La domanda da un milione di dollari è la seguente: New Girl riuscirà mai ad emanciparsi da se stessa ed evolversi in qualcosa di altro e migliore, o andrebbe bene lo stesso anche se restasse così com’è fino alla fine? Bisogna rispondere a questo “semplice” quesito per analizzare il quarto e quinto episodio, così come i prossimi, e capire se la serie lascerà davvero il segno.
Parto dal presupposto che le due puntate in questione sono belle e divertenti come al solito. La quarta si concentra maggiormente sul rapporto amoroso di Jess e Nick e sul fallimentare piano sabotatore di Schmidt, raccontandoci un pezzettino, ma proprio ino, inedito della personalità di Nick, mentre la quinta cerca di far girare i ragazzi intorno a qualcosa che non siano i soli sentimenti che muovono i personaggi verso altri personaggi. Dopo diversi episodi in cui non facevano altro che struggersi per amore, l’eredità lasciata a Nick da suo padre porta un po’ di sano scompiglio nelle vite dei quattro protagonisti, coinvolgendo il lato amoroso solo in secondo piano, non rendendolo però meno importante.
Uno dei problemi sta proprio qui: chi vedesse la terza stagione di New Girl senza aver visto le puntate precedenti penserebbe che Jess e soci passino il loro tempo solo a rigirarsi nel letto (come dimostra l’abbondanza di riprese dall’alto), ad accudire gatti e a parlare velocemente di se stessi e di quanto si è belli e fighi (si, mi sto riferendo a Schmidt). E come dargli torto?! Questo è proprio quello che fanno. È avvenuta come un’involuzione rispetto alle stagioni uno e due, in cui i ragazzi avevano un lavoro, interagivano con qualcuno con cui non condividessero il tetto e vivevano anche al di fuori delle quattro mura domestiche. A tratti sembra di vedere una puntata ben scritta di un Grande Fratello qualunque: sempre gli stessi personaggi, sempre le stesse ambientazioni. La cosa può anche risultare divertente, fino a quando non fa più ridere e ci stiamo avvicinando in modo preoccupante a questo punto.
Bisogna essere sinceri: New Girl ci fa ridere e ci tiene compagnia per quei venti minuti, riuscendo a coinvolgerci nella vita dei protagonisti; come comedy raggiunge un livello che molte sue rivali non sognano nemmeno. Ma perché accontentarsi? Perché non provare ad osare, a scombinare le carte, a sconquassare le vite dei ragazzi come si deve? Perché non cercare di lasciare un segno che sia duraturo nella memoria degli spettatori? Perché non far evolvere la serie in modo naturale ed organico? Arrivati alla terza stagione una domanda del genere è d’obbligo, soprattutto con celebri esempi di serie che almeno ci hanno provato, prima fra tutte Community e poi Happy Endings e Cougar Town, serie recenti e molto mainstream come New Girl.
Volendo sorvolare sullo stato di maturazione della serie, senza dubbio le puntate quattro e cinque mantengono il livello comico di quelle precedenti, anche se con una leggera retromarcia. Il nuovo fulcro della comicità più nonsense, Winston, è sfruttato un po’ meno, e si sente. Mentre ultimamente dava sfoggio di un’insanità mentale molto presente e ben utilizzata, in entrambi gli episodi oggetto di questa recensione l’ex cestista è tenuto più al guinzaglio e parla anche poco. Dall’altro lato vediamo una Jess sempre meno Jess e più adulta, ma non nel senso buono. Se per metà del tempo la vediamo rotolarsi nel letto con Nick o baciarsi con Nick o guardare Nick con una faccia basita, nell’altra metà sentiamo la mancanza del suo essere sopra le righe e sopra le parti. Schmidt invece, da personaggio complesso nella sua stranezza, è diventato la spalla di se stesso, creando sempre nuove situazioni, come il piano di vendetta nei confronti di Jess o la ricerca di un modo per espiare le sue cattive azioni, dove è da solo senza alcun supporto. Girare scene con rabbini e ciclisti ingessati può anche avere un senso, se però l’attore con cui Schmidt si relaziona può fornirgli un buon appoggio ed una buona base. In questo caso inserire delle guest star famose sarebbe stata una scelta più divertente ed anche stimolante per lo show.
È ovvio che la domanda da un milione di dollari rimarrà senza una risposta ancora per un po’. Il tempo però stringe, visti gli ascolti sempre in calo e la concorrenza pronta a sbranare ogni show rivale. E pensare che basterebbe riportare in scena, sotto forme diverse, lo stesso stupore che ci ha fatto innamorare di Jess all’inizio e che dall’inizio si è pian piano perso.
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