
Sulla scia del successo di critica di serie come The Office e Parks and Recreation, i creatori di quest’ultima, Michael Schur e Daniel J. Goor, confezionano per Fox una nuova workplace comedy ambientata in una stazione di polizia di Brooklyn.
Per i meno esperti delle terminologie seriali, i workplace comedy sono serie ambientate, come facilmente intuibile dal nome, in un luogo di lavoro – in The Office, ad esempio, era un ufficio di un’azienda che vende carta, la Dunder Mifflin – nel quale si svolgono la gran parte delle vicende, si sviluppano i rapporti fra i vari personaggi e avviene la quasi totalità delle gag.


Giocando anche sul parallelo con il suo precedente ruolo televisivo, il personaggio di Braugher appare all’inizio come un figura severa, carismatica e autoritaria, completamente in contrasto quindi con l’ambiente leggero e un po’ scanzonato del distretto, e che per questo entra subito in conflitto con Peralta.
Si potrebbe pensare, sulle prime, che ci troviamo di fronte al classico capo duro e inflessibile, ma in realtà Holt sfugge a questo clichè fin da subito, riuscendo ad integrarsi immediatamente e con facilità nel gruppo del distretto. Il capitano si dimostra un leader duro e attento alle regole, ma anche giusto e soprattutto divertente: facendo perno proprio su questa sua presenza scenica forte e granitica, Braugher riesce a suscitare molto spesso più di una risata, diventando parte di momenti comici molto riusciti, in special modo con Samberg.


– Amy Santiango (Melissa Fumero). La partner lavorativa iper-competitiva di Peralta, che al contrario del suo collega cerca in tutti i modi di compiacere goffamente il capitano, nella speranza che quest’ultimo accetti di diventare il suo mentore.
– Rosa Diaz (Stephanie Beatriz). Una vera dura dal carattere coriaceo, cinico e perennemente vestita di nero, da badass.
– Charles Broyles (Joe Lo Truglio). Un imbranato agente, talmente cortese da essere incapace di imporsi su qualsiasi altro collega, e che ha come hobby stilare classifiche culinarie complicatissime sui vari locali di New York. Ha una cotta per Rosa, che cerca di conquistare in ogni puntata ma senza successo.

– Gina Linetti (Chelsea Peretti), la manipolativa, inopportuna e stramba segretaria del capitano: dietro la sua voce dalla cadenza lenta nasconde un potenziale davvero molto elevato. Nel tempo libero segue delle lezioni di danza, con questi risultati.
– A chiudere il lotto dei personaggi ci sono Hitchcock e Scully, due agenti presentati subito come “buoni a preparare il caffè” e che fanno della loro totale inettitudine alla professione una fonte proficua di brevi intermezzi assai spassosi.

Ovviamente vista l’ambientazione e la location non possono mancare citazioni e richiami al genere poliziesco, come musiche anni ’70 o scene d’azione rivisitate in chiave comica. Da segnalare poi è l’utilizzo di brevi flashback come escamotage umoristico molto efficace: particolarmente divertenti quelli di Holt ambientati negli anni 80, e quelli dove c’è il vecchio capitano del distretto.
Ci sono ovviamente alcune cose che non convincono appieno come, ad esempio, i casi dei vari episodi, che spesso si dimostrano fin troppo strumentali per arrivare ad una gag o ad una citazione, ma che raramente in fase di indagine suscitano interesse nel telespettatore, o alcuni finali delle puntate un po’ deboli e a volte buonisti.

Dal punto di vista degli ascolti, dopo un buon inizio con un rating di 2.5, ben presto la serie si assestata su un rating medio e costante di 1.5: un dato sulla carta basso e apparentemente a rischio cancellazione, ma che in realtà, grazie anche ad una situazione generale tragica per la Fox da questo punto di vista, potrebbe essere sufficiente per ottenere una seconda stagione. A suo favore va anche il fatto che, nonostante il traino fallimentare di Dads, riesca nel suo slot a guadagnare sempre pubblico rispetto alla mezz’ora precedente.
A supporto di un certo ottimismo e fiducia da parte del network, la Fox non solo ha portato l’ordine della serie a stagione completa, ma ha deciso di collocarla a Febbraio nell’ambito slot post Super Bowl.
Per adesso, facciamo il tifo per lei e la consigliamo.
Voto Midseason 7,5

Dopo questo articolo ho visto i primi episodi (fino a quello di Halloween) e devo dire di essere piacevolissimamente sorpreso! Bel ritmo, storie carine, si ride abbastanza bene. Sempre sullo stesso genere, cosa ne pensate di “The Crazy Ones” la serie nuova di Robin Williams? A me fa impazzire, la trovo fantastica!
Ottimo! L’intento era proprio quello di consigliare la visione e mi fa piacere che sia stata apprezzata. Sperando che prosegue su un buon livello.
The Crazy Ones, per mancanza di tempo personalmente sono indietro di qualche episodio, ma devo dire che sta piacendo molto anche a me.
Non sono ancora in pari con Brooklyn, ma tra tutti i pilot di quest’anno è una delle poche serie che ricordo mi avesse colpito. Niente di speciale – soprattutto, come notato nella recensione, in alcune puntate non sempre altissime -, però è comunque un dignitosissimo passatempo, che secondo me può puntare a migliorarsi e anche molto.
Peralta mi piace abbastanza, ma il primo posto va ad Holt e non si discute: i suoi flashback sono di gran lunga la parte più attesa delle puntate!
The Crazy Ones è l’altra comedy di culto di quest’anno, personalmente credo anche superiore a Brooklyn.. ad ogni modo è sempre piacevole vedere un po’ di vita nel reparto comico, che quest’anno ha sfornato anche robe davvero orrende!
Io adoro questa serie, ma più che altro adoro tutti i suoi personaggi. Sono simili a quelli di Parks&Rec, e infatti gli autori sono sempre loro. Su tutti, vince Gina (<3). Punto. Ma anche gli altri sono fantastici. Effettivamente alcuni aspetti "procedurali" andrebbero migliorati, ma mi ritengo soddisfatto.
Di The Crazy Ones ho visto il pilot e mi è piaciuto abbastanz-ino, ma poi non sono più andato avanti…anche perchè sinceramente quell'-ino è dovuto al fatto che il pilot mi è parso decisamente molto Williams-centrico (ovviamente, non è che mi aspettassi altro), che a me andrebbe pure benissimo, ma tirarlo per le lunghe? Dopotutto è pur sempre una serie televisiva…beh comunque meglio di Dads…o di tutte quelle cazzate di quest'anno ( anche se ho sentito parlar bene di The Michael J. Fox Show).
The Crazy Ones migliora già dal secondo episodio. Il primo episodio è il meno bello, a mio avviso.