, Jonathan Harker è un giornalista e non un avvocato, Renfield è il fido assistente di Dracula e non un pazzo devoto alla causa del Maestro.

La scelta di Rhys Meyers come Dracula è ovviamente stata fatta per il fascino dell’attore e non di certo per ritrarre il vampiro com’era stato fatto nel film di Coppola: a dire il vero tutto il cast è decisamente sensuale, in favore di una tensione sessuale che si respira per tutto il corso della puntata. Cadere nella faciloneria è semplice, anche perché alcune scelte di Haddon possono dare un po’ fastidio ai puristi del Conte: se alcune trovate che saranno il cardine della stagione possono stuzzicare la fantasia e la curiosità del pubblico (il riferimento ad Edison che tra l’altro strizza l’occhio a The Prestige), altre sembrano andare in direzione del trash più puro, come la sequenza alla Matrix ormai troppo abusata dai cineasti di ogni risma e categoria.

Per tirare le somme, Dracula può essere uno di quei prodotti che sfiorano il trash ma che hanno delle trovate singolari e piacevoli, dove sicuramente ci sarà qualche dotta citazione del capolavoro di Stoker che può rivitalizzare una trama comunque intrigante – con tutti i limiti di realizzazione che lo show sembra purtroppo avere.
VOTO: 6

Bella reccensione… anch’io la penso così sulla divisione in due tronconi… io sono un purista duro e puro 🙂 e per questo non mi piace la rimescolata che hanno dato perché si tratta di Dracula e poi un True Blood c’è già per cui era il caso di mantenere la tradizione per differenziarsi un po’. Quello che sto notando e che gli ammericani cercano sempre il trash, è più forte di loro 😀 una cosa tranquilla non la sanno proprio fare… spero a sto punto che gli inglesi facciano un Dracula coi controcaxxi!