
Prima di analizzare l’episodio vorrei spendere qualche parola proprio sulla protagonista. La moglie del governatore eletto ha fatto il doppio gioco per settimane, né più né meno. E non basta l’espressione affranta e dispiaciuta mentre concede ai suoi scagnozzi (quella massa informe di avvocatucoli del quarto anno, Cary merita un discorso a parte) di aspettare prima di andarsene per poter incassare i bonus, perché sappiamo che quando Alicia vuole qualcosa fa di tutto per ottenerla. La correttezza non era nella sua lista delle priorità, e per raggiungere l’obiettivo è stato lecito l’utilizzo di ogni mezzo. Alicia disse a Will “this never meant to be personal“, eppure faccio fatica a pensare a qualcosa di più personale di un tradimento.

Complici regia, scrittura e recitazione al top, il risultato è un prodotto sorprendentemente vivo, che ha sempre fatto dello scontro (in tribunale e fuori) la propria linfa vitale e della verità un concetto malleabile, se non irrilevante, al servizio di convenienze o necessità più o meno importanti. Adesso che lo scontro è intestino e possiamo dire addio ai precedenti equilibri relazionali tra i protagonisti, queste caratteristiche brillano di una nuova luce: Alicia ha torto marcio, e anche chissenefrega. Si riparte da zero, palla al centro.
I feel really awake.

Mentre Alicia dorme troppo, Diane si sveglia di buon’ora pronta per discutere quello che crede essere il canto del cigno della sua carriera da avvocato. Il caso si presta bene allo scopo, dando la possibilità al futuro giudice di discutere la legge in favore di una delle sue più importanti battaglie da idealista democratica; in realtà, presto il caso si rivela essere il primo terreno da gioco della battaglia tra lo studio e i dissidenti. La cliente preferisce infatti affidarsi all’avvocato che è stato fisicamente più presente nel corso della preparazione, e Alicia non si lascia di certo sfuggire l’occasione; dal tribunale lo scontro continua alla commissione disciplinare degli avvocati, lo stesso organo che indagò e infine sanzionò Will. Le frecciatine e i sorrisi carichi di risentimento e sfida tra Will e Alicia condiscono il botta e risposta di una carica emotiva non indifferente, allo stesso tempo spinta motivazionale e punto debole di entrambi. “Don’t let her get into your head.”, dice una saggia Diane al proprio socio, ma le carte che Will è pronto a giocare per ostacolare il percorso professionale di Mrs. Florrick sono imprevedibili e pronte a colpire da ogni fronte: “That’s where I want her.”
Bill and Hillary on steroids.

Will e Diane hanno motivi diversi per voler fare la guerra ad Alicia&Co., ma l’obiettivo è lo stesso, e un nemico in comune può essere un collante potentissimo, un modo per seppellire i precedenti rancori. La vecchia coppia d’acciaio torna definitivamente insieme, più forte e determinata di prima, e non potevamo chiedere di meglio.
L’impatto sulla vita di Diane è l’ennesima conferma di quanto le decisioni professionali di Alicia abbiano conseguenze più che personali. Quando entrano in gioco i sentimenti, i limiti insuperabili si fanno più labili: l’attacco potrebbe arrivare praticamente da ogni fronte.
We need tax attorneys.

L’aver piazzato un episodio capolavoro come il precedente al numero cinque di ventitré indica da un lato l’invidiabile disinvoltura creativa dei King, dall’altro la necessità di calmare il ritmo a fronte di una narrazione di più ampio respiro, che sia in grado di dosare il carburante fino alla fine. The next day è il primo round di una partita che presumibilmente occuperà buona parte o tutta la stagione. Nonostante si ritorni ad una struttura narrativa più familiare, il ritmo non cala, anche grazie alla spinta propulsiva della puntata (o giornata, per i nostri personaggi) precedente.
Continuiamo ad affidarci con rinnovata fede alla bravura dei creatori e degli interpreti di questo gioiellino di serie, convinti che le vette toccate in precedenza potranno essere raggiunte di nuovo. Nel frattempo non resta che goderci lo spettacolo.
Voto: 8
Note:
– Marylin è incinta. Nonostante una certa pesantezza del reiterato teatrino in bagno con Alicia, sono molto contenta che si levi di torno lo spettro di una possibile torbida relazione con Peter. Il governatore ha già incassato sufficienti tacche al muro dell’ambiguità morale.
– L’atteggiamento iperprotettivo di Alicia nei confronti di Grace mi ha sempre irritato profondamente, ma c’è da ammettere che la piccolina non fatica a stringere amicizia. In ogni caso, forse Alicia si è pentita di averla allontanata per andare da Vince: l’interesse per l’altro sesso è forse preferibile a quello per le armi.
– Non vedo l’ora di assistere alla reazione di Eli alla notizia della decisione di Peter su Diane.

Se non fosse per la vicenda Grace – che oggettivamente ha rotto le scatole – e un po’ anche per Marylin la puntata avrebbe davvero tutte note positive.
Diane che alla fine decide di smettere di essere polite e che torna alla L/G è una gioia per gli occhi, soprattutto perché Peter è stato davvero bastardo: già si era infilato in questioni non di sua competenza, ma tenere Diane fuori dai giochi per la corte suprema è stata una mossa veramente brutta.
Alicia non si sta comportando bene per niente, Will neppure, però vederli uno contro l’altro è semplicemente fantastico: in ogni scena temevo che da un momento all’altro si sarebbero saltati addosso, sembra quasi che si divertano ad essere dai due lati opposti del conflitto.. e non c’è neanche bisogno di dirlo, Charles e Margulies sono sempre meravigliosi!